L’università di Verona tenta la via dell’open
Prove tecniche di libertà nell’ateneo di Verona
Il rapporto tra le istituzioni italiane, che siano esse scolastiche o di altro tipo, e il software open non è mai stato idilliaco.
Ad essere del tutto sinceri, tranne qualche sporadico caso registrato a Bolzano ed in Toscana, questo rapporto non c’è mai stato e non è stato mai preso in considerazioni dalle varie amministrazioni competenti per i vari uffici.
Nono voglio calcare la mano su questione politico-economiche che palesemente la fanno da padrone in queste decisioni, mazzette e tangenti sono di casa (…. e di cassa) nel nostro paese non sorprende quindi che, oltre al naturale scoglio psicologico che possiamo avere nel passaggio da un piattaforma informatica ad un’altra, si possano registrare ulteriori difficoltà.
Fortunatamente alcuni illuminati dirigenti sono in grado di essere onesti con se stessi e con coloro che contribuiscono al loro stipendio cogliendo al volo le grandi potenzialità in termini di risparmio economico che il mondo open source offre.
E’ il caso questo dell’ateneo di Verona che con un comunicato stampa ufficiale ha annunciato la decisione di passare il proprio sistema informatico da software chiuso a GNU/Linux.


Quando di parla di grafica e più propriamente di grafica destinata alle applicazioni in grado di gestire e trasformare flussi video la mente subito corre alle più famose suite commerciali in grado di manipolare i nostri video in modo tutto sommato abbastanza professionale.





















