Come modificare Grub, ovvero aggiungere OS in elenco e personalizzare l’immagine di boot

Molto spesso capita che delle operazioni semplici o comunque essenziali per gestire un pc non siano poi così intuitive e facili da effettuare.

Proprio per questo motivo mi sono deciso a scrivere una mini guida, rivolta soprattutto a coloro che usano GNU/Linux per la prima volta, su come gestire correttamente il sistema di boot del nostro pinguini GRUB.

Alcuni potrebbero obbiettare che vi sono altri boot manager in circolazione come ad esempio LILO ma sono sicuro che il 90% degli utenti usa GRUB e quindi la guida verterà su questo tool.

Installazione

Riferendomi alla maggior parte delle distro in circolazione si può tranquillamente affermare che GRUB non ha bisogno di installazione in quanto di default presente in una installazione tipo.

Perfino nel mio laptop dove è presente solo GNU/Linux GRUB è installato di default e non si manifesta ma è pronto a scattare ai nostri comandi non appena sente la presenza di un’altro sistema operativo sia esso Win o altre versioni di GNU/Linux.

Aggiungere un sistema operativo in elenco

Questa che segue è un’operazione molto semplice da fare anche per chi è alle prime armi, non si tratta nient’altro che di andare ad editare un file il quale contiene la configurazione del boot loader.

Il nome del file in questione è menu.lst ed il suo percorso è /boot/grub, chiaramente essendo una parte delicata del sistema operativo tutte le operazioni vanno effettuate come root.

Procediamo quindi aprendo una shell e dando i seguenti comandi:

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sudo -s
 
nano /boot/grub/menu.lst

Questi comandi vi faranno apparire il file all’interno della shell in modalità root il che significa liberamente modificabile.

Ora per aggiungere un altro OS in elenco dobbiamo spostarci con le frecce direzionali alla fine del file dove troveremo una stringa così costituita:

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### END DEBIAN AUTOMAGIC KERNELS LIST

Chiaramente la scritta può essere differente ma la cosa importante è che ci troviamo alla fine del file.

Subito sopra di essa quindi aggiungiamo le seguenti diciture:

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title        Microsoft Windows XP
 
root        (hd0,2)
 
makeactive
 
chainloader    +1

a cosa servono?

Partiamo con la spiegazione che si rivelerà semplicissima:

  1. Title: non è altro che la scritta che vedremo nel menu di boot e solitamente riporta il nome del sistema operativo è comunque personalizzabile con qualsiasi frase vogliamo
  2. Root (hd0,2): indica dove il sistema operativo è locato hard disk e partizione ricordate che in informatica i numeri partono sempre da 0 e quindi il primo HD sarà il numero 0
  3. Makeactive: è una opzione che si da alle partizioni di tipo primario degli HD ed assicura loro il corretto funzionamento in fase di boot
  4. Chainloader +1: serve a caricare correttamente i file di avvio del primo settore della partizione corrente

Una volta editato il file salvatelo con la solita scorciatoia da tastiera (ctrl+o) lasciando invariato il nome del file ed uscite dal programma nano con crtl+x.

Al prossimo riavvio avrete la possibilità di scegliere quale sistema operativo avviare, chiaramente il sistema operativo deve essere già installato.

Installare una splash screen

Certo il menù di avvio non ha una grafica accattivante ma è possibile migliorarla in pochissimi passi.

Dovete procurarvi delle immagini che abbiano queste caratteristiche:

  • siano in formato .xpm
  • siano 640×480
  • siano a soli 14 colori

Pronta l’immagine aprite il file menu.lst con il comando che segue da shell:

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sudo -s
nano /boot/grub/menu.lst

trovate la stringa che segue:

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# Pretty colours
#color cyan/blue white/blue

aggiungete subito dopo la seconda stringa la seguente dicitura:

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splashimage=(hd0,1)your/directory/splashimage.xpm

avendo così la seguente forma:

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#Pretty colours
 
#color cyan/blue white/blue
 
splashimage=(hd0,1)your/directory/splashimage.xpm

chiaramente al posto di your/directory/splashimage.xpm dovete inserire il percorso esatto e completo della vostra immagine con le caratteristiche riportate sopra.

Al riavvio l’aspetto del vostro boot loader sarà molto più piacevole.

Ciao a tutti.

