Obama è open
Parafrasando Adriano Celentano, che qualche tempo fa inizio ad classificare persone e cose con due suffissi separati (lento e rock), ho avuto l’idea di fare lo stesso con gli stati mondiale.
Vediamo……USA è open e Italia è close…….Obama è open e Berlusconi è close (volendo potrei aggiungere altro sul cavaliere ma mi trattengo..).
Tutta questa giostra premessa per dire come sia diversa la percezione delle cose in due terre estremamente diverse, se da un lato gli Stati Uniti sono la terra delle possibilità, da sempre l’Italia è il paese delle tradizioni, del vecchio e dello stantio.

Sicuramente a fare la differenza non è il clima, la natura o l’arte, beni che per altro sono diffusissimi da noi, ma bensì le menti di chi ci governa; l’apertura mentale del popolo d’oltre oceano è proverbiale viste anche le recenti evoluzioni storiche che si sono verificate.
Il nuovo presidente degli USA, Barak Hussein Obama II, ha commissionato uno studio di fattibilità per l’adozione di sistemi open sources all’interno della pubblica amministrazione, sicuramente l’azione di una mente illuminata e consapevole del momento difficile che l’economia sta affrontando.
A dover risparmiare non è soltanto la popolazione, anche il governo stesso deve mettere in atto forme di risparmio sociale che salvino preziose risorse da desinare ad interventi necessari al rilancio dell’economia visto che la spesa economica per licenze ed altro è stimata in un trilione di dollari.
Ora speriamo che non ci sia lo zampino delle solite lobby del potere economico a mettere i bastoni tra le ruote a questa nuova opportunità che si presenta in tutto il suo splendore all’intera comunità.
Ciao a tutti.




















