Come i Lego ma Open sources…….

Da sempre uno dei più grandi problemi degli ingegneri del software libero è quello dell’hardware dalla caratteristiche chiuse e proprietarie.

Scontrarsi ogni giorno con schede di qualsiasi genere che non svelano facilmente i loro segreti può diventare frustrante specie se si deve ricorrere alla difficilissima arte del reverse engineering.

Molti dei nuovi software open che vanno ad equipaggiare i dispositivi più disparati sono disegnati e costruiti su misura per l’apparecchiatura sul quale gira e, se da una parte questo modello di sviluppo permette di avere sempre il massimo dal proprio hardware, dall’altra porta ad proliferazione di codice specifico.

Sarebbe interessante sviluppare un sistema hardware orientato solo ed esclusivamente ai progettisti di software (ma non solo) ed è questo infatti quello che sta facendo la Bug Labs.

Invece di sviluppare hardware e poi software specifici, l’azienda mira a fornire moduli elettronici e software da interconnettere tra loro nel modo che più si preferisce fino a creare il prodotto che li sviluppatori hanno in mente.

Oltre ad evidenti benefici economici che si avrebbero in fase di sviluppo è possibile vedere in questo progetto un timido tentativo di percorrere le strade del futuro rispetto al mercato hardware, un futuro che vuole dispositivi con interfacce standard in grado di interconnettersi tra li loro al fine di creare dispositivi e macchine con le potenzialità richieste e niente di più.

Si potrebbe anche pensare ad un gadget aperto sia per quanto riguarda il codice sia per quanto riguarda l’hardware da sfruttare come punto di partenza per la creazione di qualcosa di migliorato o di totalmente diverso.

Peter Semmelhack, amministratore delegato dell’azienda, spera di vedere il proprio progetto crescere sul modello del software open, se infatti è possibile, grazie a pezzi di codice aperto, creare una attività remunerativa online dal nulla cosa rende impossibile lo stesso modello di crescita per l’hardware?.

Si vuole abbattere quindi quel muro che non permette ai giovani con buone idee di rendere produttive le proprie intuizioni per via dell’alto costo iniziale d’impresa spesso infatti giovani laureati con un bagaglio di buone intuizioni non riescono a far crescere il loro potenziale per questione economiche con questo modello invece le risorse necessarie per l’avio di un progetto pilota sarebbe notevolmente ridotte.

Dopo tutto questo parlare di buone intenzioni e propositi è arrivato il momento di guardare più da vicino quello che realmente è il progetto.

Tutto nasce da quella che viene chiamata BugBase:

bugbase.jpg

essa è composta da un tipico hardware da dispositivo mobile con in più un occhio di riguardo verso la connettività e l’espansione.

Più in particolare:

hardware_bugbase.jpg

esistono poi moduli di espansione diversi tra di loro come ad esempio il modulo GPS o il sensore di movimento passando per l’onnipresente fotocamera.

Tutti questi accessori possono essere interfacciati facilmente alla base grazie a delle porte di tipo standard.

Il codice che gestisce tutto l’apparato è ovviamente basato su Linux e rende i componenti di sistema completamente hot-swap.

Presto saranno disponibili altri moduli come quello audio e quello per la connettività wifi ma il più interessante sarà il modulo von Hippel che permetterà la costruzione di altri moduli da creare in totale autonomia per una chiara e netta libertà sul progetto da parte dell’utente.

Per la fine del prossimo anno si conteranno circa 20/30 moduli diversi che amplieranno notevolmente le capacità della piattaforma rendendola estremamente polimorfica e versatile.

I primi esempi di creazioni a partire dall’hardware fino ad ora citato sono due: un radar per l’individuazione di alcuni tipi di autovelox e un miniserver Asterisk.

Certamente un progetto alquanto ambizioso che sicuramente non incontrerà il favore delle grandi case hardware se mai dovesse avesse un discreto successo tale da mettere in dubbio anche una minima percentuali dei soliti introiti.

La filosofia open, come dimostrato, è applicabile anche a diversi settori e non solo quello del software producendo risultati che, anche se economicamente difficili da sostenere, hanno sicuramente del buono in se.

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Ciao a tutti.



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