Wired ed il bel paese, si parte con un tocco di “Arduino”

Sedici anni fa un italiano ha fondato il giornale più bello del mondo, un giornale che a leggerlo sembrava venisse dal futuro……

Questa è la prima frase che possiamo leggere all’interno del primo numero dell’edizione italiana di Wired, per coloro che non fossero a conoscenza del mensile ricordo come Wired sia un giornale americano fondato 16 anni fa da un signore dall’italico cognome, Luis Rossetto, in quel di San Francisco dopo aver girato per la bellezza di due anni in lungo ed in largo gli Stati Uniti e l’Europa per trovare dei pazzi visionari interessati a finanziare il suo progetto editoriale.

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Tanto pazzi questi tizi non erano visto che hanno saputo cogliere il buono che si nascondeva dietro il coloratissimo ma sghangherato business plan che l’ideatore della rivista portava con se.

Una data che si potrebbe definire storica per chi come noi è appassionato di tecnologia, drogato di informatica e geneticamente geek.

Il giornale in questione non sarà una traduzione dell’edizione americana ma bensì un collage dei migliori articoli delle pagine statunitensi con articoli prodotti direttamente nella sede del nostro paese.

Un senso di casa accoglie chi sfoglia il giornale; devo dire che questo primo numero è proprio ben realizzato, grafica accattivante, come in pieno stile Wired, ed impaginazione dinamica, moderna la quale garantisce una fruibilità eccezionale degli articoli.

Tutta la cura posta nell’edizione è percepibile in ogni dettaglio che sia esso fotografico o tipografico visto le ottime e pesanti carte usate sia per copertina che per pagine.

Un giornale fatto per durare che al modico prezzo di 4 euro (in edicola) vi promette preziosi ricordi quando, magari insieme a vostro figlio, risalirete nella polverosa soffitta di casa e scorgerete lo scatolone che custodisce quello che i vari anni che avete attraversato vi hanno regalato attraverso le inossidabili pagine di Wired.

Link al sito di Wired Italia

Ciao a tutti.

P.S.0.: da persona prudente ho atteso il primo numero prima di imboccare la strada dell’abbonamento, ora sono convinto del prodotto e sicuramente approfitterò della campagna di promozione che al modico prezzo di 19,90 euro farà arrivare a casa mia 24 numeri di questo che già ora si presenta come un successo editoriale per il nostro paese.

P.S.1.: giusto per capirsi, tra le prime pagine del giornale (esattamente alla prima pagine dell’indice) trovate il bel faccione di Massimo Banzi l’inventore di Arduino il primo microprocessore completamente Open source………sto Wired Italia mi piace sempre di più.

P.S.2.: scopro che il nostro Aranzulla è riuscito ad inquinare anche Wired con la sua presunta sapienza la quale è riscontrabile nela sezione FAQ della rivista.

Ragazzi miei scegliete meglio i collaboratori………….



2 commenti presenti

  1. HackgeekNo Gravatar febbraio 20, 2009 11:17

    Ieri ho provveduto subito a fare l’abbonamento per due anni. Aranzulla??? noooo…ma com’è possibile!!! quasi quasi dopo questa notizia disdico l’abbonamento!!

  2. diggita.it febbraio 23, 2009 11:16

    Wired ed il bel paese, si parte con un tocco di “Arduino”…

    Sedici anni fa un italiano ha fondato il giornale più bello del mondo, un giornale che a leggerlo sembrava venisse dal futuro… Questa è la prima frase che possiamo leggere all’interno del primo numero dell’edizione italiana di Wired….

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