Ed ora Fennec per tutti

A quanto pare non siamo poi così lontani dalla versione finale del tanto atteso, promesso ed agognato browser mobile di casa Mozilla.

Il nome in codice Fennec è noto da molto tempo ma di dati certi non se ne hanno molti, questo nuovo browser per la navigazione nomadica dovrebbe equipaggiare i dispositivi mobili di nuova generazione fornendo comodo accesso a tutte le pagine web.

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Ed ecco che, dopo un primo rilascio disponibile solo su piattaforma Nokia 810, siamo arrivati finalmente alla data fatidica del primo rilascio per piattaforma windows mobile.

La prossima settimana il nuovo prodotto della fondazione Mozilla farà la sua comparsa sui dispositivi della serie Touch Pro della nota azienda di terminali evoluti HTC confermatasi da tempo uno delle case costruttrici leader del settore.

Se siete particolarmente curiosi di vedere questo browser alternativo all’opera, ma non possedete un terminale HTC, potete comunque emulare l’ambiente di lavoro facendo riferimento a questa pagina redatta direttamente della fondazione Mozilla.

Ciao a tutti.

Google Chrome….quanto è sicuro?

Analizzare la sicurezza di un prodotto Open come il browser di Google prevede una analisi del codice sorgente in tutte le sue parti.

Un compito difficile e molto lungo che sicuramente viene eseguito in modo scrupoloso dai programmatori Google ma che, grazie al modello di sviluppo open del progetto, può essere eseguito da qualsiasi esperto di sicurezza che vuole dare una mano al progetto del browser targato BigG.

Una prima valutazione della sicurezza del browser può però essere data attraverso uno studio concettuale, e non solo, del software.

Chrome è stato concepito per ottenere un browser veloce, sicuro e multi piattaforma; il modello concettuale di sicurezza applicato al progetto è sicuramente vincente, ogni singola pagina web è un processo separato all’interno del programma quindi rendering, spazio di memoria, strutture dati globali, token di accesso, scheda URL e tutto il resto sono separati per ogni singola pagina visualizzata.

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Questo limita il campo di azione di un possibile codice maligno alla sola tab riguardante il processo stesso la quale può essere considerata come una istanza di sistema del browser stesso infatti lo stesso software presenta una propria utility per la gestione dei processi interni allo  stesso.

Volendo fare una paragone estremo, ma ovviamente non corretto, possiamo dire che il browser si comporta come una macchina reale dove ad ogni sito aperto corrisponde una macchina virtuale che ne garantisce il corretto accesso ed il suo funzionamento.

Non mancano comunque delle riserve sul software; potrebbe essere discutibile la scelta di Google di produrre un browser che per essere installato non richiede privilegi di amministratore, in questo caso il controllo da parte dei gestori di grandi reti è sicuramente molto difficile.

Con l’installazione del prodotto viene installato anche un programma per la gestione degli update di tutti quei software prodotti da Google, l’applicazione è totalmente trasparente all’utente e si prende in carico la gestione degli aggiornamenti del browser e di tutti gli altri prodotti.

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iPhone e Linux, un rapporto destinato a crescere

Grazie alla propria flessibilità, alla sua leggerezza ed al fatto di avere tutti i sorgenti disponibili il kernel Linux è da sempre il candidato ideale per andare a sostituire qualsiasi kernel poco gradito in oggetti di uso comune.

Il grande successo, meritato o meno, che il telefono Apple ha suscitato nella comunità è stato un efficacissimo catalizzatore per le attenzioni di programmatori ed esperti desiderosi di vedere Linux fare qualche passeggiatina all’interno dell’hardware iPhone.

Attualmente la situazione per i possessori del terminale di Cupertino si divide in due strade diverse:

  1. il terminale rimane come Apple vuole con tutte le sue limitazioni delle quali alcune molto pesanti
  2. si procede ad uno “sblocco” del dispositivo attraverso il tool sviluppato dal Dev-Team.

La rottura dei limiti imposti dal costruttore permette di avere una piattaforma in grado di accogliere software auto-prodotto o scaricabile dalla rete grazie ai due tools Installer e Cydia.

Si sa però che l’utenza GNU/Linux è molto esigente e non si accontenta di queste soluzioni a metà; il classico Linux user vuole un hardware, il software lo sceglierà lui.

