L’ECDL nella pubblica amministrazione ovvero come evitare GNU/Linux

La pubblica amministrazione divora soldi a palate causa incompetenza informatica dei dipendenti.

Secondo quello che dichiarano l’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) e la SDA-Bocconi, nella pubblica amministrazione centrale dello stato italiano si spenderebbero circa 280 milioni di euro per riparare alla profonda ignoranza informatica dei dipendenti statali.

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Scendendo più nel dettaglio ogni dipendente consuma ben 1439 euro, oltre all’esborso economico sicuramente rilevante questa impreparazione si traduce in bassa produttività e lunghi tempi di elaborazione delle richieste inoltrate agli uffici.

Da qui la profonda riflessione di “coloro che al ministero ne capiscono” e la natura conclusione…….facciamo dei corsi ECDL (patente europea del computer).

I corsi ECDL verranno ovviamente pagati dallo stato per un costo totale di X euro, visto che per ora non è possibile conoscere la cifra, e porteranno con loro un beneficio di 835 milioni di euro dato che si registreranno aumenti di produttività.

Facciamo due piccole considerazioni in merito:

  1. avete mai seguito o letto o almeno guardato i programmi dell’ECDL? Se non avete mai avuto il piacere di farlo fate una rapida ricerca on-line e leggere le più inesatte informazioni in campo informatico che un corso a pagamento potrà presentare.
  2. tutti i corsi vengono svolti per insegnare l’utilizzo degli applicativi Microsoft ed del sistema operativo Windows, quindi se dovete scrivere un testo o usare un foglio di calcolo vi verrà insegnato a cliccare sulla piccola icona di Word o Excel.

Mi sembra un classico inciucio all’italiana, invece di cercare di risparmiare con sistemi operativi gratuiti e suite da officio libere, pensiamo ad addestrare personale all’uso di programmi chiusi.

Una bella forma di fidelizzazione che porterà ad avere impiegati perennemente obbligati a lavorare su macchine equipaggiate con costo software proprietarie dalle dubbie qualità.

In queste condizioni un cambio di piattaforma sarebbe impensabile; dopo avere speso milioni in corsi ECDL ed aver “finalmente aumentato la produttività”, cosa che mi risulta difficile da credere, non è possibile nemmeno prendere in considerazione l’idea di passare a sistemi alternativi.

Ora che rifletto sulla cosa viene anche a galla un secondo inciucio, sullo stile di quelli italiani, ma di proporzioni europee.

Tante interrogazioni e tante leggi per permettere l’adozione di formati aperti nella pubblica amministrazione, tanto parlare di risparmio attraverso l’uso di software a codice aperto e poi sulla ECDL, legalmente riconosciuta in tutti gli stati membri per quanto ne so io, si parla solo di Microsoft??

Personalmente mi sembra che tutto il mondo sia un paese.

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Ciao a tutti.

P.S.: in questo modo: si danno euro a Microsoft, si danno euro alle organizzazione che fanno corsi ECDL, di danno euro ai produttori di hardware, si mantiene l’impiegato nell’ignoranza visto che se il pc non naviga (su facebook) chiamiamo il tecnico ma non guardiamo se il cavo di rete è connesso, si danno euro alle assistenze tecniche ed infine non si aumenterà certamente la produttività……..mi viene da chiedermi chi pagherà tutto questo?? A si, ora ricordo NOI.