Test Ubuntu vs. OpenSolaris vs. FreeBSD

Per chi appassionato di test volti a misurare le pure prestazioni di un sistema operativo Phoronix ha pubblicato un articolo dove vengono confrontate le velocità di Ubuntu, OpenSolaris e FreeBSD con il solito rigore al quale la “testata” ci ha abituato.

I test svolti sono molteplici e toccano i più importanti ambiti di utilizzo dei sistemi operativi in questione, personalmente ho trovato i risultati sorprendenti e rimango sempre più convinto delle mie scelte in fatto di OS.

Vi lascio quindi alle vostre valutazioni personali senza anticiparvi nulla riguardo ai risultati ottenuti.

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Ciao a tutti.

Su Red Hat e SCO

Inverto l’ordine del titolo per fornire due notizie più o meno significative sul mondo di GNU/Linux.

Il caso SCO termina il suo percorso giuridico

E’ proprio il caso di dire che SCO ha racimolato una gran bella sconfitta al tribunale che quasi sicuramente porterà l’azienda alla chiusura visto che già navigava in cattive acque.

Se non ricordate SCO, dichiarando di essere stata vittima di furto di codice, aveva trascinato Novell in tribunale ormai parecchio tempo fa.

Processi e cause legali si sono susseguite per lungo tempo senza esclusione di colpi bassi da parte dei due contendenti fino alla promulgazione del verdeto finale che vuole una Novell vittoriosa con tanto di cifra astronomica di risarcimento.

SCO Group deve elargire verso le casse di Novell qualcosa come 3,5 milioni di dollari (conto approssimativo) frutto di multa, interessi e condanna pecuniaria.

Ovviamente soddisfatti i boss di Novell all’azienda è stata anche assegnata la paternità del codice SVRX conteso, un po meno soddisfatti i vertici SCO che si trovano con un risarcimento importante ed un conto aziendale da 600 mila $ senza ovviamente considerare le parcelle degli avvocati……e non faccio commenti.

Red Hat si pronuncia, Fedora è la più popolare

Altro che Ubuntu, Debian o OpenSuse gli utenti del kernel Linux amano Fedora e non si discute.

Questo in sintesi il commento di Paul Frields che dichiara che quasi un milione di utenti in più usa Fedora rispetto alla seconda classificata Ubuntu.

Personalmente non mi importa molto su chi, cosa o come…….l’importante è usare il pinguino.

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Ciao a tutti.

Nagios, per monitorare la vostra rete

Nagios è un software open che ben rappresenta le potenzialità e la proverbiale qualità del software open sources, si presenta come un monitor di computer e rete efficiente ed altamente personalizzabile.

L’installazione del software non è particolarmente difficile ma richiede alcuni accorgimenti particolari da rispettare assolutamente se si desidera un sistema funzionante e stabile da subito ottenendo una schermata del genere.

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Come i Lego ma Open sources…….

Da sempre uno dei più grandi problemi degli ingegneri del software libero è quello dell’hardware dalla caratteristiche chiuse e proprietarie.

Scontrarsi ogni giorno con schede di qualsiasi genere che non svelano facilmente i loro segreti può diventare frustrante specie se si deve ricorrere alla difficilissima arte del reverse engineering.

Molti dei nuovi software open che vanno ad equipaggiare i dispositivi più disparati sono disegnati e costruiti su misura per l’apparecchiatura sul quale gira e, se da una parte questo modello di sviluppo permette di avere sempre il massimo dal proprio hardware, dall’altra porta ad proliferazione di codice specifico.

Sarebbe interessante sviluppare un sistema hardware orientato solo ed esclusivamente ai progettisti di software (ma non solo) ed è questo infatti quello che sta facendo la Bug Labs.

Invece di sviluppare hardware e poi software specifici, l’azienda mira a fornire moduli elettronici e software da interconnettere tra loro nel modo che più si preferisce fino a creare il prodotto che li sviluppatori hanno in mente.

Oltre ad evidenti benefici economici che si avrebbero in fase di sviluppo è possibile vedere in questo progetto un timido tentativo di percorrere le strade del futuro rispetto al mercato hardware, un futuro che vuole dispositivi con interfacce standard in grado di interconnettersi tra li loro al fine di creare dispositivi e macchine con le potenzialità richieste e niente di più.

