Come rendere Firefox anonimo con TOR

Tutti ormai conoscete il software Tor il quale, tramite connessioni a cascata verso server proxy, riesce a nascondere in nostro indirizzo ip.

Personalmente non posso permettermi di adottare tale tecnica mentre navigo in quanto avendo io una larghezza di banda molto ridotta andrei ad essere quasi impossibilitato alla navigazione infatti se da un lato il programma vi rende anonimi su internet esso pretende un tributo di banda dati abbastanza pesante.

Per chi comunque possiede una buona ADSL questo metodo garantisce una buona sicurezza nelle vostre gite sul web senza rinunciare alla comodità di Firefox.

Innanzi tutto dovete aggiornare la vostra lista di repo e quindi dovere modificare il file sources.list che si trova nella cartella etc/apt/, per far ciò vi consiglio di utilizzare il terminale, quindi apritelo ed eseguite i seguenti comandi:

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$sudo -s

recatevi nella cartella etc/apt e qui digitate:

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$nano sources.list

ora in fondo al file aperto create una nuova categoria (creare categorie non è indispensabile, potete anche semplicemente aggiungere il server e basta, ma rende il tutto più ordinato e facilmente gestibile) ed aggiungete questo server:

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deb     http://mirror.noreply.org/pub/tor feisty main
deb-src http://mirror.noreply.org/pub/tor feisty main

salvate e chiudete il file con i soliti comandi ctrl+O, invio e ctrl+X.

Aggiungete le chiavi pubbliche necessarie al server con i seguenti comandi sempre da terminale:

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$ sudo gpg –keyserver subkeys.pgp.net — recv 94C09C7F
$ sudo gpg –fingerprint 94C09C7F
$ sudo gpg –export 94C09C7F | sudo apt-key add -

Ora date il seguente comando che aggiorna l’elenco dei vostri pacchetti includenti quelli presenti nel server appena aggiunto:

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$sudo apt-get update

e successivamente passate all’installazione di TOR con il classico comando:

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$sudo apt-get install tor

finita la procedura avrete TOR nel vostro pc.

Ora si tratta di renderlo pienamente operativo con Firefox per far ciò dovete scaricare ed installare una piccola estensione in grado di sfruttare la rete proxy, tale add-on è prelevabile da qui:

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https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/2464

scaricate installate e riavviate il browser.

Ora non vi resta che settare il plug-in, operazione di una facilità disarmante, e navigare anonimi per tutto il web.

Ciao a tutti.

P.S.: se la procedura di ottenimento delle chiavi non dovesse andare a buon fine usate questi comandi alternativi:

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$ sudo gpg –-armor –-export 94C09C7F > key.pgp
$ sudo apt-get key add key.pgp

il tutto seguito chiaramente da “sudo apt-get update”.

Il backup incrementale di rsync

Tra i software di backup quello che in modo particolare mi ha colpito per funzionalità e leggerezza è Rsync.

Gestibile da linea di comando Rsync permette il backup di ogni tipo di file, per render il processo di backup veloce si sfrutta una tecnica detta di “backup incrementale” la quale va a copiare le sole parti cambiate di un file già archiviato risparmiando quindi tempo e risorse macchina rispetto ad un tool che ogni volta che effettua il backup di un file ne copia nuovamente tutto in contenuto.

Rsync è incluso nelle maggiori distribuzioni ed a volte per l’installazione è sufficiente rifarsi al gestore dei pacchetti o al cd/dvd della distro in questione.

Il programma gestisce anche la copia dei file su di un  host, pratica che effettua grazie al supporto di connessione di tipo ssh o rsh è possibile anche effettuare la connessione ad un host grazie al demone del software se presente nel sistema operativo della controparte ma si ricorre quasi sempre a connessioni di tipo ssh per la loro sicurezza e facilità di gestione.