Avere un iPhone con Linux sopra significherebbe aprire le porte a progetti che possiamo ritenere più o meno maturi, vedi Android o openMoko, con tutta la flessibilità che queste piattaforme portano con se, il tutto su di un ottimo hardware, un design ed una qualità costruttiva eccellente ( il solo sistema touch merita gli onori e parlo da utente di telefoni completamente touch da ben tre generazioni di terminali ).

Uno degli hacker del dev-team sembra voler tentare la migrazione e da qualche tempo porta avanti un progetto chiamato “fantasiosamente” iPhoneLinux.

Inizialmente i risultati non erano molto incoraggianti ma si è ormai arrivati a quello che è possibile considerare come un punto di svolta, un kernel della serie 2.6 è stato completamente implementato su di un iPhone, qui il video:

http://www.vimeo.com/2373142

Complimenti quindi a planetbeing che con tanta pazienza e dedizione porta avanti il suo progetto.

Se volete contribuire con una donazione o partecipare attivamente alle fasi di sviluppo che verranno potete far riferimento ai seguenti link:

Blog del progetto

Pagine del progetto

per tutti coloro che volessero provare l’ebrezza di un kernel open su di un dispositivo alla nascita totalmente chiuso è possibile reperire guide e tutorial direttamente in rete……..dato che di telefono ne ho uno soltanto aspetterò per effettuare qualche test ma ammetto che la voglia di provare è tanta.

Ciao a tutti.

Obama è open

Parafrasando Adriano Celentano, che qualche tempo fa inizio ad classificare persone e cose con due suffissi separati (lento e rock), ho avuto l’idea di fare lo stesso con gli stati mondiale.

Vediamo……USA è open e Italia è close…….Obama è open e Berlusconi è close (volendo potrei aggiungere altro sul cavaliere ma mi trattengo..).

Tutta questa giostra premessa per dire come sia diversa la percezione delle cose in due terre estremamente diverse, se da un lato gli Stati Uniti sono la terra delle possibilità, da sempre l’Italia è il paese delle tradizioni, del vecchio e dello stantio.

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Sicuramente a fare la differenza non è il clima, la natura o l’arte, beni che per altro sono diffusissimi da noi, ma bensì le menti di chi ci governa; l’apertura mentale del popolo d’oltre oceano è proverbiale viste anche le recenti evoluzioni storiche che si sono verificate.

Il nuovo presidente degli USA, Barak Hussein Obama II, ha commissionato uno studio di fattibilità per l’adozione di sistemi open sources all’interno della pubblica amministrazione, sicuramente l’azione di una mente illuminata e consapevole del momento difficile che l’economia sta affrontando.

A dover risparmiare non è soltanto la popolazione, anche il governo stesso deve mettere in atto forme di risparmio sociale che salvino preziose risorse da desinare ad interventi necessari al rilancio dell’economia visto che la spesa economica per licenze ed altro è stimata in un trilione di dollari.

Ora speriamo che non ci sia lo zampino delle solite lobby del potere economico a mettere i bastoni tra le ruote a questa nuova opportunità che si presenta in tutto il suo splendore all’intera comunità.

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Ciao a tutti.

Mark “vengo dalle stelle” Shuttleworth parla di Win7 e non solo

L’ormai arcinoto Mark Shuttleworth ha recentemente rilasciato una intervista dove ha sbottonato le proprie impressioni sull’andamento dell’eterna lotta Win vs GNU/Linux.

Lo stesso Mark ha dichiarato di aver scaricato e provato la beta di quello che sarà il nuovo sistema operativo di casa Microsoft rimanendone piacevolmente impressionato, in un paio di ore d’uso ha apprezzato il lavoro svolto dall’azienda di Redmond giungendo alla considerazione che Windows seven sarà un buon, se non ottimo, prodotto.

Shuttleworth ha dichiarato inoltre di desiderare e sperare che questo nuovo sistema operativo targato Microsoft porti pace nella lunga lotta tra GNU/LInux e Windows nel mercato dei sistemi netbook.

In questo momento, secondo l’uomo d’affari, si assiste ad una svendita di licenze WinXp, ciò è possibile grazie all’enorme guadagno che il sempre inossidabile sistema operativo ha portato ripagando in modo considerevole gli investimenti fatti per il sio sviluppo.

