Canonical lavora con Google per il Chrome OS

Nel nuovo OS di Google lo zampino della Canonical

Personalmente non ritengo Chrome OS in grado di minacciare il mondo dei sistemi operativi come lo conosciamo oggi almeno per ora, troppi vincoli ed un prodotto Google centrico fanno dell’OS una scelta poco appetibili soprattutto in parti del mondo, come l’Italia, dove ci sono evidenti problemi circa la rete internet; sicuramente è difficile non ammettere che finalmente con questo OS il concetto di cloud computing prende una piega molto diversa accostandosi sempre di più al mondo dell’utente finale.

Se Chrome non avrà il successo sperato sarà sicuramente in grado di gettare luci su quello che molto probabilmente sarà computer 2.0 con tutti i suoi limiti ed i suoi problemi, a tal proposito un mio pensiero più approfondito è disponibile al seguente link:

http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/google-chrome-os-l%CA%BCos-si-trasferisce-in-nuvola.html

Significativo invece l’accordo tra Google e Canonical, secondo i termini di contratto gli sviluppatori della famosa Ubuntu saranno impegnati nella nuova distro del gigante del web.

Le conoscenze di alcuni e il brand di altri potrebbero portare enormi benefici per le due aziende non tanto in vendite o assistenza quando in visibilità guadagnando nel contempo un ruolo da innovatori del mercato.

Link

Ciao a tutti.

Anche i pinguini possono imparare dalle mele e viceversa

Analisi seria, e sopratutto senza flames, di un possibilità remota

Vi siete mai chiesti cosa ci sia in comune tra GNU/Linux e Mac OSX?

Non parlo di tecnologia, ne di grafica e tanto meno di questione brevetti o altre cose che, pur essendo importantissime, si possono tranquillamente porre in un secondo piano rispetto a questo post.

Pensate bene agli ambiti di lavoro dei due OS, GNU/Linux è praticamente il re dei server ma batte un po la fiacca sul desktop dove varie cause bloccano la sua diffusione; Mac OSX invece si comporta esattamente al contrario, una componente desktop che restituisce una ottima esperienza utente e che giorno dopo giorno riesce a guadagnare sempre più ampi consensi mentre il lato server rappresenta quello che potremmo definire come un comparto minore dove la Apple non ha mai certamente brillato.

Uno scambio di conoscenze a questo punto sarebbe qualcosa di straordinario, la conoscenza di entrambi portata sui relativi progetti in modo da dar vita a due realtà in grado di eclissare qualsiasi forma di sistema Win.

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Il gestore di rete di Moblin, ConnMan, suscita interesse

connman.jpgCome tutti sapete Moblin è una distro, ancora in versione beta, pensata e realizzata per l’utilizzo all’interno dei moderni sistemi netbook basati su processore Atom di Intel.

Non a caso la stessa Intel ha finanziato in modo cospicuo la realizzazione del progetto che, in quando open, è stato costituito migliorando e modificando software o pezzi di codice già presenti all’interno di altre distro o di progetti paralleli; sono stati scritti anche componenti nuovi come ad esempio il gestore di reti ed il tool che permette la configurazione del sistema entrambe infatti sembrano essere riusciti a suscitare l’attenzione e l’ammirazione di molti.

Come scritto sopra Moblin non si avvale del classico Network Manager progettato da RedHat ed adottato da quasi tutte le distro ma fa uso del ConnMan ovvero un componente realizzato da un dipendente Intel che risponde al nome di Marcel Holtmann.

Il signor Holtmann lavora al centro Open source della grande società produttrice di microprocessori ma non è nuovo al mondo open visto che è il manutentore di BlueZ ovvero lo stack per il bluetooth a codice aperto; in una recente conferenza lo sviluppatore si è reso protagonista di un talk nel quale spiegava i suoi problemi riscontrati con Network Manager, problemi che hanno portato lo stesso ad optare per un cambio radicale.

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Soluzione per la grafica Intel in Ubuntu 9.04 direttamente da Canonical

Una soluzione ufficiale Canonical al problema delle schede video Intel in Ubuntu 9.04

Chi di voi possiede un pc con grafica Intel avrà sperimentato come sia stato doloroso il passaggio all’ultima release di Ubuntu, la causa di questi male è da cercare in driver non all’altezza della situazione che, oltre a non permettere il corretto funzionamento del comparto grafico, non riuscivano nemmeno a sfruttare correttamente l’hardware.

