La lotta tra il nuovo ed il vecchio KDE
Prima di scrivere qualsiasi cose alcune premesse:
- non ho intenzione di dar vita a flames di alcun tipo o genere
- apprezzo il lavoro dei ragazzi del team di KDE
- adoro Gnome ma non disprezzo assolutamente DE alternativi in grado di apportare novità
detto questo passo al succo della questione.
Un certo Steven J. Vaughan-Nichols (qui il suo blog), giornalista esperto di informatica, ha espresso attrverso le sue autorevole impressione alcuni pareri sulla nuova versione di KDE che, come sappiamo, di recente è stata rilasciata in modalità 4.x.
Le dichiarazioni sono state rilasciate dopo l’utilizzo della nuova versione, le sue parole lasciano spazio a poche interpretazioni infatti quando afferma che nutre dei forti dubbi sulla possibilità che il nuovo KDE 4.x possa sostituire in pieno il vecchio KDE 3.
Il giornalista lamenta l’insufficiente semplificazione dell’ambiente e le scarse prestazioni del DE dopo averlo testato su due sistema GNU/Linux differenti come Kubuntu ed OpenSuse.
Personalmente ho provato il nuovo KDE solo in versione live quindi non posso dare giudizi circa la sua velocità ma posso invece farvi partecipi della mie impressioni d’uso.
Troppo…..tutto troppo affollato, informazioni che spuntano da ogni dove, magari utilissime, ma in quel momento non richieste, si viene sommersi dalla miriade di cifre o sigle che, secondo il mio modesto parere, distoglie l’utente dal suo obbiettivo finale.
Considerate anche che il sottoscritto odia i pulsanti avanti ed indietro delle finestre di Gnome e si limita ad avere un rettangolino con all’interno un elenco di oggetti.
Quello che mi sorprende di più è il grido di miracolo quando il progetto del nuovo KDE 4 stava per arrivare in porto, ammetto anche io che il sistema è pensato per essere innovativo e veramente funzionale ed a tal proposito avevo scritto un articolo molto interessante ma ormai perso insieme al mio database, ma nessuno si è mai ricordato di ammettere anche gli errori fatti.
Tutti quei software tagliati fuori perchè non più compatibili non sono certo una cosa che permetta all’utente, magari abituato ad usare i soliti 10 programmi, di riscontrare una maggiore fruibilità del DE.
Mi trovo quindi pienamente concorde con il sistema di sviluppo di Gnome che predilige la stabilità e l’affinamento del codice già scritto, pur inserendo molto lentamente piccole innovazioni, piuttosto che la via scelta dal team di KDE che ha voluto rivoluzionare in modo radicale quello che gli utenti si erano ormai abituati ad usare e recepire.
Non sono certamente io che posso giudicato l’operato di un gruppo di esperti informatici che lavorano per offrire innovazione libera e disponibile a tutti ma penso che delle volte sia necessario calarsi nei panni dell’utente medio ed abitudinario per capire se è il momento di sconvolgere le sue abitudini e se si scegliendo i tempi ed i modi giusti per farlo.
Ciao a tutti.


