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Un repo per degli screeshots

La cara vecchia mamma Debian ha creato l’ennesimo servizio che potrebbe avere qualche utilità nella vita di tutti i giorni.

Quante volte vi è capitato di vedere il vostro tema deturpato da software che impongono l’utilizzo di una grafica certamente non accattivante??

Vi siete mai trovati nella condizione di dover scegliere tra diversi software per uno stesso lavoro e solo dopo la loro installazione vi siete resi conto che la loro interfaccia utente non era all’altezza??

Personalmente sono problemi che credo siano riscontrabili ogni giorno da chi magari è alla prime armi con la propria installazione di GNU/Linux.

I ragazzi di Debian hanno pensati bene di porre un rimedio a tutto questo ed il rimedio si chiama http://screenshots.debian.net/.

Il sito propone screenshots di applicazioni per GNU/Linux direttamente postati dagli utenti stessi, ad una settimana dalla sua inaugurazione sono stati raccolti ben 740 schermate diverse tutti forniti volontariamente dalla comunità.

Volete quindi sapere ad esempio come si presenta Glade, il software ideale per disegnare interfacce grafiche in GTK2+?

Eccolo qui:

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direttamente da screenshot.debian.net

Ciao a tutti.

Applicazioni iPhone per gli amanti del pinguino

Il successo del terminale della Apple, più o meno meritato, è ormai una certezza.

Se da una prima sommari analisi di mercato le vendite, almeno inizialmente, erano un po deludenti ora è possibile vedere come Apple abbia conquistato grandi fette di mercato a discapito di aziende ben più importanti in questo settore come Nokia.

Con il proliferare dei dispositivi sul mercato anche il panorama software si è via via ampliato ed è possibile acquistare o scaricare direttamente sul proprio telefono migliaia di programmi facendo uso del nogozio on-ine che Apple ha ben pensato di allestire visto i numerosi proventi che genera.

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Ci sono anche vie meno classiche per usufruire di software per il proprio iPhone grazie allo sblocco dello stesso è infatti possibile installare su di esso software non approvati da Apple e quindi disponibili su repo differenti da quello ufficiale gestibili tramite programmi di gestione dei pacchetti, Cydia ed Installer, alternativi a quello ufficiale di Cupertino.

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Red Hat, Amazon e Mozilla in prima linea con l’Open software

Anche se per aspetti e target diversi  queste tre grandi società che operano nel settore informatico hanno a che fare con software open sources e proprio per questo sono sempre in prima linea nel promuoverlo dimostrando che anche fornendo software gratuito è possibili creare un business importante e remunerativo.

Iniziamo da Red Hat questa software house è da sempre impegnata nella produzione di software di tipo Open che siano essi semplici applicazioni o sistemi operativi.

La loro distribuzione più famosa è sicuramente Red Hat destinata alle grandi infrastrutture mentre per il grande pubblico troviamo Fedora, un progetto comunitario basato sui sorgenti di Red Hat.

Molte solo le grandi e media aziende che negli anni si sono rivolte a Red Hat per “armare” le proprie reti ed i propri server, ora la notizia del giorno è che la nota azienda produttrice ha annunciato l’avvio di un ampio programma di assistenza, ovviamente a pagamento, per i progetti da loro creati che passa da 7 a 10 anni.

Con questa mossa i dirigenti del “cappello rosso” vogliono certamente fornire un migliore e più duraturo supporto alle aziende paganti ma sicuramente anche estendere una fidelizzazione di mercato.

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La seconda notizia riguardano invece i famosi pc per i paesi in via di sviluppo di Negroponte; dopo il successo del progetto “uno lo compri l’altro lo regali” ecco ripresentarsi la stessa formula di vendita appoggiata da un colosso come Amazon.

Il bello dell’iniziativa, oltre naturalmente la sua vocazione filantropica, è che da oggi è possibile ordinare il prodotto anche fuori dai confini americani grazie al sito inglese di Amazon.

Quindi per a “modica” cifra di 399 dollari (275 sterline nel caso inglese) vi portate a casa un OLPC mentre un’altra macchina identica alla vostra prenderà il volo avendo come destinazione uno dei paesi in via di sviluppo.