La sintassi del software è molto semplice ed è così strutturata:

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rsync [opzioni] sorgente destinazione

se ad esempio desideriamo copiare la cartella home all’interno di un supporto di memorizzazione USB ricorreremo al seguente comando:

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rsync -a /home/user/dir/ /media/disk/dir/

E’ importantissimo distinguere queste due diciture:

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/home/user/dir/” …………………….. “/home/usr/dir

nel primo caso il software prenderà la cartella e la copierà per intero mentre nel secondo caso il software copierà il contenuto della cartella all’interno del supporto che noi avremo designato senza però creare la cartella che contiene i file; occhi dunque alle slash.

L’opzione -a che può seguire il comando Rsync serve a preservare i diritti sui file che quindi avranno ancora un “padrone” ed un “gruppo di appartenenza”, è importante specificare che non verranno preservati di hardlink se volete ottenere questo dovete affidarvi al flag -H.

Potete escludere i file nascosti dai vostri backup grazie alla sintassi:

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exclude=”.*/

CREARE DELLE COPIE LOCALI
La sintassi più comune per creare dei backup locali all’interno di dischi USB o comunque esterni è la seguente:

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rsync -avh /home/usr/dir/ /media/disk/backup/

volendo si può ricorrere ad una opzione che permette di cancellare i file locali, in tale modo il comando sarà:

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rsync -avh –delete /home/user/dir/ /media/disk/backup

attenzione ad usare la funzione –delete se vi accorgete di un errore potrete sempre fermare il processo con la combinazione ctrl+c.

CREARE COPIE REMOTE
Se avete a disposizione uno spazio remoto su di un server potete sfruttarne la capienza per creare delle copie remote dei vostri file grazie al semplice comando:

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rsync -avhe ssh –delete /home/user/dir/ user@remote.host.com:dir/

per rendere il tutto più graficamente accattivante potete introdurre il flag –progress in questo modo:

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rsync –progress -avhe ssh –delete /home/user/dir/ user@remote.host.com:dir/

Se siete particolarmente sospettosi o maniaci della sicurezza o semplicemente state effettuando il trasferimento di dati importanti e riservati potete dotare la connessione ssh di passord in questo modo, create una chiave sh con questo comando:

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ssh-keygen -t dsa

una volta premuto invio inserite la vostra password.

Una volta creata la password date il seguente comando:

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ssh-copy-id -i .ssh/id_dsa.pub user@remote.host.com

che farà in modo di copiare la chiave pubblica in remoto.

Se desiderate ora riprendere i vostri file dallo spazio web dove li avete salvati dovete dare un comando come questo:

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rsync -avze ssh remote.host.com:/home/user/dir/ /local/path/

In definitiva Rsync è uno strumento poente per coloro che hanno necessità di grandi backup, come gli amministratori di reti o server, ma anche per il normale utente che cerca un modo sicuro, facile e veloce per creare copie di backup delle proprio foto delle vacanze.

Ciao a tutti.

P.S.: dimenticavo che Rsync può essere completamente automatizzato grazie al prezioso aiuo dello shell scripting.

Creare un share da Windows accessibile anche da GNU/Linux

In questo tempo le notizie interessanti da riportare in un blog come questo sono veramente diffuse con il contagocce.

Le ferie, il caldo che ti toglie la voglia di fare qualsiasi cosa mi fanno ripiegare sulle guide che fanno sempre comodo, leggendo in giro ho trovato questa che vi voglio riproporre alla mia maniera.

Vi voglio illustrare come creare e quindi accedere a delle cartelle in condizione di share create su Windows attraverso la vostra GNU/Linux box.

Insomma, per farla breve, condividere contenuti di qualsiasi genere con Samba da un pc Win ad un Tux (lo so che è cosa ormai facile da fare anche in modalità grafica ma il fascino della console è forte e poi una rinfrescata all’argomento non fa mai male).