Convertire i filmati .flv di youtube con GNU/Linux

La seguente guida mostrerà come convertire i filmati che scaricheremo da youtube nel formato .flv in quello che più ci piace grazie al pacchetto FFmpeg.

INSTALLAZIONE

Per prima cosa è necessario installare il pacchetto FFmpeg, usando io Ubuntu il comando da dare è il seguente:

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sudo apt-get install ffmpeg

chiaramente potete installare questo potente tool su qualsiasi distro usando o la riga di comando o il gestore dei pacchetti.

Una volta installato il pacchetto passiamo al suo utilizzo.

USO DEL TOOL

Ammettiamo di aver scaricato un bel filmatino interessante da youtube e che, non gradendo il formato in questione .flv, lo volessimo far diventare .mpeg.

Nulla di più facile per questo tool.

Aprendo la shell portiamo all’interno della cartella nella quale è contenuto il filmato da convertire, successivamente digitiamo questo comando:

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ffmpeg -i filmato.flv -ab 56 -ar 22050 -b 500  -s 320×240 filmato.mpg

dopo pochi secondi avremo il filmato il questione nel formato .mpg.

SPIEGAZIONE FLAG

Per comprendere meglio la stringa ed avere quindi una padronanza migliore nell’uso del software in questione vi elenco i flag applicati ed il loro significato:

-b bitrate: specifica il bitrate del filmato (default = 200 kb/s)

-ab bitrate: specifica il birate audio in kbit/s (default = 64)

-ar sample rate: specifica il samplerate audio in Hz (default = 44100 Hz)

-s size: specifica il formato in uscita come larghezza per altezza (default 160×128 )

Sperando di essere stato di aiuto a molti vi saluto.

Ciao a tutti.

Driver AVIVO Open su Ubuntu

Circa un mese fa i driver open Avivo sono stati introdotti al pubblico,da allora molta strada è stata fatta con continue migliorie come il supporto alle schede grafiche con GPU R500 e le Shadow Framebuffer.

Questa guida quindi vi spiegherà (spero!) come installare i driver AVIVO dai sorgenti su di una macchina montante Ubuntu (i driver in questione sono in continuo sviluppo non garantisco che al momento della vostra installazione la guida sia sufficientemente aggiornata e quindi la procedura vada a buon fine).

avivo_logo.png

Prima di iniziare (fate un bel backup dello xorg.conf) la procedura dovete procurarvi l’Xserver alla versione 1.3 per fare ciò ci sono due strade: la prima comprende la compilazione dai sorgenti mentre la seconda l’upgrade del vostro esistente Xserver alla versione più recente che sarà presente all’interno del prossimo rilascio della versione 7.10 del sistema operativo.

Seguendo la seconda strada, molto più semplice, è solo richiesto un aggiornamento dei repo e poi l’aggiornamento dei pacchetti necessari (trovate la guida per fare questo con una semplice ricerca su Google cercando aggiornamento x-server ubuntu).

Una volta fatto ciò è necessario anche aggiornare alcuni pacchetti elencati qui di seguito:

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build-essential
git-core
configure-debian
automake
autoconf
xorg-dev
libtool
libpciaccess-dev

Dopo che i pacchetti sono stati installati è necessario prendere l’utilità Avivotool il quale è in grado di fornire informazioni i debug, mostrare i registri e tutti i setting manuali delle schede Radeon non chè mostrare il parsing del Bios delle schede video.

Per recuperare tale programma è necessario scrivere in un terminale:

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git-clone git://anongit.freedesktop.org/git/avivo/xf86-video-avivo

Una volta scaricato il tutto è necessario cambiare directory ai sorgenti Avivo e generare il programma vero e proprio dai sorgenti con questo comando:

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cd xf86-video-avivo/; ./autogen.sh –prefix=/usr/

Ora è tutto pronto, il supporto di questi driver è molto vasto ma avvolte si verificano problemi dati dall’PCI_ID della scheda in questi casi è necessario editare i file che seguono aggiungendo l’ID esatto manualmente:

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xorg/avivo_chipset.c
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include/avivo_chipset.h

finite queste modifiche si può passare all’installazione con il comando:

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make

seguito da

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sudo make install

CONFIGURARE LO XORG.CONF

Una volta installato il tutto è il momento di configurare lo xorg.conf per rendere effettive e funzionanti le nuove impostazioni.

