Business nell’open source, una questione di successo

Quando le aziende specializzate in report statistici e studi di settore si muovo di loro spontanea volontà e realizzano uno studio completo di un determinato fenomeno significa che c’è del potenziale mercato per il lavoro in questione, che può essere letto pagando profumatamente, e quindi si può giungere alla conclusione diretta che l’oggetto dello studio sta per esprimere tutto il potenziale che ha accumulato nel tempo.

In queste poche parole è definibile il business alla base dell’open source; Saugatuck Technology è una compagnia che si occupa di consulenza strategica e di propria spontanea volontà ha prodotto un report completo sul fenomeno open sources evidenziando i motivi che stanno rendendo questo comparto una occasione interessante di business.

Molti pensano che alla base di tutto ci sia il modello di sviluppo aperto del codice ma secondo lo studio i veri motivi del successo sono da ricercare nella sua rapida implementazione e nel suo rapido approccio al mercato.

Se si continua la lettura si apprende come il successo del software libero sia nelle partnership con i produttori di hardware e che in qualche modo questo faccia slittare il controllo del codice dagli sviluppatori alle aziende che chiedono una focalizzazione sui loro prodotti.

Le considerazioni di Bruce Guptill, Managing Director di Saugatuck e coautore del report, possono essere sicuramente più illuminanti:

“E’ corretto dire che il software open source non è ciò che chiunque pensa che sia o possa essere. Il coinvolgimento commerciale dell’open source ha accelerato la sua adozione e cambiato le percezioni dei dirigenti IT e dell’intera industria del software al riguardo”. Insomma, lo sviluppo aperto non fa più paura: ma impone – così almeno sostiene il report – un nuovo metro valutativo.
La realtà attuale prevede che la maggior parte del software open source provenga da comunità di sviluppo attentamente strutturate e ben gestite create principalmente dai vendor. E alcune delle aziende più influenti in questo ambito sono le stesse da cui si comprano oggigiorno soluzioni mission critical: IBM, Microsoft, Oracle, Sap e Sun, tra gli altri”.

Per quanto riguarda Microsoft il report indica il colosso di Redmond come un attore costretto a rifarsi al software aperto per rimanere sulla piazza interagendo in modo decisivo con altri elementi open che è possibile trovare in quasi tutte le infrastrutture aziendali.

Lungi però da definire la Microsoft una paladina del software aperto, la verità è che è il mercato stesso che ha richiesto questo comportamento (e forse anche l’unione europea……) e finalmente si è forse capito che l’Open source non è uno svizio di qualche programmatore della domenica ma una grande opportunità di risparmio.

Link al report (è possibile consultare l’abstract dal titolo “Potenza, velocità e assimilazione: l’open source cambia l’azienda, e l’azienda cambia l’open source” previa registrazione)

Ciao a tutti.



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