La licenza GPL perde terreno

Uno studio condotto dalla Black Duck rivela come la licenza GPL sia in netto declino in favore della MS-PL

licenza_.jpgLa licenza GPL, colonna portante del mondo open, sembra essere pericolosamente in declino vista la caduta di popolarità che sta avendo tra gli sviluppatori di tutto il mondo, niente scenari apocalittici certo, però una situazione che non mancherà di far riflettere molti tra coloro che frequentano questo mondo.

Quello che preoccupa di più è l’aumento di progetti che adottano la licenza creata da Microsoft MS-PL, questa volta sarò prevenuto e pur non conoscendo la licenza in questione sento odor di bruciato.

Se state pensando che questo studio sia di parte ridimensionate le vostre idee, la Black Duck che si è occupata di rilevare i dati è un’azienda che fornisce prodotti e servizi per tutti i programmatori di tipo open niente dati “sporchi” da contratti e pagamenti di parte per questo studio…..almeno in apparenza.

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Andrew Tridgell cura Linux dalla malattia Fat

Storia di un workaround per proseguire nell’uso del file system Fat che portò TomTom in tribunale dopo la citazione Microsoft

Molta preoccupazione si era percepita tempo fa nella comunità del software libero qualche tempo fa a causa  delle vicende che hanno coinvolto in prima persona la nota azienda produttrice di navigatori satellitari TomTom e la solita Microsoft, ricorderete sicuramente la questione dei brevetti Fat che hanno portato ad un accordo in tribunale tra le due parti.

Anche se dopo l’accordo la Microsoft si diceva soddisfatta e non intenzionata a portare avanti cause verso altri protagonisti del panorama Linux i livelli di guardia sono rimasti alti e sicuramente tali da intraprendere delle strade che portino ad una soluzione definitiva del problema.

La prima via è quella percorsa dalla Linux Foundation che, per essere assolutamente certa di evitare qualsiasi problema, raccomanda l’utilizzo di altre tecnologie alternative a quella Microsoft mentre l’Open Invention Network cerca il modo di invalidare i brevetti in questione.

Nell’attesa di ciò, attesa che si potrebbe anche rivelare vana, Andrew Tridgell pubblica una patch in grado di aggirare il problema del salvataggio dei nomi lunghi su file system di tipo Fat, in realtà questa è una seconda pezza che si applica alla questione dopo il rilascio del primo pezzo di codice correttivo che non ha trovato grande riscontro all’interno della comunità stessa.

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L’Europa si affida agli esperti italiani

Da poco è nata in Europa la forza European Electronic Crime Task Force ovvero un pool di esperti, alle dirette dipendenze del Centro europeo anti-cybercrime, che si occuperà di vigilare sul web evitando il dilagare di truffe informatiche di ogni genere e tipo e più in generale cercando di prevenire, reprimere e controllare tutti quelle forme di crimine che può essere commesso sulla grande rete.

La sede designata di questa forza europea, secondo indiscrezioni, sembra essere tutta Italiana visto che Roma dovrebbe ospitare gli uffici in questione in virtù della grande competenza che a livello europeo è stata riconosciuta alle nostre forze dell’ordine nel campo informatico.

<!– non mi sento di fare commenti a tal proposito anche se potrei con molta facilità, avendo però assistito a delle lezioni universitarie riservate al corpo della polizia postale posso però fare delle conclusioni…..o nel resto d’Europa sono proprio degli ignoranti in materia…..e non credo affatto…..o qualcuno di sopravvaluta–>

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Il gestore di rete di Moblin, ConnMan, suscita interesse

connman.jpgCome tutti sapete Moblin è una distro, ancora in versione beta, pensata e realizzata per l’utilizzo all’interno dei moderni sistemi netbook basati su processore Atom di Intel.

Non a caso la stessa Intel ha finanziato in modo cospicuo la realizzazione del progetto che, in quando open, è stato costituito migliorando e modificando software o pezzi di codice già presenti all’interno di altre distro o di progetti paralleli; sono stati scritti anche componenti nuovi come ad esempio il gestore di reti ed il tool che permette la configurazione del sistema entrambe infatti sembrano essere riusciti a suscitare l’attenzione e l’ammirazione di molti.

Come scritto sopra Moblin non si avvale del classico Network Manager progettato da RedHat ed adottato da quasi tutte le distro ma fa uso del ConnMan ovvero un componente realizzato da un dipendente Intel che risponde al nome di Marcel Holtmann.

Il signor Holtmann lavora al centro Open source della grande società produttrice di microprocessori ma non è nuovo al mondo open visto che è il manutentore di BlueZ ovvero lo stack per il bluetooth a codice aperto; in una recente conferenza lo sviluppatore si è reso protagonista di un talk nel quale spiegava i suoi problemi riscontrati con Network Manager, problemi che hanno portato lo stesso ad optare per un cambio radicale.

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Scaricate Firefox 3.5

Giusto un piccolo promemoria rapido rapido.

Come da titolo provvedete subito a scaricare la nuova release di Firefox 3.5, veramente un ottimo browser migliorato in modo mostruoso rispetto alla, ormai vetusta, versione 3.0.

firefox35.png

Link al download

Ciao a tutti.

Aggiornare il kernel Linux senza reboot è forse possibile

Ksplice promette aggiornamenti del kernel in modalità bootless

Per prima cosa va detto che tutto quello che trovate all’interno di questo post va preso con estrema cautela visti i profondi dubbi che io stesso ho in merito alla notizia che ho letto e della quale riporto il link a fondo pagina.