Windows Vista non è mai statto un concorrente per GNU/Linux nel settore netbook (e tanto meno in quello informatico aggiungo io) quindi è necessario considerare che la politica aggressiva delle licenze a basso costo finirà al momento del rilascio di Windows 7 che invece è stato prodotto pensando ad un suo possibile utilizzo all’interno dalla nuova tipologia di macchine.

Sicuramente considerazioni giuste e valide che vedrebbero GNU/Linux dominare, per prestazioni e costi, nel settore dei netbook personalmente però, pur ritenendo questo un settore cruciale dello sviluppo informatico, non punterei soltanto alla diffusione del sistema operativo libero in questo particolare mercato attuando politiche ad ampio spettro dedite alla promozione del prodotto.

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Ciao a tutti.

Farsi spiare per migliorare le distro Debian based

Migliorare un prodotto, che sia esso software, hardware o altro, è sempre un processo difficile e complicato.

Spesso non si hanno inspirazioni sui miglioramenti da apportare o magari si pensa ad aggiungere funzionalità che l’utente finale non apprezza.

Non essere in grado di includere nuove funzioni e miglioramenti ad un prodotto significa una precoce morte dello stesso sotto i colpi di una concorrenza spietata che inevitabilmente farà meglio di voi.

Queste linee guida vanno bene se applicate in ogni settore commerciale ma soprattutto in quello software che da sempre si è dimostrato come molto dinamico e divoratore di novità.

Prodotti in estrema crescita, come le distribuzioni GNU/Linux, hanno la necessità di innovare per raggiungere due obbiettivi essenziali per la loro sopravvivenza:

  • aumentare il loro bacino di utenza
  • sconfiggere l’alone di mistero e difficoltà nel quale sono ingiustamente avvolte

importantissimo quindi conoscere il parere degli utenti che già usano le varie distro, avere un feedback che va dal professionista al semplice utente può significare fare la differenza nel momento cruciale ossia quello dello sviluppo di nuove funzionalità.

L’obbiettivo in questione è raggiunto dalle distro Debian-based attraverso un software dal nome inequivocabile: Popularity Contest package.

Questo software è in grado di creare dei report, completamente anonimi, che svelano il modo di utilizzo della distro da parte dell’utente con uno sguardo alla piattaforma hardware in uso.

Oltre alla raccolta di informazioni circa il modo di utilizzo, i report stilati forniscono un preciso spaccato dei software più utilizzati dagli utenti facendo in modo che gli stessi possano essere inclusi direttamente nei cd o nelle iso delle successive release.

Le statistiche che scaturiscono dalla raccolta dei dati sono molto interessanti e si possono scoprire molte cose interessanti:

  • su un numero di pc equipaggiati con Ubuntu pari a 425490 solo 92629 hanno utilizzato Firefox negli ultimi 30 giorni mentre solo il 13% di essi ha effettuato gli aggiornamenti negli ultimi 30 giorni contro il 24% di coloro che utilizzano Debian. Questo, IMHO, è un segno inequivocabile della maggiore attenzione, e quindi esperienza, degli utilizzatori dell’ultima distro nominata.
  • tra i DE le statistiche sono tutte a favore di GNOME con un share dell’85% su Ubuntu e del 50% su Debian, il tutto con un utilizzo negli ultimi 30 giorni del 78% per la prima distro e del 55% per la seconda; anche qui si potrebbe avanzare l’ipotesi di una utenza più preparata in ambito Debian che quindi è in grado di scegliere il proprio DE preferito o utilizzare l’OS direttamente da linea di comando.
  • openOffice regna sovrano in Ubuntu con percentuali prossime al 100% mentre registra un 50/55% su sistemi Debian, a trainare la sua diffusione non è il word processor ma bensì il foglio di calcolo della suite.
  • il comparto posta elettronica dimostra come Evolution non sia molto gradito agli utenti di entrambe le distro a favore di altri software come Kmail, Thunderbird ed altri; anche se installato sull’88% dei sistemi il client non viene utilizzato.
  • nota dolente in queste statistiche è l’uso del software proprietario. Anche se circa la totalità degli utenti Ubuntu fa registrare il driver open nv installato, un buon 86% ha sulla propria macchina il driver proveniente dai server nVidia. Migliore la situazione su Debian con percentuali sicuramente più ridotte di quelle della figlia Ubuntu, questo denota ancora una volta un pubblico più capace e desideroso di conformarsi ai principi base che guidano in software libero.

