Stallman interviene sul cloud computing

Il cloud computing viene considerato da molti come il futuro della rete.

Sempre più servizi web si appoggiano su piattaforme create con questa tecnologia in grado di fornire risorse e potenza di calcolo solo quando necessaria ottimizzando nel contempo costi e risorse impegnate per la fornitura di questi servizi.

In questo panorama non poteva mancare la voce del guru del software libero e cioè il signor Stallman che dall’alto della sua posizione sputa sentenze contro questa tecnologia.

Le parole di Stallman sono pesanti come macigni e si abbattono sulle aziende interessate come una spada di Damocle ormai pronta alla caduta, più in particolare il noto programmatore americano accusa le aziende di avere creato delle vero e proprie trappole in grado di portare al definitivo affermarsi delle tecnologie proprietarie.

Non si citano solo questioni di privacy e dati personali, Stallman cita in esempio tutto il sistema di servizi offerti d Google, se ad esempio il nostro account Google fosse chiuso per qualsiasi ragione potremmo vedere persi non solo la nostra posta elettronica ma una miriade di altri contenuti quali contatti, documenti, immagini, foto ed altro ancora.

Forse le preoccupazioni di Stallman sono troppo forti, certo però che in una ipotesi del genere il danno sarebbe enorme visto come aziende del settore in stile Google siano in gradi di monopolizzare la nostra vita on-line, monopolizzazione che, anche se non lo desideriamo, si riflette in modo più o meno pesante nella nostra vita reale.

Quindi analisi magari catastrofista quella del nostro “maestro” ma che certamente merita molta attenzione per lo meno riguardo ai possibili scenari futuri.

Ciao a tutti.

Non scordate gli auguri allo GNU

Vi ricordate che cosa è successo 25 anni fa, precisamente nella data di oggi 27 Settembre??

Magari qualcuno di voi doveva ancora nascere o era nato da poco ma il giorno 27 Settembre del 1983 nasceva ufficialmente il progetto GNU guidato e fortemente voluto da Stallman.

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Ora non sto a ripetere tutta la storia del free software e di GNU/Linux, anche perchè spero che i lettori di questo blog la conoscano più o meno bene, ma desidero ugualmente fare gli auguri ad un progetto che negli anni ha contribuito a rendere l’umanità un po più libera.

Ciao a tutti.

Sosteniamo la campagna Dell + Linux in italia

Come molti di voi già sapranno la nota azienda americana produttrice di computer Dell commercializza in alcune nazioni, tra le quali anche nazioni europee, i propri computer provvisti di sistema operativo GNU/Linux.

Più in particolare la distro utilizzata è Ubuntu; molti utenti in Italia lamentano quindi la scelta del colosso di non rendere disponibili questi pc nel nostro bel paese.

Le scelte che possono far propendere per un pc marchiato Dell con sopra il pinguino sono chiare e palesi, se da una parte troviamo ottimi prodotti in quanto a costruzione e componenti possiamo vedere un ulteriore punto di forza all’iniziativa nel prezzo delle macchine che molto spesso si rivela estremamente competitivo.

Non ultimo possiamo dire che magari molte persone si trovano nella condizione di non passare a sistemi operativi alternativi a quelli Microsoft per una presunta, ma ormai quasi del tutto ingiustificata, mancanza di driver mentre, nel caso di pc con una disto GNU/Linux già installata dal produttore, si avrebbe la certezza di un supporto a tutte le loro componenti.

In questo panorama sembra davvero lodevole quindi l’iniziativa di un utente, Graziano Sorbaioli, che ha dato vita ad un progetto che ha come fine ultimo quello di far sentire la voce degli user italiani per stimolare la Dell alla fornitura anche nel nostro paese di macchine già corredate di sistema operativo aperto.

Il link dell’iniziativa è il seguente http://www.sorbaioli.org/blog/ ed è possibile partecipare attivamente contattando l’assistenza online della Dell chiedendo un pc con GNU/Linux installato, azione questa che dovrebbe stimolare il produttore, viste le numerose richieste, a fornire anche nel bel paese questo servizio.

Cliccate numerosi.

Ciao a tutti.