Questi problemi sono già stati affrontati ed in parte risolti grazie all’adozione di driver diversi da quelli forniti dai repo Canonical resta comunque il fatto che la distro non è in grado da sola di far lavorare correttamente queste schede che equipaggiano la stragrande maggioranza di tutti i notebook in circolazione.

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I nostri repo come AppStore? Forse è tempo di rivoluzione

Mere speculazioni su quello che potrebbe essere AppCenter ovvero il nuovo frontend per l’installazione e la rimozione delle applicazioni in casa Canonical

Avete notato come ultimamente la tendenza data da Apple, ovvero quella di distribuire software tramite web attraverso AppStore, sia diventata una moda che rapidamente ed in modo quasi incontrollato sta spopolando presso le varie aziende?

Google, Palm ed anche Microsoft sembrano gradire il sistema di distribuzione del software inaugurato da Apple per il proprio dispositivo mobile iPhone, se andiamo a vedere bene anche GNU/Linux, con i suoi repo, ha una specie di negozio delle applicazioni funzionante da tempo immemore.

Con un semplice aggiungi/rimuovi moltissimi utenti di alcune tra le più famose distribuzioni rimuovono ed installano software prelevandolo direttamente dai server appositamente creati per adempire a questo importantissimo compito, la semplicità di queste soluzioni è disarmante ed anche coloro che non hanno mai messo mano ad un pc equipaggiato con GNU/Linux escono impressionati dall’esperienza utente rimanendo gradevolmente impressionati dalla facilità delle operazioni.

Da queste considerazione sono forse partiti i ragazzi di Ubuntu per decidere che forse è il tempo di rinnovare il gestore dei pacchetti, non vi preoccupate non hanno intenzione di mettere mano al codice dell’applicazione ma solo a quello del fontend della stessa.

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Nuove interfacce netbook, un progresso nel segno di Moblin e di un regresso dell’organizzazione

Moblin, le conversioni spirituali e la mia polemica contro lo spreco del lavoro e dei soldi.

Tutti voi la fuori che leggerete ditemi una cosa in tutta sincerità, che ne pensate di Moblin?

Personalmente mi era fatto molte, moltissime aspettative visti i primi filmati che hanno circolato sulla rete in modo insistente qualche tempo fa, la mia indole da sperimentatore si era ormai risvegliata alla visione di cotanta abbondanza e quindi mi misi di buona volontà per scaricare la nuova distro.

Operazioni di tiro, preparazione della chiavetta Usb, accensione del netbook e STOP……..questa Moblin non parte, arrivo alla schermata di avvio della modalità live e tutto si blocca in un apparente loop windowsiano.

Riprovo, rigiro, ricreo, ritento, riscarico, riparto, ripenso ed alla fine rinuncio visto che non c’è verso di vedere in azione questa meraviglia sul mio Asus; in compenso però mi consolo visto che non sono solo in questa valle che raccoglie tutti i Moblin-disperati ai quali non parte una “cippolippa” (notare il termine tecnico….) sui propri netbook.

Questa nuova distro però dovrebbe aver seminato molti cadaveri lungo il suo cammino data l’estrema facilità con il quale tutte le maggiori case distributrici di Linux hanno deciso di passare ad interfacce basate su questa nuova tipologia anche se magari in precedenza avevano già presentato i propri, più o meno validi, lavori.

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Launchpad diventa Open

Uno degli strumenti che ha contribuito in modo determinante alla crescita della comunità di Ubuntu è sicuramente Launchpad.

Chi non avesse mai segnalato un bug, o non avesse avuto modo di utilizzare il servizio, deve sapere che Launchpad è un sistema a codice chiuso, tutto made in Canonical, per la gestione di bug.

Rendere conto della sua funzionalità ed efficacia del progetto non è cosa semplice ma possiamo dire che moltissimi sviluppatori hanno deciso di spostare le segnalazioni e la gestione dei bug su questo servizio; non dimentichiamo che possiamo annoverare MySQL tra le “aziende” che hanno fatto questa scelta nei primi mesi del 2008.

Come sopra ribadito il codice alla base di questa ottima piattaforma per la gestione del codice è chiuso ma solo ed esclusivamente fino a Luglio di questo anno.

In questo mese, più precisamente nel giorno 21, saranno rilasciati i sorgenti della piattaforma come dichiarato nel blog ufficiale del progetto.

Sicuramente una notizia felice che interesserà molto tutte le software house e che probabilmente porterà nuove porzioni di codice ed altrettanto fresche funzionalità su quello che già fin ad ora si è dimostrato come un eccellente strumento.

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Ciao a tutti.