Concludendo abbiamo uno spaccato significativo dell’utenza delle due distro, da un lato abbiamo una media di user giovani e  sicuramente meno esperti del mondo GNU/Linux condita ovviamente da curiosi e probabili switcher, da l’altro un user maturo in grado di gestire la macchina in modo più completo con un pizzico di curiosità che lo porta a sperimentare nuovi DE o ad utilizzare la linea di comando per ogni sua operazione (in realtà questa ultima azione denota una profonda conoscenza dell’OS o una gestione di esso pro-server).

Link alla pagine delle statistiche Ubuntu

Ciao a tutti.

L’ECDL nella pubblica amministrazione ovvero come evitare GNU/Linux

La pubblica amministrazione divora soldi a palate causa incompetenza informatica dei dipendenti.

Secondo quello che dichiarano l’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) e la SDA-Bocconi, nella pubblica amministrazione centrale dello stato italiano si spenderebbero circa 280 milioni di euro per riparare alla profonda ignoranza informatica dei dipendenti statali.

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Scendendo più nel dettaglio ogni dipendente consuma ben 1439 euro, oltre all’esborso economico sicuramente rilevante questa impreparazione si traduce in bassa produttività e lunghi tempi di elaborazione delle richieste inoltrate agli uffici.

Da qui la profonda riflessione di “coloro che al ministero ne capiscono” e la natura conclusione…….facciamo dei corsi ECDL (patente europea del computer).

I corsi ECDL verranno ovviamente pagati dallo stato per un costo totale di X euro, visto che per ora non è possibile conoscere la cifra, e porteranno con loro un beneficio di 835 milioni di euro dato che si registreranno aumenti di produttività.

Facciamo due piccole considerazioni in merito:

  1. avete mai seguito o letto o almeno guardato i programmi dell’ECDL? Se non avete mai avuto il piacere di farlo fate una rapida ricerca on-line e leggere le più inesatte informazioni in campo informatico che un corso a pagamento potrà presentare.
  2. tutti i corsi vengono svolti per insegnare l’utilizzo degli applicativi Microsoft ed del sistema operativo Windows, quindi se dovete scrivere un testo o usare un foglio di calcolo vi verrà insegnato a cliccare sulla piccola icona di Word o Excel.

Mi sembra un classico inciucio all’italiana, invece di cercare di risparmiare con sistemi operativi gratuiti e suite da officio libere, pensiamo ad addestrare personale all’uso di programmi chiusi.

Una bella forma di fidelizzazione che porterà ad avere impiegati perennemente obbligati a lavorare su macchine equipaggiate con costo software proprietarie dalle dubbie qualità.

In queste condizioni un cambio di piattaforma sarebbe impensabile; dopo avere speso milioni in corsi ECDL ed aver “finalmente aumentato la produttività”, cosa che mi risulta difficile da credere, non è possibile nemmeno prendere in considerazione l’idea di passare a sistemi alternativi.

Ora che rifletto sulla cosa viene anche a galla un secondo inciucio, sullo stile di quelli italiani, ma di proporzioni europee.

Tante interrogazioni e tante leggi per permettere l’adozione di formati aperti nella pubblica amministrazione, tanto parlare di risparmio attraverso l’uso di software a codice aperto e poi sulla ECDL, legalmente riconosciuta in tutti gli stati membri per quanto ne so io, si parla solo di Microsoft??

Personalmente mi sembra che tutto il mondo sia un paese.

Link

Ciao a tutti.

P.S.: in questo modo: si danno euro a Microsoft, si danno euro alle organizzazione che fanno corsi ECDL, di danno euro ai produttori di hardware, si mantiene l’impiegato nell’ignoranza visto che se il pc non naviga (su facebook) chiamiamo il tecnico ma non guardiamo se il cavo di rete è connesso, si danno euro alle assistenze tecniche ed infine non si aumenterà certamente la produttività……..mi viene da chiedermi chi pagherà tutto questo?? A si, ora ricordo NOI.

Linux per Sony

L’andamento dei mercato finanziari ed azionari di questo periodo non è certamente dei più rosei e molte aziende percepiscono odore di crisi.

Le grandi case produttrici di software ed hardware stanno correndo velocemente ai ripari, già Microsoft e Google hanno rispettivamente annunciato dei tagli abbastanza importanti sul personale e sui progetti in cantiere.

