Conoscere Haiku

Un incontro organizzato dal Camelug per conoscere Haiku, OS erede dell’ottimo BeOS

Lunedì prossimo, 13-03-2010, si terrà presso il Dipartimento di informatica dell’università di camerino un incontro con i ragazzi della comunità italiana di Haiku.

A partire dalle ore 15 i volenterosi informatici del gruppo italiano Haiku ci proporranno una serie di interventi mirati a far conoscere meglio questo progetto per un sistema operativo derivato da BeOS.

Sarà un seminario che si pone come obbiettivo quello di avvicinare tutti alle meraviglie che questo OS presenta sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista della sua usabilità per il lavoro quotidiano.

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Nautilus + zeitgeist in un nuovo video

Zeitgeist fa sfoggio di se in un nuovo video

Un nuovo video ha fatto la sua comparsa in rete qualche giorno fa e ci mostra le evoluzioni del progetto Zeitgeist.

Per chi non lo ricordasse Zeitgeist è il nome in codice di un fantastico progetto che mira a rendere più fruibile il proprio desktop, maggiori info e riferimenti qui.

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Ciao a tutti.

Grafica & co. ma il kernel?

Rinnoviamo la grafica ma non sarebbe più utile concentrarsi su altri aspetti?

La scorsa settimana il team di Ubuntu ha fatto sfoggio di una rinnovata veste grafica che molto presto sarà implementata ufficialmente sia sulle pagine di riferimento della Canonical che sull’interfaccia grafica del sistema operativo.

Personalmente ritengo che una “svecchiata” al tema grafico di questa nota distro sia ormai necessario, non ho mai apprezzato i colori delle vecchie release e non apprezzo in pieno la nuova veste grafica anche se riconosco l’impegno profuso nel migliorare l’aspetto esteriore del prodotto.

Osservando rapidamente le immagini non posso che notare la evidente somiglianza con lo stile dei mac, forse commetterò l’errore più grande della storia ma quel pc Asus mostrato nelle immagini sembra tutto fuorchè un sistema equipaggiato con una distro GNU/LInux.

Prendere spunto dai grandi in fatto di usabilità è sempre un bene ma non credete che si stia andando nel verso dell’adorazione per un prodotto che, se pur valido e graficamente notevole, non ha nulla di più rispetto ad una qualsiasi distro?

Proseguendo in queste considerazioni del tutto personali trovo invece di grande impatto sia la nuova versione del cd che l’interfaccia del presunto nuovo sito.

Una grafica giovane che cerca di “svecchiare” un concetto ormai senza alcun senso ovvero quello di un GNU/Linux difficile da usare e destinato solo agli esperti del settore, smanettoni e geek fino all’osso.

Spesso rinnovare un brand significa avere una maggiore visibilità e scollarsi di dosso una vecchia reputazione in favore di una nuova immagine aziendale, l’obbiettivo di Ubuntu è quello di portare GNU/Linux nei desktop di milioni di utenti e per far questo è necessario spolverare via dalle distribuzioni quell’alone di difficoltà d’uso tipica di una stereotipata immagine che il nostro amato OS ha accumulato negli anni.

Se il prezzo da pagare per evangelizzare il mondo è quello di comparire come dei “fighetti” penso che questo sia un sacrificio tutto sommato sostenibile.

Ma non è tutt’oro quello che luccica e se da un lato avere una buona interfaccia grafica, moderna e funzionale può attirare utenti ricordiamoci come il fulcro dei sistemi GNU/LInux sia il kernel, scattante, veloce e funzionale.

Forse abbiamo qualche grosso problema in questa direzione…….qualche tempo fa Torvalds si lamento della propria creazione definendola come appesantita e pachidermica.

Non è che avesse tutti i torti visto che il problema è ormai stato appurato e scientificamente individuato dai ragazzi di Phoronix.

Ci si aspetterebbe un costante miglioramento di un progetto ed invece negli ultimi due anni la velocità dei kernel Linux si è notevolmente ridotta, non ricadiamo in allarmismi inutili ma invece valutiamo bene la situazione e cerchiamo il centro del problema.

Forse invece di investire in una grafica più moderna si potevano apportare dei miglioramenti al kernel del sistema…..ma forse non è tempo di provocazioni.

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Ciao a tutti.