Prima alcune formalità; proprio per non confonderci vi farò un elenco dei nomi usati in modo da sapere subito di cosa stiamo parlando:

  • MioUsername e MiaPassword i dati di autenticazione lato server
  • NomeServer il nome del pc Win
  • NomeShare la cartella o risorsa condivisa
  • MountDir sta ad indicare la cartella di mount nel pc Tux (vi consiglio di crearla nella vostra home)

è importante sapere che NomeServer deve avere un determinato indirizzo assegnato quindi o editate da shell il file /etc/hosts del pc linux dove andrete a dare una corrispondenza del nome del pc con il proprio ip o usate direttamente l’indirizzo ip del server windows trascurando il nome; l’importante è che ad un comando come questo dato in una shell:

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ping NomeServer

il risultato sia l’indirizzo ip della macchina Win che funge da server.

Installate quindi Samba.

Per montare uno share si utilizza il seguente comando che andrà digitato da shell (tutto in una riga):

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$ smbmount //NomeServer/NomeShare /MountDir -o username=MioUsername,password=MiaPassword

chiaramente il comando non è permanente quindi allo spegnimento del pc tutte le impostazioni date andranno a farsi benedire, se volete rendere il tutto bello stabile ed automatico dovete editare il file /etc/fstab:

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# /etc/fstab: static file system information.
#
#  — This file has been automaticly generated by ntfs-config –
#
# <file system> <mount point>   <type>  <options>       <dump>  <pass>
 
proc /proc proc defaults 0 0
# Entry for /dev/sda1 :
UUID=1d72ade8-9030-448e-83ab-f77b310510e0 / ext3 defaults,errors=remount-ro 0 1
# Entry for /dev/sda5 :
UUID=852a4458-2d45-4f57-9f88-a8221490c51a none swap sw 0 0
/dev/scd0 /media/cdrom0 udf,iso9660 user,noauto 0 0
#
# smbmount
#
//NomeServer/NomeShare /MountDir smbfs username=MioUsername,password=MiaPassword 0 0

le informazioni sopra scritte andranno aggiunte nel file dove essersi autenticati come root da terminale.

Quelle che ho scritto non sono dati validi per tutti ma andranno modificati a seconda delle vostre esigenze in generale dovete guardare alla ultima riga tralasciando le informazioni delle partizioni sovrastanti le quali non andranno assolutamente modificate.

Potete inserire anche più righe a seconda di quanti share vogliate creare.

Lo share appena montato può essere letto e scritto solo da un utente root mentre i normali user potranno solo leggere la cartella condivisa ma non modificare alcun file.

Ammettiamo di avere un utente di nome “Pippo” facente parte del gruppo “comunimortali” che volgiamo autorizzar alla lettura/modifica dei file, sarà sufficiente modificare la riga prima aggiunta la file /etc/fstab:

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//NomeServer/NomeShare /MountDir smbfs username=MioUsername,password=MiaPassword
uid=Pippo,gid=comunimortali  0 0

in questo modo l’utente sarà autorizzato, se vi sono molti utenti da autorizzare vi consiglio la costruzione di un gruppo apposito, ad esempio “grupposamba”, che andrete ad autorizzare diminuendo così le righe da aggiungere al file.

Avvolte è possibile che un utente non root non riesca a montare o smontare lo share in questione potete forzare il tutto con:

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chmod u+s /usr/bin/smbmnt
chmod u+s /usr/bin/smbumount

Buona condivisione.
Ciao a tutti.

P.S.0: dimenticavo il file fstab è di pubblico dominio e quindi accessibile a tutti che possono aprirlo e leggere le vostre credenziali di accesso verso lo share Win, per ovviare a tale problema create un file .smbaccess nella vostra home, scriveteci dentro user e pass dello share di Win ed eseguite i seguenti comandi da shell:

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$ echo username=MioUsername > /home/MIOUTENTE/.smbaccess
$ echo password=MiaPassword >> /home/MIOUTENTE/.smbaccess
 
chmod 600 /home/MIOUTENTE/.smbaccess/.smbpasswd

in questo modo avrete modificato i permessi di lettura del file, ora ritornate al file stab e modificate la riga della vostra condivisione come segue:

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$ //NomeServer/NomeShare /MountDir smbfs credentials=/home/MIOUTENTE/.smbaccess 0 0

Link

Ciao a tutti.

