GNU/Linux sfonda in Europa…..in Italia un po meno
Molti numeri e molti grafici sono stati sacrificati da più enti ed organizzazioni per constatare i progressi di GNU/Linux all’interno del territorio europeo, il tutto è stato ovviamente ben farcito dalla solita guerra di dati e cifre tra le due parti concorrenti.
Penso che ormai l’utenza abbia fatto il callo a queste dichiarazioni di sorta prendendo con le pinze, e la dovuta cautela, tutti quei numeri che ogni volta vengono snocciolati lasciando un po il tempo che trovano.
Certo, sapere che il proprio impegno per la divulgazione del software Open che anche involontariamente ogni utente GNU/Linux fa da i suoi buoni frutti fa molto piacere ma credo che la spinta più grande dovrebbe venire dalla pubblica istruzione che dovrebbe dare il buon esempio insegnando ai propri alunni l’uso di un pc e non l’uso di un OS che li renda schiavi di esso.
Proprio qualche giorno fa Red Hat ha pubblicato l’Open Source Index che inquadra l’adozione di software open all’interno delle varie nazioni sparse sul globo, il risultato è una mappa che è possibile osservare e questo indirizzo web.
Tra le nazioni europee che di più hanno recepito questa nuova opportunità figurano Francia (al primissimo posto), seguite da Spagna, Germania, Australia e Finlandia.
Gli Usa, roccaforte del potere Microsoft, si piazzano al nono posto mentre l’Italia, roccaforte della più bassa forma di cultura politica esistente sul pianeta riguardo al mondo IT, arriva all’undicesimo gradino.
Se andiamo ad analizzare la situazione della nostra penisola più da vicino possiamo snocciolare dati molto interessanti, la penetrazione del software Open nella pubblica amministrazione ci vede all’ottavo posto.
Ritengo che sia una gradita sorpresa ma non cadiamo in facili entusiasmi penso che il merito di questa posizione sia da attribuire a quelle province e comuni che in piena autonomia, e con lungimiranza, hanno deciso di adottare software libero, lungi quindi da me l’idea che ci sia un potere centrale romano che spinga per questo tipo di implementazioni di risorse open.
A rimarcare la scarsissima cultura informatica della nostra classe dirigente ci pensa però il 34° posto per quel che riguarda l’adozione di questo tipo di software all’interno della nostra industria segno questo che siamo nelle mani di imprenditori ancora legati a vecchi modelli industriali e commerciali purtroppo non in grado di integrarsi con le politiche aperte di queste piattaforme.
A mio avviso il trucco è sempre lo stesso, formazione, formazione ed ancora formazione, non di utenti ma di veri utilizzatori in grado di avere le basi che permettano un uso consapevole della macchina atta a riconoscere ciò che funziona da ciò che cerca di funzionare.
Purtroppo per noi abbiamo un ministero dell’istruzione intento ad affidare gli incarichi di formazione dei professori nelle materie informatiche a personale che è stato in grado di sostenere gli esami ECDL.
Di una cosa sono contento, cercando le parole GNU/Linux e Linux attraverso quel bellissimo strumento che si chiama Google Trends vi appariranno rispettivamente queste due pagine:
1) GNU/Linux
2) Linux
Russia, Cuba (in modo particolare) e tutte quelle economie che stanno crescendo, come la Cina, sono in testa alle classifiche di ricerca e l’Italia, nel suo piccolo, è presente nelle statistiche calcolate prendendo come parametro la lingua.
Che la comunità italiana di utenti GNU/Linux sia forte e stia crescendo come non mai?
Io me lo auguro.
Ciao a tutti.




