Apri e dai fiato, la brutta abitudine del popolino italico

Quando un evento perfetto viene sminuito dal manager di turno

Capita dunque che delle volte ci siano delle grandi inziative volte a portare il valore del software libero all’interno del quel circuito chiuso, e perchè no vecchio ed obsoleto, delle aziende.

Capita anche che il sottoscritto venga chiamato a relazionare su di un argomento inerente a questa tematica e, pur a proprie spese, l’individuo in questione affronta volentieri tratti di strada relativamente lunghi spinto dalla voglia di portare a conoscenza del mondo una cosa meravigliosa come il software libero.

Non sono un santo ed inutile negare che vedo queste opportunità come un mezzo di sponsorizzazione personale che potrebbe trasformarsi in occasioni per conoscere persone e realtà con in quale instaurare reali collaborazioni lavorative anche importanti.

Sembra un quadro idilliaco ma dietro l’angolo si cela sempre l’interesse, il losco ma soprattutto l’ignorante di turno che, pur di proteggere i propri interessi, fa figure degne del peggiore conoscitore degli argomenti trattati.

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E poi mi vengono a dire…..

Questioni di lavoro e poche novità degne di nota fanno passare la voglia…..

Ok ragazzi lo so a cosa pensate…..ma questo non scrive più, che gli è successo?

Non vi preoccupate, se mai aveste pensato di farlo, vi posso rassicurare che il bastardo egocentrico che si aggira da tempo dietro le pagine di questo blog è in buona salute ma ultimamente si è messo in testa di buttarsi in una avventura che forse lo porterà lontano o forse, più verosimilmente, lo porterà alla disfatta totale.

Staremo a vedere  ma nel frattempo cosa succede nel panorama gelido delle terre abitate dai pinguini?

Sarà che sono stato un po con la testa in altre cose ma i radar della mia base non sono stati in grado di captare informazioni succulente come quelle che qualche tempo fa passavano nei meandri della rete.

Una cosa però mi è saltata all’occhio, il verbo open sembra arrivare anche dove mai avremmo pensato prima.

Esempio numero 1

Torno a casa dal lavoro e mentre mi preparavo ad addentare in modo vorace un’ottimo spaghetto alla carbonara quasi mi viene un infarto sentendo parlare, in un telegiornare nazionale, di Arduino ovvero la nota piattaforma hardware completamente Open made in Italy.

Mai stupore fu più grande in me, si parlava di Open, si parlava di hardware e tutto in un tg che va in onda in una delle fasce di orario da sempre più seguite.

Esempio numero 2

Mi arriva una mail, una proposta per andare a tenere un talk inerente il mondo del software open all’interno di quello che possiamo definire un workshop/convegno promosso da una scuola superiore con la collaborazione, e sotto la forte spinta, di alcuni imprenditori della zona che vogliono saperne di più per valutare un loro eventuale passaggio a tali diavolerie aperte.

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Googlofono Nexus One, tra luci ed ombre

Android in salsa Google ma sembra che ci siano problemi

Dopo mesi di attesa, se non anni, ecco che si palese ai nostri occhi il primo esemplare di telefonino progettato e commercializzato da Google con la collaborazione per la parte produttiva di HTC.

A detta di chi ha già avuto modo di provare con mano il dispositivo lo stesso è costruito in maniera eccellente, HTC ci abituati ad avere telefoni dai materiali solidi e dall’assemblaggio preciso.

Il sistema operativo è la massima espressione attualmente reperibile sul mercato di Android in noto OS per dispositivi mobili lanciato da Google ormai qualche tempo fa e portato avanti da un consorzio di produttori che sembrano essere poco contenti della mossa commerciale del colosso del web.

Certo è che i produttori di altre soluzioni hardware equipaggiate con Android non hanno tutti i torti, l’appeal e la forza del marchio della grande G unite alla capacità di fornire tutti quei servizi web ormai indispensabili per la vita del moderno geek possono effettivamente far decidere, per chi considerasse l’acquisto di un telefono con questo OS, di scegliere il modello proposto dal colosso delle ricerche.

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Il futuro nelle mani dei soliti……

La Microsoft si getta a capofitto nel futuro

Vi ricordate questo:

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penso proprio che ognuno di noi appassionati e profesionisti del settore informatico ha subito un forte attacco di salivazione vedendo le capacità dell’interfaccia uomo macchina ipotizzate nel film.