2009 anno di GNU/Linux? Si, no, forse

C’è chi pensa che in questo anno appena iniziato avremo quella che sarà la vera rivoluzione dei sistemi operativi; rivoluzione che vedrà la completa e più totale promozione di GNU/Linux da semplice sistema operativo per pochi a OS per tutti gli usi  e tutti gli utenti.

All’altra sponda troviamo chi invece afferma che questo anno sarà uno dei tanti dove gli utenti GNU/Linux sperano di vedere il loro OS preferito guadagnarsi una scena di rilievo nell’utenza non professionale ma resterà come sempre deluso riuscendo a raggiungere solo in parte gli obbiettivi proposti.

Windows e MacOSX da parte loro vinceranno come al solito il secondo visto le aumentate quote di mercato già raggiunte lo scorso anno dal secondo ed alla prossima uscita di Windows Vista Stable edition Seven per quel che riguarda il primo.

I due importanti personaggi del web che hanno dato vita a queste teoria sono Chris Dannen e Alex Zaharov-Reutt, in ordine pro-GNU/Linux e catastrofista.

A motivare le loro presunte idee entrano in gioco i processori ARM, gli accordi tra ARM e Canonical, Windows Seven ed altre considerazioni riguardanti l’utenza.

Sentiamo cosa dicono in alcuni punti da loro trattati:

  1. I processori ARM: questi processori a basso consumo ed a bassa potenza sono i prossimi candidati ad equipaggiare dispositivi mobili (MID) ma anche alcuni netbook. Proprio su di questi il sostenitore di GNU/Linux punta come prodotto che farà conoscere il sistema operativo al pubblico; se poi si prendono in considerazione gli accordi ARM/Canonical per lo sviluppo di una apposita distribuzione ecco che si raggiunge la quadratura del cerchio. Il nostro catastrofista invece pone alcuni freni a questa espansione; il fatto di avere un accordo per lo sviluppo di una distro non significa che questa sia realmente pronta per il mercato e per essere recepita dagli utenti senza poi considerare che, pur considerando i netbook una buona opportunità, questi escono dalla fabbriche in maggior parte con Windows Xp nei loro hard disk.
  2. Integrazione con il WEB: i netbook sono studiati per lavorare on-line e per consumare informazioni provenienti web; un OS stabile ma soprattutto sicuro è sicuramente auspicabile, ecco quindi che per il nostro sostenitore entra in gioco l’unico OS possibile, GNU/Linux. Cito quasi testualmente: “Windows è imbattibile sul web, con i suoi mille programmi e plugin per internet non teme rivali ed una distro GNU/Linux non è in grado per ora di tenere il passo”, indovinate quale dei due giornalisti ha detto questo.
  3. Utenza: l’utente è abituata a Windows ed alla sua interfaccia, dopo 4 o 5 boot di GNU/Linux con la sua interfaccia scarna e povera che cerca di copiare Win ma non ci riesce, il povero user pensa che sia il caso di passare velocemente alle vecchie abitudini. Parole del catastrofista mentre il sostenitore tace su questo punto.
  4. Campo di utilizzo: mentre il primo pensa al netbook come un dispositivo per essere sempre connessi ed occasionalmente lavorare, il secondo pensa all’evoluzione del netbbok come a dei piccoli computer in grado di fare tutto quello che viene richiesto ad un comune pc visto che sarebbe inutile l’acquisto di un dispositivo del genere nel caso si volesse essere solo connessi alla rete, meglio un iPhone o Blackberry.

Personalmente non capisco come sia possibile che persone così referenziate siamo così poco lungimiranti; sicuramente i processori ARM, se realmente riusciranno a sfondare nel settore dei netbook, necessitano di codice ben scritto e leggero.

Questo codice si chiama GNU/Linux, l’accordo della stessa ARM con Canonical è una prova inconfutabile che gli stessi creatori hardware credono nelle potenzialità del pinguino.

Certamente ora la palla passa alla Canonical che deve riuscire a creare una distro appetibile al grande pubblico, facile da utilizzare anche per gli utenti con capacità celebrali ridotte al minimo dall’eccessivo uso di Windows.

Se questi obbiettivi saranno raggiunti nei modi e nei tempi richiesti avremmo sicuramente una discreta cerchia di utenti pronti al salto verso soluzioni open.

Per quel che riguarda Win XP possiamo affermare che ormai è un prodotto obsoleto e fuori dal tempo anche se è in grado di restare sulla piazza grazie all’infinità di software e tools in grado di aggiungere funzionalità all’OS, pensate che un netbook con processore a bassa potenza posso permettersi 43 processi in background?