Aprite quindi il file in questione con il vostro editor di testo preferito ed inserite nel file le seguenti righe di testo nelle apposite sezioni:

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Section “Extensions”
 Option “Composite” “Disable”
EndSection
 
Section “ServerFlags”
Option “AIGLX” “Off”
EndSection

Da segnalare che i driver non supportano per ora le AIGLX ma solo le XGL.

ABILITARE LE Shadow Framebuffer

Il supporto alle Shadow Framebuffer aumenta in modo considerevole le prestazioni di tutto il comparto grafico, per fare ciò è necessario aggiungere alla categoria DEVICE del file Xorg.conf la seguente stringa:

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Option “ShadowFB” “On”

Ora fate ripartire tutto il vostro server grafico, per questo date i seguenti comandi:

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sudo killall gdm
sudo gdm start

Se tutto è andato come dovrebbe avrete la vostra scheda funzionante ed in grado di supportare il multi-monitor in modalità clone nativamente.

Ciao a tutti.

Disabilitare il controllo del disco rigido

Anche se sono profondamente contrario a tale pratica che non comporta alcun rallentamento del sistema, in fondo un controllo dell’intero disco ogni 26/32 accensioni del pc non ha mai ucciso nessuno, riporto qui di seguito alcune semplici istruzioni per disattivare tale controllo.

Per disattivare il controllo:

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sudo tune2fs -c 0 -i 0 /dev/PARTIZIONE

se volete semplicemente dilatare i tempi del controllo potete invece eseguire questo comando:

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sudo tune2fs -h /dev/PARTIZIONE

dopo tale comando si riceverà un output che vi indicherà dopo quanti giorni o numero di mount il controllo avrà avvio.

Più o meno ci dovrebbero essere le seguenti righe:

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Maximum mount count: xx
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Check interval: yyy

Ora per dilatare i tempi basta dare:

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sudo tune2fs -c 60 /dev/PARTIZIONE

in questo modo si sarà passati da un tempo classico di default di circa 20 mount al nuovo che è di 60 mount.

Sconsiglio caldamente a tutti di disattivare completamente i controlli in quanto essi permetto un controllo dei metadata e comunque verificano l’integrità del vostro HD.

Ciao a tutti.

Swapboost: il readyboost di GNU/Linux

Come Vista anche gli utenti GNU/Linux con macchine più datate possono far ricorso alle chiavette usb per aumentare le prestazioni dei loro pc.

Il metodo è molto semplice e di immediata realizzazione.

Innanzi tutto scaricate da qui lo script necessario all’operazione.

Ora procedete ad inserire la vostra periferica all’inetrno di una porta usb del pc ed attendete l’automount del sistema operativo.

Lanciate lo script che avete precedentemente scaricato dalla shell dando l’opzione -n come nel comando che segue:

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./swapboost.sh -n

in questo modo avete creato una partizione di swap all’interno della chiavetta.

Ora se volete disattivare il tutto procedete con il comando che segue:

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./swapboost.sh -d

estraete la chiavetta ed avrete ripristinato le impostazioni iniziali.

Se per caso lo script non dovesse risultare eseguibile eseguite il classico comando:

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chmod +x swapboost.sh

Sperando di essere stato d’aiuto a qualcuno di voi vi saluto, ciao a tutti.

Configurare xorg.conf per dual-head o clone con schede Intel 945GM

Questa guida ha la scopo di aiutare chi possiede un pc con grafica integrata intel 945GM nella configurazione dello xorg.conf al fine di ottenere o l’uso della funzione clone (stesso desktop due schermi) con un monitor/proiettore esterno o quello della funzione dual-head per visualizzare due desktop differenti su due differenti schermi/proiettore.

Da sottolineare che per alcune cause, sembra limiti dei driver Linux, la seconda modalità di visualizzazione permette di impostare una sola risoluzione per entrambe gli schermi è importante quindi l’adozione di uno schermo non principale di tipo compatibile a quello primario per non ritrovarsi con una immagine troppo degradata per essere utilizzabile o con frequenze di refresh fastidiose.