Ora vi invito ad osservare questo:

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ADSL europea…..Italia dall’Africa

La situazione del nostro paese rispetto alla connettività telematica

Per prima cosa un grafico:

Adsl.jpg

un grafico molto semplice dall’intermpretazione immediata che ci dice che il continente più “veloce” è l’europa.

Il vecchio continente registra infatti le connessioni più veloci in download ed il numero maggiore di contratti di fornitura verso privati ed aziende, va da se che anche noi italiani, in quanto europei, dovremmo essere nei primi posti del ranking mondiale in quanto a connessioni a banda larga invece, come tutti sanno, ecco la triste verità:

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Gsm e le chiamate a rischio

Scardinata la protezione a guardia delle conversazioni telefoniche gsm, ed ora?

images.jpgNel settore IT e delle telecomunicazioni 21 anni sono una intera era geologica dove i sistemi informatici, ma non solo, cambiano veste, forma e sostanza.

Tutto cambia e tutto evolve molto rapidamente in questi contesti con il rischio che a distanza di pochissimi mesi, il più delle volte alcune settimane, interi apparati tecnologici più o meno complessi possono inosorabilmente cadere dalle zone più alte dell’innovazione tecnologica verso l’oblio del dimenticatoio digitale del quale solo alcuni individui hanno memoria.

In questo scenario un sistema di codifica per comunicazioni mobili nato nel 1988 non avrebbe più senso di esistere se non in versioni aggiornata, purtroppo per noi però questo è quello che si potrebbe definire un fossile digitale ovvero un software/hardware o alto ancora in uso a distanza di parecchi anni.

Stiamo parlando del protocollo di codifica a guardia delle nostre conversazioni GSM, il nome del sistema è A5/1 privacy algorithm e recentemente è stato violato da un distinto ingegnere appartente al club CCC tedesco.

Con il più semplice degli attacchi, ovvero quello che si rifà al nome di bruteforce, l’hacker è riuscito a scardinare il 64 bit del codice posto a protezione delle connessioni GSM di tutto il mondo che, in modo approssimativo, si possono ricondurre al numero di 3,5 miliardi.

La notizia ha visto la luce durante il Chaos Communication Congress che si è tenuto a Berlino proprio durante questi giorni e il successivo rilascio di un file torrente sulla omonima rete p2p con la chiave recuperata dal gruppo di volenterosi capeggiati da l’ingegnere Karsten Nohl.

Come è comprensibile la GSM Association non ha gradito le operazioni svolte dichiarando esplicitamente come questa operazione abbia i classici connotati di una azione illegale.

Da notare come la stessa associazione abbia già da tempo pronta una versione rivista e potenziata del sistema di protezioni che, nella nuova veste, passa dai 64 ai 128 bit, purtroppo per noi solo adesso è stata espressa la volontà di dare il via al cambio generazionale, che ci siamo forti e potenti interessi economici dietro a questa decisione??

Ancora una volta quindi ci troviamo di fronte ad una delle condizioni che troppo spesso scandiscono i nostri giorni, l’interesse di pochi favorisce il rischio di molti, una condizione inaccettabile che andrebbe duramente condannata e repressa.

A quanti di voi si stanno chiedendo se le proprie conversazioni sono al sicuro posso portare parole rassicuranti, le informazioni divulgate sul web non sono sufficienti a permettere attacchi immediati ai danni di trasmissioni GMS sono infatti ncessarie molte ore di lavoro per analisi di dati che raggiungono quantità molto importanti.

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Ciao a tutti.

Oracle amica del software open

Dopo l’acquisizione di Sun l’impegno di Oracle per migliorare MySQL

Riuscite ad immaginare un web senza database??

Sarebbe praticamente impossibile, essi sono il cuore pulsanti di moltissime delle soluzioni che hanno reso, nel bene e nel male, internet così come lo vediamo oggi.

Uno dei database più famosi ed utilizzati in ambito sia privato che aziendale è sicuramente MySQL, u n progetto sviluppato e portato avanti con molta dedizione dalla Sun azienda che nell’ultimo periodo si è vista fagocitare dal colosso Oracle.

Moltissime le preoccupazioni scaturite successivamente a questa grande oeprazioni finanziaria, le sorti di MySQL potevano essere a rischio vista la natura fortemente commerciale di tutte le soluzioni Oracle, moltissimi, come il sottoscritto, hanno subito pensato che un gigante come Oracle avesse poco interesse nel portare avanti una soluzione come MySQL senza ricavarne qualche introito di qualsiasi genere.

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