Linux visto da InformationWeek -prima puntata-
InformationWeek ha prodotto un buon articolo dove si evidenziano le criticità di GNU/Linux nell’affrontare il mercato, indubbiamente le tematiche sollevate sono reali e richiedono l’attenzione degli sviluppatori ma anche di tutta la comunità.
Per questo mi sono convinto a pubblicare una serie di post dove ogni volta verrà affrontato uno dei problemi proposti dalla testata giornalistica, iniziamo quindi con la seria questione riguardante la gestione del software nei sistemi GNU/Linux.
Questo è quello che dice InformationWeek:
Nonostante Linux sia nato nel lontano 1991 questo è ancora un work in progress, ha necessita di essere migliorato soprattutto in alcune parti che sono tema di profonda discussione all’interno della comunità stessa.
Il primo problema che è necessario affrontare è l’omologazione di tutte le distro ad uno standard per la gestione dei pacchetti software.
Genericamente questo non è ritenuto un problema se chi usa il pc adotta solo ed unicamente una distro o magari distro diverse che usano lo stesso sistema di gestione del software ma potrebbe essere un grave questione da risolvere per una software house che decidesse di produrre un programma per GNU/Linux e si trovasse di fronte alla spinosa scelta del tipo di pacchettizzazione da utilizzare.
Esistono delle opzioni disponibili:
- creare un team che provveda a fornire pacchetti per ogni grande distro esistente
- rendere il software disponibile all’interno dei repo di ogni distro
- rilasciare i sorgenti del software
ovviamente l’opzione numero tre non è commercialmente applicabile mentre la numero due sembra una valida alternativa favorendo la diminuzione del lavoro che ogni utente finale dovrebbe svolgere per avere il software installato nel proprio pc.
L’alternativa numero uno presenta una notevole mole di lavoro per i produttori del software con relativo onere finanziario il quale non può essere ignorato.
Fino ad ora questo problema non è stato troppo evidente data la ridotta richiesta di software da parte degli utilizzatori del pinguino ma sicuramente questo potrebbe essere uno dei problemi principali nel momento in cui questa richiesta dovesse crescere.
Un possibile aiuto a questa questione potrebbe essere l’adozione di un sistema che attraverso l’adozione di un meta-pacchetto, una volta scaricato il file corrispondente al programma che ci interessa un client, nativo per la distro, si preoccuperà di reperire ed installare il software direttamente dai server della casa produttrice.
Una simile tecnica è utilizzata dai ragazzi di BitRock.
Un altro importante metodo per affrontare questo problema è quello di rifarsi alla Linux Standard Base, il problema però in questo caso è che le direttive impongono che, per dichiarare una distro LSB-compatibile, il sistema utilizzato per la gestione del software sia RPM.
Molte distribuzioni quindi hanno lamentato il fatto che, in un momento come questo dove il dominio delle distro basate su sistema .deb è evidente, RedHat voglia mettersi troppo al centro dell’attenzione.
E’ giunto il momento di discuterne e tirare fuori le vostre considerazioni, suggerimenti o idee.





















Io penso che non si stia inasprendo la lotta tra Red Hat e Canonical per affermare il proprio standard e gli utenti seguono questa filosofia attaccandosi a vicenda.