Al Cern solo Open source
Il CERN di Ginevra si serve dal mondo open
Il CERN di Ginevra è forse attualemnte considerato come il più grande laboratorio di ricerca scientifica del mondo, migliaia di terminali, attrezzature e software che collaborano, sperimentano e producono dati da analizzare con altrettante infrastrutture.
Un enorme capitale di conoscenza, ma non solo, che sembra scaturire in buona parte dal mondo open.
In una recente intervista al prof. Giovanni Organtini, professore di Fisica Sperimentale all’Università di Roma “Sapienza”, pubblicata qui è scaturito uno spaccato molto significativo dell’adozione del software open all’interno del progetto CERN.
L’elogio dei sistemi aperti è in apertura d’articolo, flessibilità, adattabilità alle esigenze del caso e quindi estrema personalizzazione sono i punti di forza che fanno optare questi grandi centri di ricerca per l’uso di sosftware aperto.
Come dichiarato dallo stesso accademico lo sforzo necessario per garantire questi risultati da parte di una azienda software è pressochè impossibile da effettuare visti anche i costi proibitivi che si verrebbero a creare.
Il finale dell’articolo affronta uno dei temi da sempre caldi delle università italiane ovvero quello dei “Baroni”.
Uno scritto interessante con il punto di vista di un accademico di indiscusso prestigio.
Ciao a tutti.




