Controller Nintendo Wii Wiimote: prime prove tecniche su GNU/Linux

IL FATTO
Circa 3 settimane fa mi recai in una nota catena di negozi di elettronica con l’intenzione di acquistare una nuova autoradio per la mia AlfaRomeo.

Trovato il miglior rapporto qualità prezzo sempre con un occhio al design ed al mio budget feci l’acquisto che si rivelò , in un primo tempo, veramente felice ma dopo poche ore dall’acquisto l’autoradio decise di abbandonare questa mera vita terrena suicidando il carrello di trascinamento del laser del lettore cd/mp3 fino a fine corsa.

Constatato il fatto e con mia somma infelicità (la mia infelicità consiste nell’imprecare per un tempo variabile e comunque proporzionale alla gravità dell’evento………………..quell’autoradio era perfetta) decisi di ritornare al negozio dove con molta disponibilità e cortesia decidono di cambiare l’apparecchio.

“Ops era l’ultimo” mi sono sentito dire, “le faccio un buono e può prendere qualsiasi altra cosa vuole” di nuovo moooooolto infelice mi reco a scegliere un altro stereo per la mia car.

Ora, dopo aver scelto con cura, mi rendo conto che questo modello costa 39 euro meno del precedente ed alla cassa la signorina mi dice che sono soldi che non mi possono ridare ma rimangono a mia disposizione per un eventuale acquisto entro 6 mesi.

Penso a cosa posso acquistare con 39 euro in un negozio dove la cosa più inutile ne costa 100 e trovo l’illuminazione: una memory stick da 2 Gb per la mia PSP.

Guardo nello scaffale il prezzo che è di 39.90, perfetto penso io, ma qualcuno non la pensava allo stesso modo e decide che le memorie da 2Gb sono terminate, poco male ho 6 mesi tornerò.

Ieri mi reco al negozio convinto che dopo 3 settimane le benedette memorie sono ormai giunte dall’estremo oriente ma nulla, di memory da 2Gb nemmeno l’ombra ed è li che ho colto il vero significato delle mie vicissitudini Dio voleva che mi imbattessi nel controller della nintendo Wii per acquistarlo ed usarlo sul mio GNU/Linux.

Effettuo il pagamento dell’oggetto 39,30 euro ed in più mi aggiudico una penna Bluetooth per altri 9,90 euro con standard 2.0+edr da 10 metri.

COSA CI FAI CON IL CONTROLLER WII?
La domanda è lecita e la risposta è semplicissima lo uso al posto del mouse, ne avevo sentito parlare e mi ero anche documentato circa questa possibilità di implementare il controller in GNU/Linux per comandare il puntatore del mouse ma vista la completa (pensavo io) inutilità della cosa ho lasciato stare; in effetti abbandonai la cosa anche perché pensavo ad un costo proibitivo del controller.

Invece dato che la memory non era assolutamente necessaria ho ripiegato su qualcosa che mi potesse dare stimolo nell’uso del pc e di Linux.

Piccola Guida per installazione ed implementazione del controller wii su Ubuntu 7.04 e 7.10
Materiale necessario:

1) controller wii
2) dongle bluetooth
3) questo pacchetto software

in più dovete assicurarvi di avere installati i seguenti pacchetti:

  • autoconf
  • autotools-dev
  • libbluetooth2-dev
  • libgtk2.0-dev
  • flex
  • bison

Installazione Bluetooth

Come ormai saprete GNU/Linux non ha problemi di driver per quanto riguarda le dongle Bluetooth, l’importante è aver abilitato (lo sono i default io li avevo staccati per velocizzare un pò l’avvio) il modulo “Gestore dispositivi Bluetooth”.

Per controllare se il modulo è presente e correttamente caricato all’avvio è necessario andare in Sistema –> Amministrazione –> Servizi autenticarsi come root e spuntare ,se già non lo è, il modulo “Gestore dispositivi Bluetooth”.

Ora inserite la penna bluetooth ed attendete che dia segnali di vita di solito le stesse hanno un led di segnalazione che ne fa intuire il funzionamento.

