Canonical da il via ad altre forme di supporto commerciale

Altre forme di monetizzazione per la nota distro proveniente dal Sudafrica

Una delle domande che spesso mi sento rivolgere da chi si avvicina per la prima volta al mondo GNU/Linux riguarda la necessità di fornire un contributo economico a chi lavora per le varie aziende produttrici di software libero.

Come i più esperti sanno bene larga parte dello sviluppo di questi meravigliosi prodotti viene svolto da una comunità di volenterosi che oltre al codice sorgente sviluppa traduzioni, risolve problemi e testa nuove funzionalità implementate.

Ci sono comunque degli sviluppatori professionisti che, oltre alla motivazione personale, scrivono codice perchè stipendiati dalle varie software house; da sempre uno dei più grandi problemi che queste entità economiche hanno è quello di reperire fondi in modo da avere risorse necessarie per proseguire il proprio lavoro.

Donazioni ed accordi commerciali certamente danno il loro notevole contributo ma da sole non bastano a garantire la sopravvivenza di questi progetti ed ecco quindi che entrano in gioco le assistente tecniche presso aziende interessate a basare le loro attività su sistemi aperti di questo genere.

Red Hat, che da sempre ha una forma importante di introiti da questo tipo di attività, è riuscita in questo modo a monetizzare i propri investimenti tanto da entrare di diritto nello S&P 500 americano.

Canonical fino a qualche semestre fa soffriva di notevoli problemi visto che i finanziamenti allo sviluppo della sua distro Ubuntu provenivano quasi per la loro totalità dal magnate Mark Richard Shuttleworth ideatore del progetto.

In questo periodo sembra si sia risolta la situazione, finalmente da qualche mese anche Ubuntu registra entrate economiche atte a coprire le uscite senza ricorrere alle finanze del facoltoso Mark.

Chi si adagia sugli allori però è perduto e questo alla Canonical lo sanno bene tanto da pensare ad una nuova forma di supporto, se fino ad ora chi richiedeva un servizio di consulenza e supporto si vedeva arrivare una squadra di professionisti competenti ora si potrà veder rispondere da una persona in grado di dirottare le proprie richieste direttamente al team di sviluppo il quale sarà pronto a rispondere agli interrogativi più complessi.

Oltre che a fornire un migliore supporto questa soluzione potrebbe avere come un suo punto di forza il canale di comunicazione privilegiato che si verrebbe a creare dando così la possibilità di sviluppate patch ad hoc o di fornire supporto a grandi installazioni come ad esempio quelle di cloud computing.

Il prezzo del supporto non è proprio popolare, circa 50000 dollari all’anno, ma certamente in linea con il servizio offerto.

Ciao a tutti.



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