Uno dei colossi che più da vicino da vivendo il difficile periodo economico è Sony che, vittima anche di una politica aziendale non proprio felice, sta passando un brutto periodo considerando anche la sua prima retrocessione importante in termini di introiti dopo oltre 14 anni di attivo.

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Come poter risparmiare quindi, oltre alle classiche contromisure da spietati manager quale ad esempio il taglio del personale, per poter rimanere sulla piazza?

Semplicemente si potrebbe iniziare a ridurre i costi di produzione dei propri prodotti al fine di ricavare un margine più importante rispetto al passato.

Linux in questo capito entra di prepotenza visto che, nell’ultimo anno, la Sony ha immesso sul mercato circa 100 dispositivi basati sul kernel Linux; sono ovvie  le considerazioni di carattere economico.

Se non credete che ciò si vero vi consiglio una veloce visitina alla pagina Source Code Distribution Center dove lo stesso produttore rende disponibile tutto il codice sorgente dei dispositivi Linux based.

Tra i prodotti possiamo annoverare lettore bluray, cornici digitali, fotocamere, router, notebook e chi più ne ha pi ne metta.

Veramente una grande quantità di hardware che si appoggia sui kernel 2.4 o 2.6; altro strumento software che alla Sony sembra piacere è la famosa Busybox.

Tra i dispositivi equipaggiati con il kernel libero troviamo la nuovissima fotocamera DSC-G3 che, grazie ad un modulo wifi ed un browser, permette la navigazione internet direttamente dallo schermo di puntamento della stessa.

Infine le parole di uno dei dirigenti del gruppo che dichiara come la Sony guardi con sempre più interesse lo sviluppo di LInux nel mercato pronosticando un fiorire di dispositivi Linux based provenienti proprio dal marchio nipponico.

Anche questo è un modo per uscire dalla crisi.

P.S.:

Raccomandazione:

Care aziende, grazie di usare Linux sui vostri prodotti contribuendo così in modo decisivo al suo sviluppo, ma vi preghiamo di rispettare le licenze e scrivere sui vostri manualetti utenti che Linux è il motore del prodotto. Grazie

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Ciao a tutti.

Aqualung un player musicale per GNU/Linux e non solo

drop.pngTra i molteplici progetti software che come obbiettivo hanno quello di fornire un buon programma per la riproduzione e la gestione audio i più si affidano a soluzioni collaudate come Amarok, Rhythmbox, vlc o altri.

Certamente questi sono software dalle caratteristiche eccellenti e con funzionalità molto avanzate ma trovo giusto dedicare un po di spazio a progetti emergenti che, pur non essendo all’altezza dei cugini più blasonati, hanno dei punti di forza che non dispiacerebbe vedere implementati nei software più conosciuti.

Aqualung è proprio uno di questi; nato qualche tempo fa, più esattamente nel 2005 (se non erro), fa del supporto a tutti i file audio un suo cavallo di battaglia.

Il software, inizialmente nato solo ed esclusivamente per GNU/Linux, è ora multi-piattaforma visto che può essere installato su sistemi Linux, OpenBSD, Windows e FreeBSD.

Vediamo più in dettaglio le sue caratteristiche prendendo spunto direttamente dall’home page del progetto:

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Launchpad diventa Open

Uno degli strumenti che ha contribuito in modo determinante alla crescita della comunità di Ubuntu è sicuramente Launchpad.

Chi non avesse mai segnalato un bug, o non avesse avuto modo di utilizzare il servizio, deve sapere che Launchpad è un sistema a codice chiuso, tutto made in Canonical, per la gestione di bug.

Rendere conto della sua funzionalità ed efficacia del progetto non è cosa semplice ma possiamo dire che moltissimi sviluppatori hanno deciso di spostare le segnalazioni e la gestione dei bug su questo servizio; non dimentichiamo che possiamo annoverare MySQL tra le “aziende” che hanno fatto questa scelta nei primi mesi del 2008.

Come sopra ribadito il codice alla base di questa ottima piattaforma per la gestione del codice è chiuso ma solo ed esclusivamente fino a Luglio di questo anno.

In questo mese, più precisamente nel giorno 21, saranno rilasciati i sorgenti della piattaforma come dichiarato nel blog ufficiale del progetto.

Sicuramente una notizia felice che interesserà molto tutte le software house e che probabilmente porterà nuove porzioni di codice ed altrettanto fresche funzionalità su quello che già fin ad ora si è dimostrato come un eccellente strumento.

Link

Ciao a tutti.