La scuola italiana arranca nel comparto nuove tecnologie

Punto informatico ci presenta una spaccato della informatizzazione delle scuole e degli studenti italiani che lascia spazio a poche interpretazioni.

Il paragone è tra la scuola americana e quella del bel paese, la prima vede pc, professori preparati ed aziende che investono negli istituti scolastici in modo massiccio e continuativo la seconda invece presenta infrastrutture mancanti, professori per la maggioranza non preparati ad un insegnamento proiettato verso strumenti moderni e grandi lacune verso internet.

Esistono isole felici, come nel Trentino Alto Adige, dove l’ottica della modernità si affianca allo studio canonico delle materie scolastiche ma ancora non ci siamo e la quasi totalità degli studenti si trova senza “armi” per affrontare la vita lavorativa moderna.

Il governo da parte sua, pur promuovendo con grandi parole l’informatizzazione della scuola, non realizza progetti degni di nota per spingere su questo comparto dell’istruzione che sempre più si rivela importante per la riuscita di un corso di studi.

Una visione arcaica e demonizzata della rete, data dall’ignoranza scolastica di chi ci governa, non permette al paese di evolvere in un campo importantissimo per lo sviluppo futuro del paese.

Sentire comizi elettorali dove un candidato premier dichiara apertamente e senza problemi di non conoscere internet ed il mondo che ruota intorno ad esso non può far altro che allibire una popolazione; invece no, in Italia non funziona così, la poca cultura scientifica fa si che a tali affermazioni il pubblico risponda con una risata ed una buona considerazione dello stesso in quanto consapevole delle sue limitazioni.

Non sto facendo, e nemmeno ho intenzione di fare, campagna politica ma penso che queste frasi debbano far riflettere una popolazione che ritengo sull’orlo di un baratro culturale.

Spero quindi nella buona volontà di quelle persone che credono ancora nel buon insegnamento da fare stando attenti ai tempi che corrono ed alle evoluzioni di strumenti che la società non può ignorare.

Spero nell’impegno di queste figure che, per un pugno di euro, cercano di portare il livello di istruzione dei ragazzi a livelli accettabili e mi sento frustrato quando si sentono al tg le classifiche europee sulla cultura dei nostri studenti i quali inevitabilmente si piazzano agli ultimi posti.

Quale destino quindi ci attende??

Questa è la domanda di un cittadino come me, e penso come molti altri, che non vede prospettive rosee per il proprio paese.

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Ciao a tutti.

P.S.: e pensare che all’estero si fanno esami universitari con quiz a risposta multipla mentre da noi ci si “sbatte” per superare esami composti da progetto + scritto + orale………………

Il Cern e la rete del futuro

Se questa tecnologia è o non è quella destinata ad essere la rete internet del futuro non posso saperlo ma sicuramente questo nuovo tipo di implementazione lascia basiti difronte alla sua velocità ed alle enormi potenzialità che presenta.

Tutto nasce dall’esigenza di portare grandi moli di dati provenienti dal Large Hadron Collider (LHC) da un laboratorio all’altro del pianeta.

Gli scienziati hanno valutato che questa enorme valanga di informazioni, se fatta transitare all’interno dell’ordinaria rete internet, collasserebbe tutto il sistema attuale in pochi secondi.

Da qui l’idea di costruire una nuova rete parallela chiamata “THE GRID”, i lavori sono stati già iniziati e i primi dettagli sono impressionanti.

Tutto in fibra ottica, centri di instradamento a gogò e 55mila server che dovrebbero diventare ben 220mila in circa due anni, queste infrastrutture danno potenzialità da sogno si pensa che il trasferimento di tutta la discografia dei Rolling Stone dal Giappone alla Gran Bretagna posso richiedere soltanto due secondi.

Il gruppo di lavoro è ottimista su di una eventuale propagazione della rete, da effettuare nel prossimo decennio, anche alle utenze private.

Molti pensano che questo sia un sogno ma come non ricordare Arpanet confinata nelle mani di pochi eletti ma diventato Internet nelle mani di tutti.

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Ciao a tutti.