Una analisi economica dell’open source tra costi, vantaggi e sfide da cogliere
Vi siete mai chiesti in che modo GNU/Linux ed il software Open in generale rende il mondo dell’IT più conveniente ed interessante??
In questo post mi propongo di elencare ed analizzare alcuni dei punti a favore delle infrastrutture basate di software libero.
Andiamo con ordine, innanzi tutto è da considerare l’estrema convenienza di quasi tutto il software open, spesso esso offre caratteristiche identiche o superiori al software commerciale pur non pretendendo l’esborso di centinaia di euro per ogni licenza usata.
Oltre all’indubbio fattore economico è d’obbligo ricordare anche all’estrema versatilità che il codice sorgente aperto pone a chi lo utilizza; una ipotetica azienda che sviluppa il suo business su di una infrastruttura open non rimarrà legata alla ditta produttrice ,che è la sola a conoscere i segreti del suo software, ma può in ogni momento valutare una integrazione dei suoi servizi con altri strumenti oppure ad un radicale cambiamento di piattaforma.
Scendiamo più in dettaglio:
- Risparmio sui costi: ogni postazione è libera da vincoli commerciali per l’utilizzo di software libero, aggiornamenti sempre disponibili e spesso velocissimi permettono già da subito un enorme risparmio in fase di progettazione della infrastruttura
- Nessuna fidelizzazione: il software libero, proprio perchè tale, non lega il cliente all’azienda ma permette un controllo totale sui moduli da utilizzare o sui software da implementare
- Codice aperto: spesso il codice aperto fa rima con sicuro in quanto tecnici competenti sono in grado di scovare errori, vulnerabilità o problemi e mettere riparo subito agli stessi suggerendo magari successivamente il metodo adottato alla comunità che provvederà a diffonderlo verso tutti gli utenti
- Innovazione e sviluppo: questo è un punto di forza notevole dei progetti Open, il numero di persone coinvolte e così ampio che molto spesso essi sono il metodo di avanzamento scientifico ideale per portare alla ribalta idee ed intuizioni circa funzionalità da implementare in un software
Fino a qui tutto quello che il mondo Open può fare per noi ma è necessario anche guardare avanti e saper cogliere delle sfide per sopravvivere nel mondo informativo da sempre contraddistinto da un elevatissimo tasso di competitività e di “cannibalismo aziendale”.
Le sfide non mancano ma personalmente penso che si possano riassumere gli obbiettivi del nuovo anno in pochi ma ben definiti punti:
- Licenze: sempre più spesso è possibile leggere di cause milionarie inerenti brevetti e proprietà intellettuali di software; è necessario porre molta attenzione al tipo di licenza che si utilizza anche nel mondo Open, è possibile trovare una infinità di licenze diverse e più o meno permissive. Un esempio di licenza che gradisco molto è quella che accompagna il progetto Apache, completa libertà di modifica e ridistribuzione del codice sorgente.
- Sviluppatori poco corretti: anche se la fuori c’è un mondo di persone volenterose e piena di buoni propositi spesso è necessario fare i conti con quelli che possiamo chiamare “sviluppatori canaglia”; questa spregevole razza di individui che pur di produrre software non si fa scrupoli ad aggiungere qualche riga di codice aperto nei loro programmi chiusi, spesso questo fenomeno è dovuto a licenze non sempre chiare; purtroppo effettuare controlli e molto difficile ma porre delle regole più restrittive gioverebbe sicuramente a questo fenomeno.
- Limitare lo spreco di risorse: un solo progetto molte menti, molti rilasci tutti con caratteristiche apprezzabili ma nessuno di esso con caratteristiche complete. Perchè non centralizzare questi sforzi?? Nel mondo dell’IT la stabilità delle release e l’aggiunta di funzionalità deve coincidere ed è poco convincente avere 10 versioni dello stesso software in grado di gestire ognuna un aspetto fondamentale delle nostre esigenze, si finisce con il preferire una soluzione commerciale unica che in unico software accomuna tutte le caratteristiche delle 10 versioni libere…….occasione mancata. Questo tipo di sviluppo andrebbe evitato in favore di una versione principale seguita da sotto versioni sperimentali in grado di offrire una visione di quanto andrà ad alimentare il progetto principale, in questo modo è possibile anche raccogliere maggiori feedback senza però costringere un’azienda o ente ad una scelta difficile che spesso sacrifica sul campo molte delle caratteristiche richieste al software solo perchè disponibili in versioni differenti dello stesso tool.
- Qualità del servizio: creare un business sul software aperto non è semplice ne facile e tanto meno remunerativo nel breve o medio termine ma questo non deve scoraggiare anzi dovrebbe far si che i team di sviluppatori ponessero attenzione a quello che dovrebbe essere un punto centrale del loro lavoro: la certificazione. Rilasciare documentazione che attesti la capacità di un determinato strumento a svolgere il suo compito in una precisa piattaforma hardware porterebbe sicuramente maggiore visibilità al software in ambito commerciale. Questo punto non è sempre realizzabili visti i grandi investimenti necessari alla sua realizzazione in termini di risorse umane.
- Assistenza professionale: team di formazione, assistenza 24×7 e possibilità di interloquire con esperti; sono queste le certezze che rassicurano le aziende in cerca di software per le loro infrastrutture è ora che le piccole realtà pensino al da farsi per non essere tagliate fuori dal business……se non lo hanno capito questi sono punti che permettono di guadagnare nel mondo del codice aperto.
Più in generale possiamo dire che le sfide per affermare ancora di più l’Open source nel mondo aziendale non sono poi molte ma alcune di esse sono ardue d affrontare specialmente per piccole realtà da poco sulla piazza ma sono queste le condizione da rispettare per crescere e porsi come “standard aperto de facto” in un settore cruciale di tutte le economie moderne.
Ciao a tutti.





















Io ho scritto la mia tesi su questo argomento
Il punto 2 del secondo elenco era un vago riferimento a Apple? LOL!
@Lazza
perchè si capisce…..
…no
io avevo pensato agli sviluppatori del nuovo “bimby”…
stanno usando netBSD per la piattaforma di sincronizzazione della cottura, delle pale e del termoregolatore…
{questa, credimi, non è una battuta
}
[...] originale prelevato da Shaytan Share and [...]