Drupal alla Casa Bianca, le mie considerazioni

Il CMS open direttamente alla corte del palazzo del potere americano

La Casa Bianca è il palazzo del potere americano, anche se il Pentagono avrebbe qualcosa di dire in merito, ed è titolare di uno dei siti più visitati del mondo reperibile all’indirizzo http://www.whitehouse.gov/.

La mole di traffico da sopportare è impressionante ed oltre a delle macchine in grado di reggere questo lavoro i tecnici americano hanno la necessità di una struttura informatica stabile e sicura come piattaforma attraverso la quale pubblicare informazioni.

Recentemente il dito è passato ad una soluzione di natura open ovvero Drupal.

Le motivazioni sono molte ma tra le più importanti possiamo citare la necessità di un risparmio per la gestione del portale ed una affidabilità maggiore grazie ai bug fix che gli stessi utenti Drupal sparsi in tutto il mondo si prodigano a fornire in modo gratuito a tutti gli utilizzatori del CMS il quale così è corretto ed aggiornato in tempi brevissimi.

Ancora una volta sembra che oltre oceano ci sia una forte volontà di cambiare cosa che qui in Italia si manifesta solo attraverso le solite chiacchiere di palazzo.

Mentre negli USA si liberano i sorgenti di siti istituzionali e si passa tutta la macchina amministrativa o quasi a google docs nel nostro paese di predica bene ma si razzola male.

Portali del turismo faraonici dal costo esorbitante che riportano informazioni sbagliate e non sono neanche graficamente decenti, concorsi falsi per forniture software dove le regole escludono a priori soluzioni aperte in favore dell’unica azienda che riesce sempre, molto strano, ad accaparrarsi milioni di euro in contratti…..leggi Microsoft.

Questa è la rivoluzione Brunetta per quel che riguarda il risparmio della PA???

Non ci siamo, sta a noi dimostrare che il nostro lavoro di comunità aperta è degno di essere valutato, utilizzato e supportato adeguatamente dalle amministrazioni comunali fino a quelle più ampio dello stato le quali potrebbero risparmio milioni e milioni di euro e nel contempo erogare al cittadino un servizio più flessibile grazie al pieno supporto degli standard internazionali per quel che riguarda i documenti.

Penso che tutte le rivoluzioni più grandi debbano partire dal basso sta a noi quindi spingere per l’adozione di queste valide soluzioni siano esse OS o CMS o suite da ufficio per l’elaborazione di testi ed altro.

Ciao a tutti.



3 commenti presenti

  1. BarraNo Gravatar novembre 4, 2009 13:30

    Veramente l’attuale sito italia.it è basato su tecnologie opensource (symphony, uno dei migliori framework php in circolazione). Inoltre è vero che la prima versione del portale era una porcata ma quella disponibile oggi (solo una bozza del progetto definitivo che stando a quanto dichiarato dalla Brambilla) è, almeno tecnicamente un bellissimo esempio di pulizia e qualità del codice.

    Inoltre altri portali ministeriali (certamente quello delle pari opportunità, sviluppato in Joomla) sono basati su tecnolodie open. Con l’annucio della rinascita del portale del turismo mi ero ben documentato, pronto a ‘dare battaglia’ in caso di porcate come il primo sito ma sinceramente dopo aver letto e valutato quanto disponibile (e i futuri programmi) non ho trovato nulla da eccepire.

    OGGI esistono in Italia tanti, tantissimi webmaster che utilizzano al meglio soluzioni open. Non si può dire lo stesso dei consulenti IT. Senza far nomi il portale italiano di una grossa azienda è sviluppato in ASP e basa il suo DB su un file .MDB perchè i software aziendali QUELLO OFFRIVANO!
    Sinceramente da utente linux 100% e consulente che vende soluzioni basate su di esso (telefonia, crm, erp e simili) dico che la scelta di appoggiarsi a MS era l’unica possibile per fare uscire la PA italiana dal medioevo in tempi rapidi, riducendo notevolmente i costi di gestione.

    Con l’opensource si può risparmiare di +? CERTO ma se poi non ho nessuno in grado di SVILUPPARE E AMMINISTRARE queste piattaforme nel modo corretto (e parlo di un’unica azienda in grado di garantire supporto in tutta italia) siamo punto e a capo (Non mi nominare IBM che è la principale responsabile della porcata del primo italia.it) Non si parla di mettere oOo al posto di office ma di eliminare carta, raccomandate tra enti ecc.

    L’esempio di google app è certamente positivo ma riguarda solo uno degli stati americani (non ricordo quale) e cmq poco ha a che vedere con l’opensource. Da quello a una soluzione MS (di pari costo) cosa cambia? Inoltre: quanto costerà alla PA? sarà implementata una soluzione custom o si affideranno agli (scarsi per molti aspetti) strumenti offerti da google? nel secondo caso meglio oOo su tutti i pc….

    Scusa per la lunghezza.

  2. ErrikoNo Gravatar novembre 5, 2009 12:49

    Ci sono altri esempi eminenti di open source: fbi.gov è basato su plone (e per dir la verità non mi piace: la grafica è vecchio stile, pensata per risoluzioni 800×600 e mancano i meta tags)

    Per quanto riguarda la presenza di aziende che possano gestire le applicazioni open source, sono certo ce ne siano, o comunque la pubblica amministrazione potrebbe crearsi i suoi esperti. Ci sono archivi storici visitati da 20 persone al mese con 50 impiegati, per non dire di paesi dove tutti i vigili urbani sono inabili al lavoro in strada (un’epidemia di mal di schiena a quanto pare) e non si possono pagare un centinaio di informatici? Magari sto dicendo una stupidaggine ma non credo sia obbligatorio appaltare tutto quello che è importante per il paese (vedi autostrade, servizi idrici, trasporti pubblici ecc…)

  3. BarraNo Gravatar novembre 8, 2009 09:00

    Il sito fbi.gov è davvero orribile!

    Per il resto è vero che sarebbe teoricamente possibile affidare a tecnici interni l’informatizzazione di una PA ma i costi non sarebbero certo inferiori (ecco perchè la stragrande maggioranza delle grandi aziende ormai limitano al minimo il numero dei resposanbili IT) e soprattutto nel medio periodo i problemi legati alla formazione sarebbero non indifferenti.

    Un’azienda privata che si occupa di IT ha esperti in ogni ramo, altamente specializzati. OGGI IMHO non sarebbe possibile per lo stato assumere queste figure e organizzarle al meglio (ANCHE IPOTIZZANDO LA BUONA FEDE DI TUTTI). Inoltre i dipendenti non pagano penali in caso di ‘casini’.

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