Modalità clone
nella modalità clone il vostro xorg deve essere configurato come segue:

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# /etc/X11/xorg.conf (xorg X Window System server configuration file)
#
# This file was generated by dexconf, the Debian X Configuration tool, using
# values from the debconf database.
#
# Edit this file with caution, and see the /etc/X11/xorg.conf manual page.
# (Type “man /etc/X11/xorg.conf” at the shell prompt.)
#
# This file is automatically updated on xserver-xorg package upgrades *only*
# if it has not been modified since the last upgrade of the xserver-xorg
# package.
#
# If you have edited this file but would like it to be automatically updated
# again, run the following command:
# sudo dpkg-reconfigure -phigh xserver-xorg
 
Section “Files”
FontPath “/usr/share/X11/fonts/misc”
FontPath “/usr/share/X11/fonts/cyrillic”
FontPath “/usr/share/X11/fonts/100dpi/:unscaled”
FontPath “/usr/share/X11/fonts/75dpi/:unscaled”
FontPath “/usr/share/X11/fonts/Type1″
FontPath “/usr/share/X11/fonts/100dpi”
FontPath “/usr/share/X11/fonts/75dpi”
# path to defoma fonts
FontPath “/var/lib/defoma/x-ttcidfont-conf.d/dirs/TrueType”
EndSection
 
Section “Module”
Load “i2c”
Load “bitmap”
Load “ddc”
Load “extmod”
Load “freetype”
Load “int10″
Load “vbe”
Load “glx”
Load “dri”
EndSection
 
Section “InputDevice”
Identifier    “Generic Keyboard”
Driver        “kbd”
Option        “CoreKeyboard”
Option        “XkbRules”    “xorg”
Option        “XkbModel”    “pc105″
Option        “XkbLayout”    “it”
EndSection
 
Section “InputDevice”
Identifier    “Configured Mouse”
Driver        “mouse”
Option        “CorePointer”
Option        “Device”        “/dev/input/mice”
Option        “Protocol”        “ImPS/2″
Option        “ZAxisMapping”        “4 5″
Option        “Emulate3Buttons”    “true”
EndSection
 
Section “InputDevice”
Driver        “wacom”
Identifier    “stylus”
Option        “Device”    “/dev/input/wacom”
Option        “Type”        “stylus”
Option        “ForceDevice”    “ISDV4″        # Tablet PC ONLY
EndSection
 
Section “InputDevice”
Driver        “wacom”
Identifier    “eraser”
Option        “Device”    “/dev/input/wacom”
Option        “Type”        “eraser”
Option        “ForceDevice”    “ISDV4″        # Tablet PC ONLY
EndSection
 
Section “InputDevice”
Driver        “wacom”
Identifier    “cursor”
Option        “Device”    “/dev/input/wacom”
Option        “Type”        “cursor”
Option        “ForceDevice”    “ISDV4″        # Tablet PC ONLY
EndSection
 
Section “Device”
Identifier “Intel Corporation Mobile 945GM/GMS/940GML Express Integrated Graphics Controller”
Boardname “Intel 945″
Busid “PCI:0:2:0″
Driver “i810″
Option “DevicePresence” “On”
Screen 0
Vendorname “Intel”
Option “MonitorLayout” “CRT, CRT+LFP”
Option “Clone” “on”
EndSection
 
Section “Monitor”
Identifier    “Monitor Generico”
Option        “DPMS”
HorizSync    28-64
VertRefresh    43-60
EndSection
 
Section “Monitor”
Identifier “CRT”
ModelName “External Device”
Option “DPMS”
HorizSync 28-51
VertRefresh 43-60
EndSection
 
Section “Screen”
Identifier    “Default Screen”
Device        “Intel Corporation Mobile 945GM/GMS/940GML Express Integrated Graphics Controller”
Monitor        “Monitor Generico”
DefaultDepth    24
SubSection “Display”
Depth        1
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        4
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        8
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        15
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        16
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        24
Modes        “1280×800″
EndSubSection
EndSection
 
Section “Screen”
Identifier “CRT-Screen”
Device “Intel Corporation Mobile 945GM/GMS/940GML Express Integrated Graphics Controller”
Monitor “CRT”
DefaultDepth 24
SubSection “Display”
Depth 16
Modes “1024×768″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth 24
Modes “1024×768″
EndSubSection
EndSection
 
