L’università di Verona tenta la via dell’open
Prove tecniche di libertà nell’ateneo di Verona
Il rapporto tra le istituzioni italiane, che siano esse scolastiche o di altro tipo, e il software open non è mai stato idilliaco.
Ad essere del tutto sinceri, tranne qualche sporadico caso registrato a Bolzano ed in Toscana, questo rapporto non c’è mai stato e non è stato mai preso in considerazioni dalle varie amministrazioni competenti per i vari uffici.
Nono voglio calcare la mano su questione politico-economiche che palesemente la fanno da padrone in queste decisioni, mazzette e tangenti sono di casa (…. e di cassa) nel nostro paese non sorprende quindi che, oltre al naturale scoglio psicologico che possiamo avere nel passaggio da un piattaforma informatica ad un’altra, si possano registrare ulteriori difficoltà.
Fortunatamente alcuni illuminati dirigenti sono in grado di essere onesti con se stessi e con coloro che contribuiscono al loro stipendio cogliendo al volo le grandi potenzialità in termini di risparmio economico che il mondo open source offre.
E’ il caso questo dell’ateneo di Verona che con un comunicato stampa ufficiale ha annunciato la decisione di passare il proprio sistema informatico da software chiuso a GNU/Linux.
Il principale motore che ha spinto l’iniziativa è di ordine economico infatti i dirigenti dell’ateneo sperano di riuscire a tagliare le spese relative a licenze e più in generale le spesse che gravano sul bilancio dell’istituzione sotto la voce rete informatica.
Il primo obbiettivo è quello di migrare, entro tre anni, al sistema GNU/Linux Ubuntu, la seconda fase sarà quella che vedrà l’adozione obbligatoria di formati standard aperti per tutti i vari documenti prodotti dagli uffici.
Oltre che una opportunità di risparmio credo personalmente che questa occasione sia anche una grande chance per dare finalmente senso alla cultura informatica all’interno delle università che solitamente basano i loro insegnamenti “minimi” per facoltà non del settore sul pacchetto Office e l’uso del sistema operativo Win, inutile dire che questi prodotti non forniscono le conoscenze informatiche di base per affrontare il mondo del lavoro dando opportunità a persone più competenti di guadagnare somme spropositate a suon di assistenze tecniche spacciate per specialistiche.
Congratulazioni quindi ai bravi amministratori dell’università di Verona che in questo modo riescono a conciliare due aspetti importantissimi del software open.
Ciao a tutti.
Se non ti senti in grado di affrontare un discorso secondo me costruttivo non proseguire oltre con la lettura viceversa sarai il benvenuto.
P.S.: mi sento di fare un piccolo appunto politico.
In un paese come il nostro dove il fenomeno della corruzione dilaga e coinvolge le più alte cariche del governo, dove ministri e presidenti del consiglio di scarsa e dubbia moralità governano in modo disonesto facendo attenzione alle loro tasche più che a quelle dei contribuenti riesco ancora a sorprendermi.
Mi sorprendo in positivo intendiamoci visto che ancora esistono persone e dirigenti, come in questo caso, in grado di dare il giusto valore ai soldi scegliendo di scegliere di amministrare la cosa pubblica ed i nostri finanziamenti all’attività didattica nell’ottica del maggior risparmio possibile senza diminuire il numero di servizi o la qualità degli stessi.
Fortunatamente non tutti siamo uguali in questa odiata/amata Italia.





















Fortunatamente non siamo tutti di parte come te.
E non mi riferisco all’articolo, perché sostenere Gnu/Linux non è essere di parte ma significa avere un cervello, mi riferisco alla nota. LOL
Ma non credo di essere stato di parte, ho riportato i fatti attuali ma non mi sono accanito sull’attuale dirigenza del paese tanto che ho scritto:
“coinvolge le più alte cariche del governo, dove ministri e presidenti del consiglio di scarsa e dubbia moralità governano”
parlo al plurale perchè voglio far intendere che questo non è una questione attuale ma una questione che ci portiamo dietro da decenni.
Non nascondo che l’attuale governo a me non piace ma sono pronto a denunciare le colpe del precedente o di chiunque altri amministri in malo modo la cosa pubblica e ricopra le cariche statali pur avendo avuto processi per i più svariati reati (dalema come berlusconi, fassino come calderoli o tanti altri…..più o meno tutti).
Il verbo al presente mi ha fatto intendere diversamente… Forse sarebbe meglio scrivere “continuano a…”.
Ok, i miei 2 inutili cent.