Il nuovo Gnomo ormai crsciuto fino alla 2.24

Senza dilungarmi troppo ecco le novità:

  • Empathy: il client di comunicazione istantanea basato su Telepathy, entra nel set dei programmi già inclusi nell’ambiente vedremo se saprà far meglio di Pidgin
  • Cronologia del lavoro: lo so non si chiama così ma è un nome che rende l’idea, si tratta di un applicativo che tiene traccia del tempo che dedicate ad ogni singolo lavoro che avete in corso il tutto coadiuvato da un sistema di statistiche e da vari grafici
  • Ekiga: in versione 3.0

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Ci danno anche il suo numero??

  • Visualizzazioni dei contenuti: supporto a diversi tipi di visualizzazione dei file all’interno delle cartelle, come ad esempio lo stile compatto, e nuova navigazione a schede
  • FileSystem Fat: avete presente quando spostate una cartella o un file che presenta un carattere particolare nel suo nome?? Ok adesso Gnome di propria spontanea volontà elimina i caratteri di questo tipo e ci mette un bel trattino senza protestare…..ottimo
  • Deskbar: migliorata con supporto alla ricerca diretta tramite i più importanti motori, calcolatrice, Twitter, identi.ca ed altri vari plugin direttamente prelevabili dagli archivi Deskbar on line
  • Migliorato il supporto al multi-monitor: questo mi crea una notevole fibrillazione celebrale, basta imprecare sullo xorg…..speriamo
  • Supporto ai temi audio migliorato
  • Nuovi sfondi e grafica migliorata
  • Migliore accessibilità per mouse e tastiera
  • Preparazione per la semina il passaggio alle GTK+ 3
  • Dipendenza dalle GTK+ 2.14

Direi che i punti salienti sono questi, bella versione di manutenzione….IMHO.

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Ciao a tutti.

HTC G1 ed Android disponibili…..sarà un successo o un flop??

Android sembrava il progetto dell’anno ma personalmente mi sento di dire che il tutto è stato presentato un po sotto tono, l’attesa non si è rivelata poi così spasmodica ma forse non è colpa del progetto in se ma della capacità di marketing di coloro che avevano il compito di pubblicizzare il nuovo terminale Linux based, in questo Steve Jobs, con le sue campagne pubblicitarie ormai leggendarie, è insuperabile.

In genere però noi adoratori del pinguino non ci facciamo impressionare da facili parole ma guardiamo più ai fatti quindi diamo uno sguardo, con occhio critico, alle notizie apparse in rete.

Iniziamo dall’hardware, come ormai tutti sapranno Android gira all’interno di un terminale prodotto da HTC che a tutti gli effetti è una delle aziende leader nel mercato delle soluzioni mobili avanzate.

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Design non eccelso ma lo vedo comodo

Il modello scelto è l’HTC G1 meglio conosciuto come Dream, l’hardware non è particolarmente potente per un prodotto di questa fascia ma ben si presta al target dichiarato (consumer e non business), è possibile trovare uno schermo da 3,17 pollici a 65.ooo colori, supporto al touch screen con una risoluzione di 480×320 ed una tastiera completa a scomparsa per una facile digitazione di testi ed sms.

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Le italiche connessioni ad una svolta entro il 2013

Che l’Italia non abbia mai brillato per la qualità, e la quantità, dei suoi servizi di connettività è una cosa ormai nota ed assodata ma presto il panorama potrebbe cambiare in modo “drastico”.

Qualche tempo fa mamma Telecom aveva reso pubblico il suo piano di sviluppo per gli anni a venire promettendo di portare la fibra ottica direttamente all’interno delle case degli italiani, subito si sollevò all’interno della blogosfera, e non solo, un alone di dubbio per quanto dichiarato dall’azienda.

“Promesse facili che come al solito finiscono al vento”, questa di fatto era la considerazione del popolo di internet alle dichiarazioni del più grande operatore nazionale.

Ora sembra, e sottolineo sembra, che altri si siano decisi a muovere alcuni passi per migliorare le comunicazioni internet nello stivale.

Le aziende coinvolte in questo nuovo piano hanno nomi altisonanti e tra di loro è possibile trovare Sky, Mediaset, Ferrovie dello Stato, Poste ed altri, l’offerta di sviluppo posta sul piatto prevede di fornire banda larghissima, si parla di oltre 20 mega, entro il 2013.

Il piano, denominato Next generation network, si basa sull’idea che un singolo ente non sia in grado di fare tutto il lavoro da solo e quindi risulta necessaria una collaborazione tra varie entità economiche.

