Gnome 3 Launcher cambia modalità

Gnome 3 Launcher apporterà un piccolo grande cambiamento nel desktop GNU/Linux

Fino ad oggi ad ogni click su di una applicazione di un classico desktop Gnome corrispondeva l’apertura di una nuova istanza del software scelto, solitamente questo comportamento non genera errori ma qualche volta potremmo incappare in programmi dalle grosse dimensioni che rispondono male a questa situazione.

Gli scenari possibili sono almeno tre, programmi come la calcolatrice che ad ogni istanza avvia un processo chiamato gcalctool, programmi come XChat che, pur non generando errori, crea una doppia connessione indesiderata ed infine programmi che hanno necessità di scrivere impostazioni o file particolari i quali, al momento del lancio della seconda istanza, potrebbero chiudersi inaspettatamente o generare errori di scrittura o profilo.

Gnome 3 Launcher modificherà questo comportamento introducendo la possibilità di richiamare il programma già aperto, e magari presente in un altro desktop, piuttosto che avviare una copia del primo processo eseguito.

Sembra una piccolissima rivoluzione ma quello che può sembrare una amenità per l’utente finale comporta una grande cambiamento del codice che gestisce ed intercetta il lancio dei software.

P.S.: per i puristi ed i tradizionalisti che potrebbero inorridire di fronte a questa novità ci sarà la possibilità di aprire più istanze di un software con un solo click tramite un comodo “Apri in una nuova finestra”.

Ciao a tutti.

Scovata la prima botnet GNU/Linux

Botnet all’attacco dei sistemi GNU/Linux, gli zombi si stanno diffondendo

botnet.gifCon la diffusione sempre maggiore dei sistemi operativi su base Linux ecco che l’interesse di coloro che sono soliti attaccare macchine private per costituire botnet si fa più forte.

A dare notizia della scoperta di una prima botnet Linux based è un ricercatore che si è imbattuto in un cluster di server Linux infetti utilizzati per la diffusione di malware ed altro codice maligno destinato a sua volta ad infettare macchine di ignari navigatori.

Le macchine in questione sono server sia di tipo dedicato che virtuali ed ognuno fungeva da host regolare per uno spazio web legittimo, mai nessuno, se non i gestori delle macchine, avrebbero potuto fiutare l’inganno che la navigazione in questi spazi poteva offrire.

La tecnica di attacco non è poi delle più raffinate ma sicuramente molto efficace, mentre il traffico normale scorreva fluido sulla porta 80 di un normalissimo servizio Apache l’apertura numero 8080 inviava anche essa dati veicolati da un server Web nginx, peccato che in questo caso si trattava di codice maligno, che con l’aiuto dei DNS dinamici del provider portavano al termine il lavoro.

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