Linux e cloud computing, un rapporto indissolubile
Perchè ed in che modo GNU/Linux riesce a dominare il mercato delle nuvole informatiche.
Quando si parla di web e di social network spesso si sentono le solite considerazioni più o meno valide sulla qualità dei servizi offerti o sul target che l’ideatore dell’applicazione web intende raggiungere attraverso le pagine della sua creazione.
Personalmente sono un frequentatore moderato di social network, tanto che ad esempio non ho un account Facebook, ed a dire il vero sono costante solo su quella meraviglia chiamata Twitter ma mi interessano molto questi moderni servizi di quella evoluzione che una volta era chiamato web ed ora, con il passare del tempo, si è trasformato nel web 2.0.
L’interesse personale per queste piattaforme risiede nel loro sistema di funzionamento ovvero nel conoscere, e quindi capire, come questi servizi possano erogare il loro codice in modo fluido e così dinamico anche con milioni di utenti connessi contemporaneamente.
Si entra nel mondo del cloud computing ovvero in una dimensione di servizi professionali che permettono di scalare ed offrire capacità di calcolo e spazio in modo dinamico e veloce.
Per capire meglio di cosa sto parlando è indispensabile avere le idee più o meno chiare riguardo all’anatomia di una piattaforma di questo tipo:

come è possibile evincere da questo semplice schema il cloud computing è un “servizio” fatto a stati i quali possono essere riassunti semplicemente in pochi punti.
- IAAS (Infrastructure As A Service): è il livello più basso dello schema ovvero le risorse di calcolo e di memoria che ogni fornitore è in grado di offrire come un servizio, in questo modo si avranno delle macchine pronte alla virtualizzazione in grado di garantire una banda sempre adeguata e delle risorse di calcolo costanti nel tempo.
- PaaS (Platform As A Service): questo è il secondo livello che potete incontrare in questo grafico e comprende i sistemi operativi e tutti quei particolari servizi che vengono di volta in volta implementati per permettere l’esecuzione di una determinata applicazione. Fanno parte di questo livello le varie virtualizzazioni, i database necessari e tutte le applicazioni che entrano a far parte del proprio stack personalizzato ideato in modo da sopperire alle nostre esigenze.
- SaaS (Software As A Service): l’ultimo livello, ed anche il più alto, che possiamo trovare nello schema si occupa della vera e propria distribuzione dei servizi erogati da tutto il complesso.
Non pensate che tutto si riduca a questi semplicissimi punti, per fare un paragone possiamo dire che questa estrema semplificazione potrebbe andare bene se osservassimo questo tipo di infrastrutture da una quota di 10.000 metri ma per il nostro scopo i punti salienti presentati permettono di capire come GNU/Linux, e più in particolare il codice open, prendano parte a queste piattaforme come attori protagonisti e non solo come riserve o comparse.
Inutile negare che negli ultimi mesi c’è stata una esplosione rispetto questo tipo di infrastrutture informatiche, sempre più servizi web si appoggiano su questo tipo di forniture e, dato molto importante, quasi tutti i colossi informatici puntano allo sviluppo di soluzioni informatiche orientate verso questo fronte portando inevitabilmente fondi ed incrementi nel campo della ricerca.
Il fiorire di nuovi servizi è ben dimostrato dalla seguente immagine:

non siamo di fronte ad un elenco completo ma siamo già in grado di farci una personale idea sull’evoluzione che sta rapidamente coinvolgendo questo mercato visti anche i nomi prestigiosi coinvolti.
Ma Linux e l’Open source che ruolo hanno??
Non fatevi ingannare la comunità, ma non solo, è molto attiva in questo settore tanto da esserne la protagonista.
Software As A Service: le applicazioni che noi usiamo con grande disinvoltura attraverso il nostro browser poggiano su application server ovvero su di un framework in grado di fornire supporto hai servizi richiesti, esempi in chiave libera di questa tecnologia sono Red Hat JBoss Application Server, Apache Geronimo e IBM WebSphere Application Server.
Platform As A Service: questi sono i server virtualizzati che fanno da supporto a tutte le applicazioni che erogano servizi, sistemi operativi, server web, come Apache, e database entrano a far parte di questa voce.
Solitamente troviamo server web liberi e sistemi operativi virtualizzati GNU/Linux, si potrebbe anche azzardare una piccola statistica che porterebbe alle spaventosa percentuale del circa 90% per server virtualizzati basati su Linux.
Infrastructure As A Service: simile al PAAS ma diverso in quanto l’hardware non è corredato da alcun sistema operativo o altro software, in questo caso il cliente stesso è chiamato a fornire una macchina virtuale da far girare sulla nuvola.
Esponente di spicco del sottore Amazon con EC2 ed esponente di spicco tra gli OS scelti per la virtualizzazione GNU/Linux.
Per concludere
La strada in questo settore è tutta da percorrere e costruire, per ora ci stiamo accontentando di quella che potrebbe essere una debole traccia, un sentiero appena visibile che porta però ad una conclusione certa ovvero al dominio, che potremmo quasi definire monopolio, di soluzioni Open e GNU/Linux.
Una grande sfida ma nello stesso tempo una grande opportunità per la comunità e per quelle aziende che da sempre hanno creduto nella filosofia del codice sorgente aperto la quale sta dimostrando tutti i suoi vantaggi e benefici.
Ciao a tutti.




















