Quando c’è Microsoft c’è sempre puzza di bruciato
Non sono di quei tipi fanatici per GNU/Linux, sostengo semplicemente la superiorità in alcuni settori del sistema operativo libero per eccellenza ma spesso ammetto anche i limiti che esso presenta.
Limiti che molte volte non sono percepibili per chi usa il pc in modo comune ma che purtroppo sono sempre presenti; spesso sono pronto a riconoscere la superiori in alcuni campi del software chiuso (spesso superiorità imputabili ad una politica economica delle software house) sta di fatto che però sempre più spesso anche le grandi case produttrici di software a codice chiuso fanno registrare aperture verso il mondo libero.
Microsoft non è esente da questa tendenza e, vuoi perchè obbligata da tribunali o altri motivi, si sta avvicinando al mondo Open attraverso diversi modi.
Ma è tutto oro quello che luccica?
Veramente Redmond vuole interagire con gli utenti GNU/Linux che si moltiplicano a ritmi impressionanti o è semplice propaganda??
Domande che almeno una volta nella vostra vita vi sono frullate nel cervello Linux based che possedete; le risposte possono essere varie ed articolate ma guardando i fatti con occhio critico ci si accorge che in realtà l’azienda di Gates mira a minare l’evoluzione del pinguino piuttosto che interagire in modo positivo con lo stesso.
Prendiamo due esempi attuali e sotto gli occhi di tutti.
Ricorderete come, qualche tempo fa, la rete sia stata invasa dalla questione del riconoscimento ISO al formato OOXML caratteristico dei prodotti da ufficio della suite Microsoft.
Si paventavano importanti pressioni sulla commissione per permettere l’approvazione di quello che non è certamente un formato adatto ad essere certificato come ISO.
Tra le nazioni nettamente contrarie alla sua approvazione vi era la Norvegia che in sede di voto aveva fatto registrare 13 pareri contrari su un totale di 23 persone votanti, capite bene quindi come la questione era chiara, trasparente e cristallina.
Il formato non piaceva ai Norvegesi, ora però gli stessi scendono in piazza per protestare.
Vi starete chiedendo contro cosa visto un così schiacciante risultato e la risposta è presto data, si protesta contro l’approvazione del formato.
Vi è stata infatti una revoca del veto contrario che quindi ha in qualche modo annullato il voto precedentemente espresso ed è proprio questa la questione che ha portato alla manifestazione gli esponenti della commissione per le strade norvegesi cercando di sollevare l’opinione pubblica.
La lettera di dimissioni del gruppo uscente, nel quale possiamo annoverare persone del calibro di Håkon Wium Lie CTO di Opera, è molto esplicita e parla di pressioni Microsoft al fine di violare le direttive di approvazione dei formati.
Altra storia in stile Microsoft è invece il rilascio dell’SDK per lo sviluppo di applicazioni che sfruttano il touchless di Redmond.
Il software è stato rilasciato sotto licenza MPL e funziona solo sotto Windows, dopo l’affermazione di Matt Assay, vice presidente di Alfresco, il quale candidamente ha affermato che “questo è il primo passo di Redmond per avvicinarsi al mondo Open” si è scatenata l’ira degli utenti del software Open che hanno fiutato nella licenza l’ennesimo tranello (come dare torto agli utenti).
In conclusione possiamo asserire senza alcun dubbio che, pur apprezzando gli sforzi che la dirigenza dell’azienda sta portando avanti per avvicinare questi due mondi distanti, non è sicuramente questo il modo più adatto rendersi amici gli utenti GNU/Linux i quali non sono tanto ingenui come credono da quelle parti.
Ciao a tutti.




































