Canonical punta all’usabilità

Canonical mette a lavoro il team di grafici ed esperti assunti tempo fa con il progetto One Hundred Paper Cuts

Qualche tempo fa la Canonical, aziende che finanzia la famosa distro Ubuntu, annunciò di aver assoldato un team di esperti grafici e designer con l’obiettivo di migliorare in modo sensibile l’usabilità del loro prodotto di punta cercando quindi di portare nuovi utenti verso GNU/Linux grazie ad una rinnovata esperienza utente.

I frutti di questo lavoro si sono materializzati relativamente in fretta con il nuovo gestore di avvisi di sistema presentato nella nuova release di qualche tempo fa, ora l’iniziativa prende più corpo attraverso un progetto che mira a risolvere 100 bug che minano, in modi più o meno evidenti, l’esperienza che ognuno di noi sperimenta ogni giorno con la propria distro.

Il progetto prende il nome di One Hundred Paper Cuts e mira al coinvolgimento delle stesse comunità sparse in tutto il mondo chiamate a fornire feedback e suggerimenti circa gli aspetti da migliorare ed i bug da analizzare per primi.

I primi argomenti che sembrano essere in cima alle priorità del tema riguardano i pannelli di amministrazione del sistema e quelli riguardanti il file manager, questo stesso progetto fa parte della stessa iniziativa, chiamata Ayatana, che a suo tempo spinse l’azienda verso la creazione del team al quale mi riferivo nelle precedenti righe.

Ci troviamo di fronte ad una sorta di componente del progetto principale che sta seguendo una via di sviluppo facente parte di un “piano superiore” che dovrebbe portare ad un GNU/Linux adatto anche agli utenti che provengono da altri sistemi operativi i quali andrebbero a iniziare la loro esperienza da user del pinguino senza trovare grandi scogli dal punto di vista della interfaccia grafica del sistema.

Già promessa una seconda versione del sistema di notifiche la quale rifinirebbe il funzionamento del codice migliorandolo notevolmente.

Lo stesso David Siegel, famoso per il suo Gnome-do, è entrata a far parte del team di sviluppatori e in un suo post pubblicato attraverso il suo blog fornisce qualche dettaglio in più utile a farci capire il metodo di lavoro dei programmatori coinvolti:

“If some small usability detail has been bothering you release after release, now is your chance to step up and get it the attention it deserves,” he wrote. “If we can find and heal one hundred paper cuts, Ubuntu 9.10 will surely be the most usable release of Ubuntu yet.”

Siegel annuncia che un eventuale successo porterebbe ad una reiterazione del progetto stesso nella release successiva in modo da fornire ogni volta sensibili miglioramenti ad ogni release della distro.

Effettivamente ci sono degli evidenti problemi da risolvere, magari delle piccolezze che passano inosservate agli utenti più navigati, che possono però essere estremamente fastidiosi per coloro che provengono da DE diversi da quelli presenti su Linux.

Concludendo…..se questo è un modo per portare nuove utenze e nuovi adepti alla causa non c’è che da apprezzare il tutto.

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Ciao a tutti.



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