Il teatro dei sistemi operativi, chi sale e chi scende

In questo periodo, come in tutti gli anni, sembra esserci una stasi nelle attività umane siano esse produttive o meno.

Intendiamoci, questa affermazioni non è assolutamente vera, ma è la sensazione che percepisco ogni qual volta mi trovi in questi mesi invernali, forse sarà il quieto scorrere delle cose, la quotidianità ma ho sempre la netta impressione che tutto resti fermo come in uno stato di torpore con persone che si muovono come automi disinteressati alla vita.

Per fortuna questa sensazione è solo nella mia piccola mente neurologicamente malata e la realtà dei fatti porta ad altre conclusioni; la crisi economica e finanziaria si fa sempre più imponente ed ora anche colui che doveva essere il salvatore del mondo occidentale, leggi Obama, pronuncia frasi catastrofiste……o forse vuole solo che i tempi di approvazione del suo piano anticrisi si riducano.

In tutta questa “stasi non stasi” il nostro amico Tux è sempre più attivo ed aggressivo trovandosi circondato da aziende desiderose di conoscere e magari adottare un pinguino per le loro infrastrutture; indubbiamente una scelta che ha molti pregi visto che l’animaletto consuma poco, costa poco, beve poco, non fa troppo rumore ed anche se può sembrare impacciato basta metterlo nel suo ambiente naturale per apprezzare le sue doti velocistiche da primato.

La Microsoft sembra essere arrivata ad un punto di stop e sicuramente soffre più di qualunque altra azienda della precaria situazione economica, 5000 licenziamenti non sono poi così pochi come vogliono far credere a Redmond.

Possiamo anche considerare che in questo ultimo periodo le azioni della software house sono scese in modo preoccupante visto che sono circa la metà di quello che erano nello stesso periodo del 2008.

Non tutti però se la passano così male visto che le grandi di GNU/Linux, Novell in testa, hanno fatto registrare progressi economici non sperati.

Coloro che acquistavano licenze di tipo OEM ora hanno capito che un sistema operativo GNU/Linux, a fronte di una spesa praticamente nulla, può generare guadagni leggermente superiori sia per il produttore che per l’acquirente.

Canonical, che è l’ultima arrivata nel grande circo delle più importanti distro GNU/Linux con la sua Ubuntu, ha recentemente dichiarato, in una intervista del New York Times a Shuttleworth, che la fantomatica “autosussistenza” dell’azienda è ormai a portata di mano visto un fatturato di ben 30 milioni di dollari nello scorso anno.

Forse ha ragione qualcuno quando afferma che il potere della Microsoft non è nella sua capacità imprenditoriale ma piuttosto nella sua capacità di rapportarsi con il cliente, peccato che da sempre questo è stato un rapporto di abuso e paura visto che molti utenti hanno scelto di uscire da quella che potremmo definire come una spirale di “violenza” intellettuale.

Solo un grande successo, come quello che si prospetta per Windows seven, potrebbe risollevare le sorti del marchio il quale ha un solo rivale, per ora, nel campo dei sistemi operativi, un avversario temibile e potente: la stessa Microsoft.

Se riflettiamo bene l’unica azienda in grado di mettere in crisi il monopolio Microsoft è la stessa Microsoft, come??

Creando prodotti di scarso interesse e dalle prestazioni nulle, si da letteralmente la zappa sui piedi generando così un flusso di clientela insoddisfatta che si dispone alle finestre per scrutare l’orizzonte e trovare la prima valida alternativa da agguantare al volo; ovvio che da li in quei momenti di assoluta disperazione sta passando un pinguino.

Per ora l’unica salvezza per Ballmer è stato l’inossidabile Windows XP che, pur mostrando tutta la sua vetusta età, ha portato utenti nel settore netbook il quale ha colto di sprovvista Redmond visto che Vista, scusate il gioco di parole, non è assolutamente in grado di approcciarsi a questo mondo.

Licenze OEM praticamente regalate e continui rinvii per il pensionamento del sistema operativo non hanno certo fatto fare una bella figura al colosso informatico ma ormai il buon vecchio XP ha ripagato di molte volte gli investimenti fatti per la sua creazione.

Un quadro, quello dei sistemi operativi, esattamente spaccato in due: da una parte le tinte fosche del futuro Microsoft e dall’altra il futuro roseo di GNU/Linux.

Ma attenzione, qualche volta anche i vecchi dinosauri sono in grado di perdere qualche chilo ed adattarsi alla vita moderna, Windows seven è in agguato.

Ciao a tutti.



1 commento presente

  1. weijiNo Gravatar febbraio 4, 2009 01:46

    Ciao
    Beh sembra una strana coincidenza che con la “perdita” di Gates la Microsoft stia perdendo terreno..ma forse qualcuno potrà pensare che lo zio Bill si sia ritirato, furbamente, prevedendo la situazione attuale dove Vista e le varie distro Linux stanno creando sempre più danni sia economici, sia d’immagine per l’azienda di Redmond..

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