La partecipazione delle aziende è di diverso tipo, se le ferrovie potrebbero fornire “cavi” dove sarebbe difficile dar vita ad infrastrutture più complesse che prevedono lavori imponenti lo stato potrebbe finanziare parte dei lavori.

Ovviamente sono forti gli interessi economici di aziende come Mediased o Sky che vedono nella ipTv una possibile fonte di reddito.

Sperando che anche queste promesse non siano solo parole gettate al vento auspico un reale interessamento da parte di tutte le aziende che potrebbero rientrare nel settore alla problematica della connettività nel nostro paese visti anche i risultati di una recente ricerca che vuole i paesi con uno sviluppo della rete più ampio ai primi posti per crescita economica.

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Ciao a tutti.

Due notiziole “minori”

In effetti tanto minori io non reputerei ma è anche vero che erano delle notizie prevedibili anche da coloro che magari sono un po più al di fuori degli argomenti in questione ma che si appassionano al mondo del software.

1) Mandriva scende nell’arena delle mini-distro per netbook

Una delle distro più utilizzate al mondo non poteva permettersi di evitare il mondo del netbook.

Per chi ancora non avesse informazioni circa questi piccoli pc i netbook sono una categoria di “portatili” dalle ridotte dimensioni e potenzialità ma dalla, almeno su carta, notevole autonomia in grado di sfruttare la rete in modalità wifi o tramite lan e di permettere una navigazione in rete in modo da essere sempre connessi senza rinunciare alla comodità di uno schermo di dimensioni superiori rispetto a quello di un telefonino o palmare ed alla potenza di un vero browser.

Solitamente questi dispositivi vengono venduti corredati da un sistema operativo GNU/Linux modificato ad hoc dalla azienda produttrice ma spesso lo stesso viene sostituito con distro diverse direttamente dall’utente.

Mandriva però ha scelto una strada differente, non desidera essere adottata dall’utente finale ma preferisce arrivare a noi già all’interno delle macchine che andremo a comperare quindi si propone direttamente come OEM non disponibile per il pubblico, la mini-distro prende il nome di Mandriva-mini e si basa su Spring08 e, a detta degli sviluppatori, avrà tempi di boot nell’ordine dei 40 secondi.

Supportate tutte le parti essenziali di un netbook come ad esempio i processori Atom, gli ssd e dispositivi per la connessione, l’interfaccia grafica studiata appositamente completa l’offerta di Mandriva.

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2) Google e Mozilla prendono il meglio l’una dall’altra

La annunciata guerra tra browser forse si trasformerà in una sorta di collaborazione e di rincorsa per chi immetterà sul mercato il prodotto migliore.

Google e Mozilla infatti hanno dichiarato di apprezzare alcune caratteristiche dei rispettivi prodotti, più in particolare la grande G osserva il sistema di plugin di Firefox, che molto ha contribuito al suo successo, pensando di implementarlo con alcune modifiche nel suo prodotto.

Dall’altra parte della barricata Mozilla tesse lodi per il sistema di gestione delle Tab di Chrome, il quale rende il browser molto stabile e potenzialmente sicuro, pensando ad una implementazione in Firefox.

Nulla da dire, ottime notizie che rivalutano il modello di sviluppo Open.

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Symbian vs Linux Mobile

Ora che il progetto Linux Mobile ha preso forma ed inizia a farsi interessante le critiche dagli altri colossi del software per telefonia mobile non tardano ad arrivare.

Prima tra tutte Symbian, che da poco si è convertita all’Open sources, l’azienda infatti accusa il progetto Linux Mobile di estrema frammentazione e quindi di non essere in grado di presentari prodotti validi in virtù dello sparpagliamento di risorse a destra ed a manca.

Più precisamente Jerry Panagrossi, il vice presidente dell’azienda in Nord America, ha espresso il suo concetto in termini molto poco convincenti dichiarando che i produttori, seguendo la via Linux, si dovrebbero caricare di una mole di lavoro troppo grande in quanto partirebbero per lo sviluppo solo da kernel.

Ovviamente il sottoscritto la pensa esattamente al contrario, se il lavoro che ogni compagnia produce fosse rilasciato in modalità Open si vedrebbero fiorire nuovi progetti in pochissimo tempo grazie alla possibilità di sfruttare il codice già scritto da altri per iniziare ad implementare la propria idea all’interno del dispositivo e diventando poi a sua volta spunto per altri.