La pagina tramite la quale acquistare il tutto è raggiungibile da qui.

Altra nota estremamente positiva è la vendita esclusiva di questi portatili con il solo sistema operativo GNU/Linux, la versione con WinXP opportunamente modificato non è disponibile.

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Ultima ma non ultima Mozilla che in questi anni ha visto lievitare i propri introiti in modo netto.

Con un incremento del 12% le entrate del 2007 sono ammontate a ben 75 milioni di dollari, in questo gioco economico Google entra a pieno titolo visto che molti dei 75 milioni di dollari vengono dal vantaggioso accordo Mozilla-Google.

Il segreto della fondazione però è non accomodarsi sugli allori ed ecco infatti che le spese per il 2007 sono state stimate in 33 milioni di dollari in aumento del 68% rispetto a quelle del 2006.

Molti di quei soldi sono andati in spese di gestione, stipendi al personale e nuove infrastrutture ma è lodevole anche il contributo di un milione di dollari destinati a borse di studio.

Per l’anno corrente i destinatari dei dollari “donati” saranno GNOME, Creative Commons, la Oregon State University, ed il Seneca College.

Cosa aggiungere se non “ecco un classico esempio di un progetto basato sull’open sources che ha dato vita ad una fondazione economicamente sana”.

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Ciao a tutti.

Chi ha reso famoso GNU/Linux alla grande utenza??

Pochi giorni fa ero alle prese con una sessione di chat che vedeva all’altro capo del modem un mio carissimo amico, gli argomenti erano quelli soliti: politica, pc, internet, open sources e molto altro.

La mia attenzione fu stimolata quando, durante il colloquio, uscirono le parole Google Trends.

Avevo sentito parlare del servizio di Google ma sinceramente non avevo mai saggiato le sue potenzialità quindi perchè on puntare il browser verso l’indirizzo http://www.google.com/trends??

Il servizio fa ancora parte della scuderia di funzionalità offerte dal comparto sperimentale del noto motore di ricerca chiamato Google labs ma presenta fin da subito un grande potenziale.

Questa volta Google ha pensato bene di sfruttare i termini utilizzati per le ricerche on-line degli utenti al fine di costruire dei grafici dove sia possibile confrontare la notorietà di alcuni termini con altri.

Il metodo migliore per rappresentare questi risultati sono ovviamente dei grafici che presentano tanti tracciati quanti sono i termini di ricerca inseriti sulla barra apposita separati ogni volta da una virgola.

Dopo le prime sperimentazioni ludiche ho pensato, sotto suggerimento del mio interlocutore, di confrontare le maggiori distribuzioni GNU/Linux presenti sul campo.

Il risultato è stato subito palesato ai miei occhi con questo grafico:

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Come è possibile notare dall’immagine, mentre tutte le altre distribuzioni hanno avuto una sorte simile fatta di costanza nel tempo o magari di leggere perdite di popolarità, Ubuntu è riuscita a crescere in modo sorprendente in tutto il suo arco di vita fino ad ora passato iniziando nell’ormai lontano 2004.

Oltre a questo stupendo grafico il nuovo servizio made in Google offre di più, sarà sufficiente infatti scorrere la pagina per scende più in basso e trovare gli stessi dati, utilizzati per la costruzione del grafico, divisi per regione di provenienza.

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Notate come l’Italia sia al primo posto in tutte le tre classifiche facendoci capire come Ubuntu nel nostro paese sia molto di più che una distribuzione tra le tante ma piuttosto la distro per eccellenza.

Successivamente mi sono fatto prendere dalla mano ed ho deciso di provare l’accoppiata Ubuntu, Linux questo è il risultato:

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La discesa pericolosa nel termine di ricerca Linux è accompagnata dalla salita del termine Ubuntu registrata anche nell’altro grafico ma il fatto più significativo è la possibilità di convergenza delle due curve.

Personalmente ho estrapolato delle mie convinzioni circa questi dati:

  1. Ubuntu è una, se non la prima, ra le distro più usate
  2. Il successo di Ubuntu ha dato una spinta al comparto open
  3. Gran parte dei successi di GNU/Linux fatti registrare in ambiente domestico da GNU/Linux è da attribuire all’influenza di Ubuntu
  4. La comunità, e più in generale l’interessa dell’Italia, verso questa distro è notevole
  5. La comunità italiana conduce un ottimo lavoro
  6. Ovviamente non tutto il merito è da attribuire alla Canonical…….