Il pacchetto necessario all’installazione del bluetooth su Ubuntu è “bluez-gnome” e per l’installazione da un terminale:

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sudo apt-get install bluez-gnome

E’ il momento ora di capire se il dispositivo sia riconosciuto o meno e per fare ciò diamo il seguente comando nella shell:

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hcitool dev

come risposta dovreste ottenere una cosa simile:

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Devices:
hci0    00:09:DD:50:67:0A

questo significa che il vostro dispositivo è correttamente identificato (chiaramente il numero riportato nel vostro terminale non deve essere lo stesso).

Vi consiglio anche di installare due pacchetti che possono tornare sempre utili e sono:

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gnome-bluetooth
nautilus-sendto

il primo vi fa scegliere alcune preferenze sul funzionamento dell’interfaccia di comunicazione il secondo è il classico menù contestuale “invia a” che ora comprende anche il bluetooth tra le opzioni; ora il dispositivo dovrebbe funzionare io per testarlo ho preso il clssico telefonino ed ho provato sia la recezione che l’invio di una foto.

P.S.: consiglio l’acquisto di una delle periferiche qui elencate che sono state certificate come compatibili sia con GNU/Linux sia con il wiimote non fate come me che comprate la chiavetta incrociando le dite e poi la ritrovate elencata nella pagina web.

Abilitazione wiimote

I driver per GNU/Linux che sono in grado di interfacciarsi con il wiimote sono esattemente 5 chiamati rispettivamente:

1) WMD
2) CWiid
3) Wiiewer
4) Perlwiimote
5) Wiiuse

sono differenti tra loro per implementazione, difficoltà di installazione e linguaggio usato per la scrittura del software.

Attualmente alcuni si trovano in fase embrionale e non sono ancora (secondo me) utilizzabili, la mia guida verterà sul driver CWiid scritto in C presenta anche una comoda interfaccia grafica per la gestione delle varie funzioni del controller.

Per prima cosa scaricate questo pacchetto (è lo stesso riportato sul paragrafo materiale necessario) e scompattatelo in una directory di vostro gradimento.
Entrate nella directory che contiene i file appena estratti ed installate i pacchetti deb che vedete al suo interno, oppure entrate nella cartella da un terminale e successivamente date il comando:

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sudo dpkg -i *

che automaticamente vi installerà tutti i pacchetti.

Ora impugnate il controllere e premete i tasti 1 e 2 che si trovano su di esso, inizieranno a lampeggiare i led blu in fondo al dispositivo e da un terminale date il seguente comando:

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hcitool scan

ciò che vi sarà dato come output sarà:

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Scanning …
00:19:1D:7C:4F:C6 Nintendo RVL-CNT-01

chiaramente il numero del controller non sarà lo stesso.

Se tutto viene correttamente visualizzato siete sicuri che il vostro dongle è in grado di comunicare con il wiimote.

Ora sempre da una shell eseguite il seguente comando:

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sudo modprobe uinput

questo fa si che venga caricatto il modulo uinput necessario al corretto funzionamento del tutto.

Ora andate in Applicazioni –> Accessori –> WMControl e selezionate l’opzione che vi interessa.

Seguite i passaggi a schermo e divertitevi con il vostro nuovo mouse.

P.S.: spiegazione delle sigle del programma WMControl:

gamepad – per il gamepad del Wii
ir_ptr – relativo alle funzioni via ir
acc_ptr – muovere il cursore al movimento del telecomando
neverball – per giocare a neverball con il telecomando
nunchuk_acc_ptr – muovere il cursore con il nunchuk
buttons – per l’utilizzo dei bottoni

io uso l’opzione acc_ptr che oltre ad interfacciarsi con il mouse vi fornisce anche l’uso dei bottoni A, B e della croce direzionale che rispettivamente è come avere tasto sinistro, destro e scroll del mouse tradizionale.

Un pò di siti di riferimento:

LINK0
LINK1

Ora non vi resta che divertirvi a far girare il vostro cubo con il wiimote o controllare il vostro media center, magari Elisa, tramite i movimenti del vostro braccio.

Ciao a tutti.