Comunque il mio parere è pressoché inutile se confrontato con quello di Mirgan Gillis, attuale direttore esecutivo della fondazione, che in modo molto schietto e diretto ha portato dati e non parole riferendo a Symbian che attualmente esistono ben 23 modelli di cellulare che si avvalgono della tecnologia LiMo e, mentre Symbian ha dalla sua parte Nokia, loro hanno le solide spalle di 5 milioni di sviluppatori.

Prevedo scintille per il prossimo periodo.

Ciao a tutti.

gNewSense, la distro libera nel mondo dei liberi

Per chi non la conoscesse la gNewSense è la distro libera per eccellenza.

Essa è direttamente sponsorizzata dalla FSF (free software foundation) ed include solo ed esclusivamente codice libero ed aperto rispettando in questo modo le direttive della fondazione di Stallman.

La versione corrente è la 2.1 dal nome in codice deltah ed è disponibile per il download direttamente attraverso il sito http://www.gnewsense.org/static/homepage/.

Una delle novità di questa ultima versione è la rimozione, seguendo l’ottica del progetto, dei componeni GLX necessari per l’abilitazione dell’accelerazione grafica OpenGL.

Gli stessi componenti comunque possono oggi essere riammessi in questa, ed altre, distro in quanto ormai rilasciate da SGI sotto una licenza identica a quella MIT dello Xorg.

Il supporto a questa distro non è particolarmente grande quindi non troverete eccessive informazioni o forum nella rete pronti a tendere una mano agli eventuali utilizzatori è comunque vero che esiste un forum, un canale irc ed una lista del progetto stesso.

L’ambiente grafico è Gnome e per alcuni versi sembra di trovarsi all’interno di Ubuntu, in effetti è più di una sensazione in quanto la derivazione della distro è proprio questa, ma è possibile accorgersi subito delle differenze nel momento in cui si volesse installare del software non-free il quale non sarà disponibile nei repo.

Proprio perchè derivante da Ubuntu essa utilizza il formato deb per i suoi pacchetti insieme allo stupendo gestore synaptic.

Personalmente la ritengo una ottima e valida alternativa alle distribuzione più blasonate.

Ciao a tutti.

Microsoft aperta a collaborazioni con il mondo Open?? Ma chi ci crede

Alla ZendCon 2008 arrivano dichiarazioni da parte di Microsoft per quanto riguarda quello che la stessa azienda sta facendo per il mondo Open.

Si sciorinano parole facili di progetti altisonanti e grandiosi tra i quali la collaborazione con Novel per rendere OpenOffice e Microsoft Office sempre più compatibili tra loro, sostegno al porting di Silverlight, supporto a database con sorgenti aperti, il finanziamento per lo sviluppo del progetto Apache il tutto incollato sapientemente insieme dall’onnipresente espressione della interoperabilità.

Personalmente mi trovo scettico ed anzi piuttosto critico in quello che la Microsoft fa per poi spacciare come aiuto alla comunità Open.

Se esaminiamo caso per caso vedremo che gli aiuti forniti hanno sempre un secondo fine che non possiamo certamente definire come coerente con la filosofia Open.

Partendo dall’interoperabilità cercata con il software OpenOffice come non ricordare la sentenza europea, corredata da mega multa, che “invitava” il colosso alla collaborazione per quanto riguarda la guerra dei formati, possiamo poi ricordare come Silvelight sia un prodotto dello “zio Ballmer”, Bill è ormai in pensione, in netta concorrenza con altri della Adobe ed è possibile quindi scorgere un fortissimo leggero interesse da parte della direzione circa il porting e quindi l’adozione di questa tecnologia all’interno del pinguino, “grazie Miguel”, a tutto discapito di altri prodotti che minaccerebbero le quote di mercato.

Come poi non nominare i database a codice aperto dove la creatrice di Windows teme aziende come la Sun finendo con il sostegno finanziario a progetti come Apache che si trova in netta concorrenza con le soluzione server di Redmond, magari da un lato si erogano soldi e dall’altro si rubano informazioni o codice??

Concludendo non mi trovo troppo contento delle esternazioni fatte dal capo dell’Open Source Technology Center della stessa azienda che troppe volte ci ha deluso con campagne pubblicitarie denigratorie ed azioni legali di dubbia correttezza basate sulla forza delle risorse economiche disponibili.

Mi sento di consigliare estrema cautela nel considerare queste iniziative buone e facente parte di un rinnovato spirito aziendale che cerca nella collaborazione il business del futuro.

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Ciao a tutti.