Certamente no ed ecco che un WinXP ridotto all’osso non permette di produrre nulla se non una comoda alcova per minacce informatiche di ogni tipo, eccoci quindi alla questione sicurezza che senza ombra di dubbio è a favore del sistema operativo aperto.

L’incognita Windows Seven potrebbe riservare sgradite sorprese visto che personalmente mi aspetto una versione stile “Netbook edition” con requisiti minimi ancora più scarni di quelli richiesti per la beta, ma il bello del gioco è che la Microsoft ha il tragico vizio di sottostimare notevolmente la sete di MHz del proprio codice.

Si quindi al pinguino sul web e sfatiamo queste dicerie circa al software disponibile per la navigazione e l’interazione sul web, un sistema Linux è mille volte più completo per questa attività rispetto alla controparte Microsoft.

L’interfaccia utente, secondo punto in lista, non è ne scarna ne priva di attrattiva è anzi leggera, reattiva, ordinata e molto funzionale.

Inutile dire che è necessario un periodo di adattamento il quale varia dai 3 ai 5 minuti, dopo questo primo “imponente” scoglio avremo un utente felice con interfaccia ordinata e minimale (GNOME) oppure quasi futuristica ed in evoluzione (KDE4.x).

Solo una pazzo affermerebbe che GNU/Linux sia alla rincorsa di Windows per quel che riguarda le interfacce utente, forse è il contrario visto che basterebbe osservare uno dei tanti screenshot disponibile sul web riguardo al nuovo Win7 per rendersi conto in modo inesorabile delle evidenti copie di idee del mondo Mac e Linux.

Per quel che riguarda l’ultimo punto, e cioè il campo di utilizzo, trovo l’argomento inutile visto che Linux se la cava in modo eccellente in tutti i settori siano essi la fruizione di multimedia dal web o la classica attività da ufficio.

Ritengo che per criticare o dichiarare un prodotto non adatto al suo scopo sia necessario conoscere e non solo parlare; da utilizzatore di netbook, GNU/Linux ed ex utente Windows ritengo di avere le carte in regola per dichiarare il pinguino libero di scorrazzare sugli ssd dei nuovi netbook in modo da procurare felicità ai loro proprietari.

Questo non significa che il 2009 sarà un successo per GNU/Linux ma in questo caso sono un ottimista: io ci credo.

Link del catastrofista

Link del sostenitore

Ciao a tutti.

Lo store della Canonical vende anche software proprietario…non lo sapevo mica

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che avete posato la vostra freccia di navigatori incalliti del web sulle pagine dello store della Canonical??

Normalmente vi si possono trovare magliette, cd, stickers, pins, le ottime borse Orgio ed altri oggetti più o meno utili alcuni dei quali tipicamente americani come le enormi tazze da acquaticcio1 caffè.

Mai però mi sarei aspettato di trovare quella che si è rivelata una sorpresa inaspettata, sto parlando della vendita di software proprietario all’interno dello store che in tutto e per tutto sostiene una distro GNU/Linux.

canonical_store.jpg

Quella che vedete sopra ne è una dimostrazione, a lungo mi sono interrogato sul perchè di questa scelta ed alla fine ho trovato una spiegazione.

La stessa è stata fornita da una rappresentante del gruppo di marketing che si occupa dello store.

Un certo Gerry Carr spiega che questa è la nuova strategia della Canonical per avvicinare le aziende ed invogliarle ad utilizzare il loro sistema operativo classe server visto che i maggiori applicativi richiesti dalle divisioni IT aziendali sono presenti sullo store e garantiti come supportati dal sistema operativo stesso.

Sembra quindi che Canonical stia imboccando la strada che altre distro prima di lei, vedi RedHat, hanno percorso per avvicinarsi con successo all’ambiente aziendale.

Personalmente la vendita di software chiuso all’interno di uno store “aperto” lascia il tempo che trova certo è però che si ha un certo effetto nel vedere quei software avvicinati al logo di Ubuntu.

Link

Ciao a tutti.

1= lavatura di fondo di un recipiente atto a contenere una bevanda prelibata, nel caso del caffè si intende una brodaglia amorfa alla quale possono essere attribuiti tutti i nomi possibili tranne che l’appellativo regio di caffè.

Grazie Canonical

Ancora una volta un grazie di cuore alla Canonical………

Se anche voi volete usufruire di questa possibilità vi ricordo che il sito è raggiungibile qui.

Ciao a tutti