Un sogno possibile: SIAE e Creative Commons collaborano….forse
Un sogno, un’utopia lontana o forse semplice voglia di guadagnare terreno in un mondo libero come quello di internet?
Le domande nascono spontanee quando si parla di una possibile collaborazione tra SIAE e Creative Commons.
E’ un po come mettere vicino il diavolo e l’acqua santa, don Camillo e Peppone…….insomma uno di quei classici contrasti all’italiana che tanto piacciono al nostro bel paese.
La questione di un possibile accordo, badate bene in via del tutto sperimentale, è nata nell’ambito del M.E.I., una manifestazione che si svolge annualmente a Faenza, la quale riunisce tutte le etichette indipendenti in Italia (M.E.I. = meeting etichette indipendenti).
L’auspicio è quello di ritrovarsi tutti insieme il prossimo anno con in mano qualcosa che possa mettere in accordo SIAE e Creative Commons.
Molti attori di questo mercato sono favorevoli a questo esperimento e tra di loro si trovano molti giovani artisti che sempre di più si sentono stretti nelle spire di una SIAE poco innovatrice e padrona.
Il punto fondamentale è che, nel bene o nel male, la SIAE è necessaria ad un artista in quanto si carica del lavoro di riscossione delle royality necessarie ad un artista per poter sopravvivere sfruttando le proprie capacità intellettuali.
Un lavoro molto difficile da svolgere se l’artista in questione decide di fare tutto da solo; il rovescio della medaglia però è subito visibile, per entrare a far parte della famiglia SIAE occorre piegarsi alle rigide regole dell’organizzazione senza possibilità di alcun cedimento normativo.
In questo contesto sembra innovativo il progetto Jamendo che offrendo spazio e visibilità nelle sua pagine web agli artisti interessati alle opportunità delle Creative Commons permette loro di raccogliere dei guadagni dividendo a metà con gli stessi le entrate economiche derivanti dalla pubblicità on-line presente nelle stesse pagine.
Se una possibile collaborazione tra SIAE e Creative Commons vi sembra impossibile o quanto meno poco probabile potreste ricredervi visto che ciò che in Italia è auspicabile all’estero ha già avuto un primo anno di sperimentazione.
La nazione pioniera è l’Olanda, (guarda caso un paese nord europeo!!), che, dopo una trattative lunghe e laboriose tra Burma Stemra (SIAE olandese) e Creative Commons olandese, è riuscita a raggiungere un compromesso secondo il quale sarà l’ente a raccogliere i proventi degli artisti che decideranno di porre la propria opera sotto licenza libera.
Il successo dell’iniziativa non è dei più lampanti visto che circa 15 artisti hanno scelto le Creative Commons ma c’è anche da segnalare che la sperimentazione è attiva da circa 1 anno dopo 3 anni di trattative ed accordi.
Sicuramente questa non è una di quelle notizie che possono rivoluzionare il mondo delle licenze delle opere intellettuali ma certamente un primo passo è stato fatto e ciò ci fa ben sperare per il futuro.
Ciao a tutti.




