Section “ServerLayout”
Identifier “Multihead”
Screen 0 “Default Screen” 0 0
Screen 0 “CRT-Screen” 0 0
# option “Xinerama” “on”
# option “AIGLX” “true”
InputDevice “Generic Keyboard”
InputDevice “Configured Mouse”
InputDevice “stylus” “SendCoreEvents”
InputDevice “cursor” “SendCoreEvents”
InputDevice “eraser” “SendCoreEvents”
EndSection
 
Section “DRI”
Mode 0666
EndSection

La configurazione è già pronta per la scheda Intel sopra citata, è comunque una linea guida di come deve essere impostato uno xorg per ottenere lo stesso effetto su schede di tipo diverso.
Lo stesso discorso vale anche per la configurazione che segue.

Modalità Dual-head

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# /etc/X11/xorg.conf (xorg X Window System server configuration file)
#
# This file was generated by dexconf, the Debian X Configuration tool, using
# values from the debconf database.
#
# Edit this file with caution, and see the xorg.conf(5) manual page.
# (Type “man xorg.conf” at the shell prompt.)
#
# This file is automatically updated on xserver-xorg package upgrades *only*
# if it has not been modified since the last upgrade of the xserver-xorg
# package.
#
# If you have edited this file but would like it to be automatically updated
# again, run the following command:
#   sudo dpkg-reconfigure -phigh xserver-xorg
 
Section “Files”
FontPath    “/usr/share/fonts/X11/misc”
FontPath    “/usr/share/fonts/X11/cyrillic”
FontPath    “/usr/share/fonts/X11/100dpi/:unscaled”
FontPath    “/usr/share/fonts/X11/75dpi/:unscaled”
FontPath    “/usr/share/fonts/X11/Type1″
FontPath    “/usr/share/fonts/X11/100dpi”
FontPath    “/usr/share/fonts/X11/75dpi”
# path to defoma fonts
FontPath    “/var/lib/defoma/x-ttcidfont-conf.d/dirs/TrueType”
EndSection
 
Section “Module”
Load    “i2c”
Load    “bitmap”
Load    “ddc”
Load    “dri”
Load    “extmod”
Load    “freetype”
Load    “glx”
Load    “int10″
Load    “vbe”
EndSection
 
Section “InputDevice”
Identifier    “Generic Keyboard”
Driver        “kbd”
Option        “CoreKeyboard”
Option        “XkbRules”    “xorg”
Option        “XkbModel”    “pc105″
Option        “XkbLayout”    “it”
EndSection
 
Section “InputDevice”
Identifier    “Configured Mouse”
Driver        “mouse”
Option        “CorePointer”
Option        “Device”        “/dev/input/mice”
Option        “Protocol”        “ImPS/2″
Option        “ZAxisMapping”        “4 5″
Option        “Emulate3Buttons”    “true”
EndSection
 
Section “InputDevice”
Driver        “wacom”
Identifier    “stylus”
Option        “Device”    “/dev/input/wacom”
Option        “Type”        “stylus”
Option        “ForceDevice”    “ISDV4″        # Tablet PC ONLY
EndSection
 
Section “InputDevice”
Driver        “wacom”
Identifier    “eraser”
Option        “Device”    “/dev/input/wacom”
Option        “Type”        “eraser”
Option        “ForceDevice”    “ISDV4″        # Tablet PC ONLY
EndSection
 
Section “InputDevice”
Driver        “wacom”
Identifier    “cursor”
Option        “Device”    “/dev/input/wacom”
Option        “Type”        “cursor”
Option        “ForceDevice”    “ISDV4″        # Tablet PC ONLY
EndSection
 
Section “Device”
Identifier    “Intel Corporation Mobile 945GM/GMS/940GML Express Integrated Graphics Controller”
Driver        “i810″
BusID        “PCI:0:2:0″
Screen          0
Option “DevicePresence” “true”
Option “MonitorLayout” “CRT, DFP+LFP”
EndSection
Section “Device”
Identifier      “Card1″
Driver          “i810″
BusID           “PCI:0:2:1″
Screen          1
Option “DevicePresence” “true”
Option “MonitorLayout” “CRT, DFP+LFP”
EndSection
 
Section “Monitor”
Identifier    “Monitor Generico”
Option        “DPMS”
HorizSync    28-64
VertRefresh    43-60
EndSection
 
