Recessione? Conviene investire sul pinguino
Analisi dei problemi della crisi del settore IT e di una loro possibile soluzione
Genericamente possiamo dire che ci troviamo in un periodo sicuramente difficile per l’intera economia globale, alcuni comparti economici sembrano soffrire più di altri basti pensare al mercato dell’automobile che, dopo mesi di recessione e grandi cambiamenti a livello societario, solo in questo ultimo periodo rialza un po la testa segnando un debolissimo segno positivo sulle vendite dei veicoli.
Il mondo dell’IT sembra aver retto abbastanza bene, pur con qualche timore il comparto ha retto bene nel suo insieme segno inequivocabile che l’informatizzazione della nostra società sta diventando una questione importante e di primaria importanza.
Nonostante questo è impossibile negare che una certa flessione del mercato c’è stata, in questi periodo solitamente si cerca di investire, per chi ne ha la possibilità, in titoli sicuri come ad esempio titoli di stato o altro.
Ultimamente le aziende cercano di tagliare i costi e questo è un bene per le attività del software open, suite di produttività da ufficio ed OS vengono pagati a caro prezzo quando proprietari ma ora, complice la recessione, si sta vivendo un periodo di consapevolezza verso questo tipo di software.
In questo modo è possibile instaurare una catena di benefici, da un lato le aziende che liberano i propri bilanci dalle incombenze delle licenze riuscendo ad indirizzare questo importante flusso monetario verso altre direzioni come, ad esempio, quella importantissima della ricerca per l’acquisizione di competenze e prodotto nuovi.
Dalla parte del software Open si sta registrando una spinta pubblicitaria importante e, complici i flussi monetari citati prima, un rinnovato interesse delle realtà economiche negli investimenti in progetti che sfornano righe di codice completamente open.
Esempi eclatanti di quanto detto sono IBM che sempre di più investe nella ricerca e nella collaborazione con il mondo GNU/Linux e Mozilla che ha da sempre beneficiato di rapporti di collaborazione con grandi nomi dell’IT.
La tendenza a questo tipo di economica, che per le tradizionali menti da imprenditore italico sembra incentrata sul nulla, è forte in paesi come gli USA dove il rischio e la lungimiranza hanno da sempre contribuito a rendere grandi imprenditori ed aziende, nel nostro paese queste idee sembreranno sicuramente “lingua aliena” alla maggior parte dei manager ma fortunatamente esistono giorni disposti a rischiare.
Ciao a tutti.





















Quest’ estate ho fatto lo stage presso il CED (Centro elaborazione dati) dell’ASL della mia provincia e il tecnico informatico con cui lavoravo ha detto che spendono un patrimonio per le licenze server e per i client che montano windows.
Alla proposta di mettere linux loro hanno risposto: ma sei pazzo?!?!?!? è difficilissimo!!! sta di fatto che provando a fare una query SQL con mysql e centos ci ha impiegato 30 min invece MSSQL + windows server 2003 2 ore!!!
è l’idea di fondo che manca e soprattutto la preparazione dei tecnici…