Dal vangelo secondo Ballmer……….

Ballmer mentre evangelizza gli utenti

Windows Vista: A work in progress. [Laughter, applause.] A very important piece of work, and I think we did a lot of things right, and I think we have a lot of things we need to learn from. Certainly, you never want to let five years go between releases. Can we just sort of kiss that stone and move on? Because it turns out many things become problematic when you have those long release cycles. The design point, what you should be targeting. We can’t ever let that happen again. We had some things that we can’t just set the dial back, but I think people wish we could. Vista is bigger than XP. It’s going to stay bigger than XP. We have to make sure it doesn’t get bigger still, and that the performance and that the battery life and that the compatibility, we’re driving on the things that we need to drive hard to improve.

E qualcuno si ostina ancora a dire che Vista è la rivoluzione nel modo di usare un pc………..

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Ciao a tutti.

P.S.: nel dubbio usare software OPEN

Nuovo governo vecchia minaccia ai blog

Anche se sono cambiate le “teste” mi sembra che le idee siano sempre e solo quelle ed ecco infatti ripresentarsi ancora la vicenda dei commenti ai blog.

Non c’è nulla di deciso e tutto è da fare ma una lettera di Riccardo Levi, uno dei promotori della precedente iniziativa e sottosegretario del governo passato, pubblicata su si un sito del governo italiano fa presagire un nuovo interessamento, o comunque di una preghiera di interesse, dell’attuale forza politica di fresco eletta al problema (secondo loro lo è ma non certamente per me) dei commenti lasciati sui blog e della impossibilità di rintracciare colore che hanno digitato da chissà quale tastiera.

La lettera recita così:

“Ho letto e ascoltato con piacere, nella giornata di oggi le parole dell’on. Bonaiuti e dell’on. Giulietti a favore di un approccio condiviso ad una riforma dell’editoria. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, considero queste prese di posizione coerenti con la felice tradizione del Parlamento italiano che ha sempre saputo trovare il modo per affrontare i temi dell’editoria in un’ottica e con un spirito che superassero le pur legittime divisioni tra gli schieramenti politici.

È con questo medesimo spirito che confermo la mia intenzione di ripresentare al prossimo Parlamento il disegno di legge per la riforma dell’editoria che, pur approvato dal Consiglio dei Ministri, non si era potuto formalmente trasmettere alle Camere per le dimissioni del Governo.

Si tratta, ci tengo a ricordarlo, di un testo elaborato, con la consulenza di una commissione di esperti presieduta dal prof. Enzo Cheli, sulla base del lavoro svolto dall’esecutivo precedente e arricchito con il frutto di un’amplissima consultazione di tutti gli operatori e di tutte le organizzazioni rappresentative del settore dell’editoria quotidiana, periodica e libraria.

Il primo, ancora informale ma positivo apprezzamento già raccolto sul testo del disegno di legge da parte delle competenti commissioni parlamentari e dalla Commissione Europea mi fa sperare che, sulla base di questo provvedimento, possano maturare nel Parlamento le condizioni per un lavoro fruttuoso ed in grado di portare all’approvazione di quella riforma che l’editoria italiana aspetta e richiede”.

Mi riservo di dire che se volete riformare l’editoria mi sta anche bene ma da qui a farmi passare da editore troppa acqua deve passare sotto i ponti.

Quindi lettori, colleghi o semplici amanti della libertà che sono il web può garantire facciamo sentire la nostra voce forte come qualche mese fa onde evitare queste stupide manovre che tanto mi sanno di censura.

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Ciao a tutti.