Anche se per aspetti e target diversi queste tre grandi società che operano nel settore informatico hanno a che fare con software open sources e proprio per questo sono sempre in prima linea nel promuoverlo dimostrando che anche fornendo software gratuito è possibili creare un business importante e remunerativo.
Iniziamo da Red Hat questa software house è da sempre impegnata nella produzione di software di tipo Open che siano essi semplici applicazioni o sistemi operativi.
La loro distribuzione più famosa è sicuramente Red Hat destinata alle grandi infrastrutture mentre per il grande pubblico troviamo Fedora, un progetto comunitario basato sui sorgenti di Red Hat.
Molte solo le grandi e media aziende che negli anni si sono rivolte a Red Hat per “armare” le proprie reti ed i propri server, ora la notizia del giorno è che la nota azienda produttrice ha annunciato l’avvio di un ampio programma di assistenza, ovviamente a pagamento, per i progetti da loro creati che passa da 7 a 10 anni.
Con questa mossa i dirigenti del “cappello rosso” vogliono certamente fornire un migliore e più duraturo supporto alle aziende paganti ma sicuramente anche estendere una fidelizzazione di mercato.
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La seconda notizia riguardano invece i famosi pc per i paesi in via di sviluppo di Negroponte; dopo il successo del progetto “uno lo compri l’altro lo regali” ecco ripresentarsi la stessa formula di vendita appoggiata da un colosso come Amazon.
Il bello dell’iniziativa, oltre naturalmente la sua vocazione filantropica, è che da oggi è possibile ordinare il prodotto anche fuori dai confini americani grazie al sito inglese di Amazon.
Quindi per a “modica” cifra di 399 dollari (275 sterline nel caso inglese) vi portate a casa un OLPC mentre un’altra macchina identica alla vostra prenderà il volo avendo come destinazione uno dei paesi in via di sviluppo.
La pagina tramite la quale acquistare il tutto è raggiungibile da qui.
Altra nota estremamente positiva è la vendita esclusiva di questi portatili con il solo sistema operativo GNU/Linux, la versione con WinXP opportunamente modificato non è disponibile.
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Ultima ma non ultima Mozilla che in questi anni ha visto lievitare i propri introiti in modo netto.
Con un incremento del 12% le entrate del 2007 sono ammontate a ben 75 milioni di dollari, in questo gioco economico Google entra a pieno titolo visto che molti dei 75 milioni di dollari vengono dal vantaggioso accordo Mozilla-Google.
Il segreto della fondazione però è non accomodarsi sugli allori ed ecco infatti che le spese per il 2007 sono state stimate in 33 milioni di dollari in aumento del 68% rispetto a quelle del 2006.
Molti di quei soldi sono andati in spese di gestione, stipendi al personale e nuove infrastrutture ma è lodevole anche il contributo di un milione di dollari destinati a borse di studio.
Per l’anno corrente i destinatari dei dollari “donati” saranno GNOME, Creative Commons, la Oregon State University, ed il Seneca College.
Cosa aggiungere se non “ecco un classico esempio di un progetto basato sull’open sources che ha dato vita ad una fondazione economicamente sana”.
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Ciao a tutti.