Section “Monitor”
Identifier    “Proiettore”
Option        “DPMS”
HorizSync    28-64
VertRefresh    43-60
EndSection
 
Section “Screen”
Identifier    “Default Screen”
Device        “Intel Corporation Mobile 945GM/GMS/940GML Express Integrated Graphics Controller”
Monitor        “Monitor Generico”
DefaultDepth    24
SubSection “Display”
Depth        1
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        4
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        8
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        15
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        16
Modes        “1280×800″
EndSubSection
SubSection “Display”
Depth        24
Modes        “1280×800″
EndSubSection
EndSection
 
Section “Screen”
Identifier      “Screen1″
Device          “Card1″
Monitor         “Proiettore”
DefaultDepth    24
SubSection “Display”
Depth           24
Modes           “800×600″
EndSubSection
EndSection
 
Section “ServerLayout”
Identifier “Default Layout”
Screen “Screen1″ LeftOf “Default Screen”
Screen “Default Screen”
InputDevice    “Generic Keyboard”
InputDevice    “Configured Mouse”
InputDevice     “stylus”    “SendCoreEvents”
InputDevice     “cursor”    “SendCoreEvents”
InputDevice     “eraser”    “SendCoreEvents”
Option          “clone”         “true”
EndSection
 
Section “DRI”
Mode    0666
EndSection

NOTA: è importante fare sempre una copia di backup del file xorg.conf nella sua configurazione originale prima di apportare qualsiasi modifica in modo da poter ripristinare il server grafico se le configurazioni sopra riportare non dovessero funzionare.

Ciao a tutti.

Conversione e split file .ape

Molto spesso mi capita di avere tra le mani immagini di cd audio di tipo .ape corredate da un file di tipo .cue da pochi Kb.

Di solito questo tipo di file proviene dalla digitalizzazione di un album musicale attraverso un Mac che crea un file .ape, il quale contiene i file audio non splittati e senza perdita di qualità data dal fatto che lo standard in questione non comporta compressione, ed un file .cue che invece contiene informazioni circa la durata, il titolo delle singole traccie e l’album stesso.

Trattare questo tipo di file con Linux può richiedere un pò di pratica ed è per questo che mi sono deciso a scrivere una guida in grado di portare passo passo qualsiasi utente ad avere, da queste tipologie di file, un album in formato mp3 con relativi titoli.

Programmi necessari
1)Libreria mac reperibile a questo indirizzo (http://members.iinet.net.au/~aidanjm/mac-3.99-u4_b3-1_i386.deb)
2)cuetools (da Synaptic)
3)shntool (da Synaptic)
4)SoundConverter (da Synaptic)

Conversione del file
Innanzi tutto è necessario convertire il file .ape da questo formato ad un formato decisamente più gestibile come ad esempio il .wav.
Per far ciò è sufficiente, da riga di comando, posizionarsi nella cartella che contiene il nostro file .ape e digitare successivamente il seguente comando:

1
mac nomefile.ape nomefile.wav -d

partirà subito la conversione del file che sarà davvero velocissima e comunque il tempo necessario sarà sempre in relazione con la dimensione del file audio.

Finito il processo vi ritroverete all’interno della cartella un unico grande file .wav che conterra le tracce dell’album in questione non splittate.

Splittare le traccie
Sempre da shell dovete posizionarvi all’interno della cartella dove avete salvato il file .wav appena creato (deve essere presente anche il file .cue) e dare dal terminale il seguente comando:

1
cuebreakpoints nomefile.cue | shnsplit nomefile.wav

questo, tramite il file .cue che ha in se le informazioni circa le traccie del disco, spezza il file .wav nelle traccie da voi desiderate.

Una volta finito vi ritroverete una cartella con al suo interno tanti file .wav quanti presenti nel cd originale nominati come segue:

split-track001.wav
split-track002.wav
split-track003.wav
ecc.ecc.

Per la conversione nel formato che più vi aggrada io vi consiglio SoundConverter.

NOTA: per rinominare i file con i nomi dell’album vi consiglio di usare un lettore multimediale in grado di interfacciarsi con i database cbbd e di scrivere i tag dei file .mp3.
Fatto questo con easytag potete rinominare in modo automatico i file partendo dai logo tag che precedentemente avevate aggiornato.

Ciao a tutti e buon ascolto.