Bene, fatte le dovute precisazioni, vi rendo partecipi della notizia pubblicata proprio oggi dalla sala stampa di Ksplice ovvero una azienda che è nata dal progetto di tesi di due studenti MIT, tali Charles and Jennifer Johnson “graduati nel 2008″, che hanno ricevuto riconoscimenti e premi per il loro lavoro.

kernel.jpg

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Stallman, Gnome 3.0 e Mono….rabbrividisco

Il consiglio del saggio Stallman sulla questione Mono mentre Gnome 3.0 aggiunge altri software C# e Debian pensa di integrare Mono di default

gnome_mono.jpgNel bene o nel male siamo tutti un po curiosi di vedere le mirabolanti innovazioni che la versione 3.0 di Gnome porterà con se soprattutto dopo l’avanzamento tecnologico e grafico fatto registrare da KDE con la sua release 4.x.

Non credo che gli utenti storici, lo zoccolo duro, di Gnome sentano impulsi particolari tali da ricercare innovazione a tutti i costi ma penso che sia anche giusto portare una ventata di freschezza nel mondo “incantato”, incantato nel senso di abbastanza statico e fermo, degli gnomi.

Personalmente ho sempre apprezzato il lavoro degli sviluppatori del progetto, il concetto di innovazione è giusto ma non deve essere applicato in modo indiscriminato in modo da servire due cause superiori, da un lato il bisogno degli utenti di un periodo di migrazione coerente con l’innovazione da inserire in modo da non sconvolgere lo stile di lavoro dello stesso ed il suo rapporto con il desktop e dall’altro la necessità di fare della corretta innovazione ovvero non sparare codice scritto in modo approssimativo da non funzionare correttamente o talmente acerbo da funzionare bene ma con inutili caratteristiche peculiari.

In questo i ragazzi di Gnome sono dei maestri, il nuovo codice e le nuove caratteristiche vengono introdotte con molta cautela senza cercare inutilmente di inserire a tutti i costi caratteristiche inutili, meglio migliorare quello che già si ha nelle mani prima di iniziare a pensare al passo successivo.

Gnome 3.0 porterà con se varie innovazioni e tra queste una che preferirei non vedere affatto, come segnalato da ITWire, in una intervista a Dave Neary, la nuova release del famoso DE avrà al suo interno molto più Mono rispetto alle versioni che conosciamo ora; di per se il fatto potrebbe destare disinteresse ma attenzione che siamo di fronte ad questione delicata che coinvolge licenze d’uso.

Come lo stesso Richard “mio signore onnipotente” Stallman ha suggerito ieri Mono potrebbe creare evidenti problemi alle distro GNU/Linux a partire dalla stessa Debian che, come sappiamo, è la base di moltissime altre famose distribuzioni.

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Una rivoluzione in arrivo??

Questo è il futuro della comunicazione vocale visto dal quel gigante che risponde al nome di Google:

Immagine anteprima YouTube

un progetto ambizioso, interessante ed allo stesso tempo probabilmente molto scomodo per le telco internazionali.

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Mozilla Weave e la vita ti sorride

Weave un progetto che dona la felicità agli utilizzatori di Firefox che si dividono su macchine diverse per il loro lavoro

weave_logo.jpgBrowser, software sempre più complessi con capacità impensabili fino a qualche anno fa, in grado di organizzare la nostra vita, i nostri dati e le nostre credenziali.

Mozilla Weave nasce proprio per sopperire ad una delle mancanze storiche di tutti i browser, credo che molti di voi abbiano più di un pc, magari un desktop ed un portatile oppure netbook, con il quale navigare su internet attraverso i rispettivi browser installati all’interno delle macchine.

Il classico problema in questi casi si chiama sincronia, avere a disposizione sempre in ogni vostra macchina un browser completo di password, bookmark, impostazioni personali e, più in generale, tutto quello che compete le impostazioni del vostro programma di navigazione preferito risparmia certamente a voi odiose imprecazioni nel bel mezzo vostre scorribande digitali.

Weave è in grado di effettuare un backup di tutte le vostre impostazioni per poi trasferirle e sincronizzarle comodamente alle altre installazioni del vostro Firefox.

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Paesi che innovano e paesi che arretrano (updated)

L’Italia ed il suo rapporto con il software open è un miscuglio di innovazioni e di brutte sorprese mentre negli U.S.A si procede alla grande.

L’Italia paese di santi e di navigatori ma anche di mafiosi, politici corrotti che a turno occupano posti di potere, belle donne, ottima cucina e frodi alimentari degne di un genio del crimine internazionale; insomma sembra che il popolo italiano combatta sempre tra le mille e più contraddizioni che da sempre ci portiamo storicamente nel nostro bagaglio culturale che a dir il vero ultimamente di culturale a veramente ben poco.

Un tempo le università italiane erano rinomate perchè creavano persone con ottimi bagagli culturali in grado di affrontare il modo di lavoro in modo eccellente, oggi questa considerazione è un po scemata anche se devo ammettere che la preparazione teorica, e sottolineo teorica, di un qualsiasi studente di facoltà scientifica italiana è di molto superiore rispetto a quella di qualsiasi altro studente straniero specialmente anglosassone.

Nel medioevo chi voleva studiare matematica si doveva dividere tra due nazioni, coloro che avevano a cuore l’arte della sottrazione o della addizione doveva studiare in Germania mentre per le ben più difficili moltiplicazioni e divisioni si sarebbe dovuto recare nel nostro amato paese.

Siamo sempre stati in primissima linea nella scienza, nell’arte e nella letteratura fino a circa X (X=periodo temporale a vostra scelta) anni fa ora regrediamo pericolosamente.

Niente più ricerca, niente finanziamenti per progetti importanti niente di niente anzi fidelizzazione orrida rispetto a quelle che sono le piattaforme informatiche da usare all’interno dei nostri atenei.

Sapete cosa è l’MSDN Academic Alliance?

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