La rivoluzione nei compilatori inzia dal mondo Open

I software per la compilazione di codice sorgente ad un passo da una rivoluzione mai vista prima

Coloro che programmano sanno benissimo che una delle fasi più noiose e snervanti in assoluto e l’attesa che si interpone tra la redazione del codice e l’esecuzione dello stesso una volta compilato.

Questo tempo viene impiegato nell’operazione della compilazione del software che, a seconda della lunghezza del codice generato, può essere più o meno lunga.

Esistono moltissimi trucchi che velocizzano l’esecuzione di questa fase come ad esempio programmare e compilare in ambiente GNU/Linux il quale vanta una velocità di elaborazione della compilazione tramite shell che difficilmente potrà  mai essere raggiunta da un sistema basato su Windows.

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Nonostante tutti gli accorgimenti che è possibile prendere è indubbio che questa fase richiede una notevole quantità di tempo unitamente ad un consumo estremo delle risorse della macchina adoperata la quale difficilmente, in questo frangente, potrà essere adoperata per effettuare qualsiasi altra operazione.

Nel tempo i compilatori si sono evoluti fino ai prodotti che abbiamo oggi i quali sono in grado di applicare ottimizzazioni varie quali ad esempio il supporto alle moderne cpu multicore ed il parallelismo del codice; IBM afferma ora di essere riuscita a fare un grande passo in avanti applicando a questi software i principi dell’intelligenza artificiale.

Milepost, questo il nome del prodotto, è interamente basato sul famoso Gcc 4.4 ed è stato sviluppato con i fondi della comunità europea attraverso i finanziamenti dell’Information Society Technologies.

Sebbene in grado di agire anche su applicazioni destinate al mondo desktop il compilatore trova il suo naturale ruolo all’interno del mondo mobile ed embedded dove spesso, l’uso di piattaforme con architettura riconfigurabile, richiede la ricompilazione e l’ottimizzazione del codice sorgente con specifici parametri.

Il software in questione, grazie al contributo dell’intelligenza artificiale, è in grado di, una volta riconosciuta la piattaforma utilizzata per eseguire il software, studiare ed apprendere tutte quelle strategie che è possibile mettere in atto per ottimizzare il codice in modo da fornire applicazioni più snelle e meno avide di risorse.

Questi miglioramenti dovrebbero tradursi in sistemi più veloci, dalla risposta fluida e dalle migliorate prestazioni soprattutto in termini di consumo energetico.

Oltre alle prestazioni anche i tempi di sviluppo si dovrebbero abbassare, come affermato dagli stessi sviluppatori Milepost è in grado di ridurre i tempi di sviluppo delle applicazioni mobili fino al 10 volte aumentando nel contempo le performance del codice scritto fino al 18%.

Il software è reperibile qui e viene distribuita in forma open, ulteriore ottima notizia è quella che vuole la IBM impegnata nel lasciare la gestione del programma in mano alla comunità open a partire dal prossimo Agosto.

Ciao a tutti.



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