Adesso che ho felicemente esposto il mio punto di vista potete pure partire con i numerosi flames che sono sicuro questo post scatenerà.

Ciao a tutti.

Un grande sostenitore di tutto il software libero

Annaspando per la rete mi sono imbattuto in un filmato che più di ogni altra cosa rappresenta lo spirito che si cela dietro gli uomini e le donne che fanno parte di quel movimento informatico globale libero meglio noto come Open sources.

Il signore che parla nel video si chiama Ace Suares ed è da sempre un utilizzatore di software libero come ha modo di spiegare durante l’intervista nella quale dice esplicitamente di non aver mai usato Windows.

Questo “avvocato” difensore di tutto ciò che è open è grande in tutto i termini, sia come conoscitore del sistema GNU/Linux sia come mole fisica visto che arriva quasi a sfiorare i 2,5 metri di altezza, in compenso vive a Curacao una piccola isola delle Antille Olandesi e si occupa, insieme alla moglie, dello studio di web design e di hosting ovviamente basato su GNU/Linux.

Sempre il prima linea quando di tratta di evangelizzare con il verbo del software FOSS organizza corsi, conferenze e seminari per portare la cultura del libero a più quante persone possibili.

Fermo sostenitore del software libero nelle imprese e nella pubblica amministrazione è la più chiara ed evidente dimostrazione di come, anche in una zona certamente non al centro delle attività informatiche del mondo, ci siano persone pronte a sostenere e credere nella libertà del codice.

Ecco a voi il video:

Ciao a tutti.

Fennec in pre-alpha e GNU/Linux su iPhone

Fennec, il progetto di casa Mozilla per un browser adatto a dispositivi mobili, è arrivato finalmente alla versione pre-alpha ed è compatibile con i MID Nokia N800, N810 e tutte le piattaforme più note quindi GNU/Linux, Mac e Win.

L’invito degli sviluppatori è quello di scaricare e provare il software al fine di segnalare problemi riscontrati aiutando così lo sviluppo successivo del browser che lo porterà ad essere, si spera, uno dei punti di riferimento nel comparto dei browser mobili.

Le caratteristiche del progetto sono notevoli, supporto touch screen con dispositivi forniti di tale tecnologia, blocco pop-up, gestione password e la “awesome bar” in più la futura possibilità di condividere con il fratello maggiore Firefox il motore Java TraceMonkey e la geolocalizzazione.

Il software è disponibile all’indirizzo http://www.mozilla.org/projects/fennec/1.0a1/releasenotes/, da sottolineare ancora una volta la natura pre-alpha del progetto che per definizione potrebbe presentarsi altamente instabile e soggetto a numerosi bug.

La versione finale dovrebbe essere pronta per il 2010 secondo indiscrezioni che circolano in rete ma prima di questa data dovrebbe essere disponibile una versione in grado di girare su piattaforma WinMobile.

Sempre in tema di dispositivi mobili è da segnalare il progetto “Linux on iPhone”, in realtà, secondo uno dei padri del cellulare Apple, il sistema operativo GNU/Linux fu già preso in considerazione in fase di sviluppo per equipaggiare il cellulare successivamente però l’idea fu scartata per dare spazio ad una versione di MacOSX creata ad hoc per il dispositivo.

I problemi per un probabile porting sono molteplici e molto spesso di non facile risoluzione, la documentazione inesistente circa l’hardware del dispositivo rende molto difficoltoso lo sviluppo di driver.

Se da un lato molti vedono questo progetto difficile e di dubbia utilità c’è chi risponde con la possibilità di scegliere il sistema che più vi aggrada, infatti una volta riuscito il porting questo aprirebbe il dispositivo a tutti gli altri sistemi operativi Linux based per cellulare come ad esempio Android, Maemo Ubuntu mobile quindi si avrebbe una scelta ampia che lascerebbe piena libertà all’utente sul sistema operativo da utilizzare.

Si è ancora in alto mare ma il team che si è prefissato questo obbiettivo è molto fiducioso per il futuro stesso del progetto.

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Ciao a tutti.