Addolcire la vita degli studenti con un po di Sugar

Il progetto Sugar per portare l’open source nelle scuole, in fondo il video dell’interfaccia per lo studente

Un paese come l’Italia , che si dichiara evoluto, presenta un tasso di alfabetizzazione informatica praticamente trascurabile; il dato maggiore che spaventa è che ad essere ignoranti in materia non sono solo una grande fetta di quella popolazione più adulta, che possiamo definire come non nativi digitali, ma anche una buona percentuale di coloro che dovrebbero mangiare a colazione pane e computer.

La nostra nazione è certamente ad un punto morto in questo campo, tranne per alcuni casi isolati l’informatica viene insegnata poco, male e da personale non qualificato; il ruolo stesso di internet e del computer nel nostro paese è spesso relegato a semplice strumento di divertimento o di libera espressione criminale, una visione frutto dell’età media avanzata della nostra classe politica incapace di cogliere l’importanza del mezzo nella società ma sopratutto nel mondo culturale, accademico e scolastico.

Microsoft, con le sue sottili campagna di fidelizzazione, ha sempre sfruttato questa ignoranza ponendo i propri prodotti come i soli possibili per l’uso nel mondo dell’istruzione dando così il via a campagna di affiliazione riservate agli istituti scolastici ed alle università.

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Moblin, una Fedora con un tocco di Intel

Sapete qual’è il prodotto più venduto in questo periodo e quale sarà quello più venduto, secondo le ultime stime, nel prossimo futuro?

Sto ovviamente parlando dei netbook ovvero quella particolare categoria di computer portatili che computer non sono ma non possono essere rilegati all’interno dell’ormai vasta categoria dei dispositivi mobili quali palmari o mid.

In questo nuovo settore hardware in piena evoluzione i grandi produttori si danno battaglia in modo serrato e senza esclusione di colpi, solo l’Intel, nota azienda produttrice di processori, sembra ottenere i benefici maggiori del nuovo mercato.

Tutti i processori, tranne in qualche sporadico caso, che equipaggiano i netbook sono prodotti da Intel e fanno parte della piattaforma Atom.

Immagine anteprima YouTube

Bassi consumi, prestazioni tutto sommato accettabili sono la vera forza di questa piattaforma ma la Intel non si accontenta di monopolizzare il comparto hardware, vuole fare di più e questo di più ha un nome: Moblin.

Moblin è una distribuzione GNU/Linux sviluppata in seno ai laboratori software Intel e destinata proprio a questo segmento di macchine.

Sviluppata sulla base di Fedora questa distro a tempi di avvio estremamente ridotti ed è ottimizzata in tutte le sue parti per lavorare in modo ottimale con queste macchine di ridotta potenza.

La distro, ormai arrivata alla versione Alpha, può essere scaricata direttamente dalle pagine del progetto; utilizza Gnome come DE, presenta una leggerezza senza confronti a partire dalla semplice iso della release che “pesa” solo 280 Mbyte.

Sicuramente Intel ha una marcia in più conoscendo in modo completo e profondo la propria architettura, potrebbe in questo modo dare la zampata decisiva per la creazione di una apposita distro in grado di dare del filo da torcere ai progetti più noti come come esempio quello avviato da Canonical.

Ciao a tutti.

I 10 prodotti Open Source più cool del 2008

Il titolo del post è orrendo, non mi piace, sembra uno di quei classici titoli da post scritti da un blogger di quindi anni alle prime armi ed in preda ad una tempesta ormonale.

Chiaro che non tutti i blogger di quindici anni sono così ma posso dire che le frasi scritte sopra descrivono in modo esauriente una buona fetta della categoria.

Qualcuno di voi potrebbe obbiettare facendomi notare che avrei potuto scegliere anche un titolo migliore ma risponderò prontamente dichiarando che il mio cervello è ancora in ferie anche se oggi sono al lavoro.

Fatte dunque le dovute premesse vado ad elencare in modo squallido ed impersonale quelle che per il sito Channel Web sono state le 10 applicazioni più popolari e di maggior successo nel corso dell’anno appena trascorso:

  1. OpenOffice.org 3: al primo posto assoluto la suite da ufficio in diretta concorrenza con Microsoft Office, il prodotto Open della Sun offre un’ottima suite in grado di soddisfare l’80% dei bisogni tipici di un normale utente con un occhio di riguardo agli standard che sono naturalmente aperti. Adatta anche alla pubblica amministrazione andrebbe sponsorizzata in modo più deciso ed ampio.
  2. IBM Lotus Symphony: altre suite di produttività, Symphony si configura come il terzo incomodo nell’eterna lotta tra Office ed OpenOffice, personalmente non sono un estimatore del prodotto ma sicuramente ha dei punti di forza….da provare.
  3. Firefox 3.0: il browser di Mozilla si posiziona ad un meritatissimo terzo posto, la nuova release 3.0 apporta notevole miglioramenti in molti campi critici che da sempre gettavano ombra sul software (leggi ram); sicurezza sempre in primo piano ed ottime estensioni sono il biglietto da visita del software…..chi non lo usa (o non usa browser alternativi ad Explorer) ama il rischio.
  4. Laconica: per chi già usa la piattaforma di microblogging identi.ca il nome dovrebbe essere famigliare, per tutti gli altri basterà sapere che è l’alternativa, tutta open, a twitter quindi qualsiasi utente può prelevare il codice sorgente ed usarlo o modificarlo a suo piacimento per creare il proprio network sociale di microblogging personale.
  5. Fedora 9: la distribuzione made in Red Hat guadagna la quinta posizione, non avendo saggiato le innovazioni portate dalla nuova release, non posso dare giudizi in merito sicuramente però è una tra le distro più scaricate ed usate…..un motivo ci sarà.
  6. Ubuntu 8.10: la nuova release non ha brillato per innovazione ma personalmente l’ho più recepita più come un rilascio di transizione tra il “vecchio” ed il nuovo Ubuntu che si appresta ad arrivare con la 9.10 visto che per la 9.04 sembra non ci siano i tempi tecnici per produrre grandi rivoluzioni.
  7. OpenSuse 11: il mio amico Angelo avrebbe da ridire sulla posizione occupata da Suse in questa classifica, giusta o sbagliata che sia OpenSuse però si configura come uno di quei prodotti resistenti ed inattaccabili dal “tempo informatico” che si sa scorrere molto più veloce del normale “tempo ordinario”……certo che però l’accordo con Microsoft lascia sempre una macchia indelebile.
  8. SUSE Linux Enterprise JeOS: debbo essere sincero questa mi era sfuggita, Suse ha creato una distro per sistemi barebones ed altri apparecchi dalle risorse limitate, mi devo informare di più.
  9. Ubuntu 8.04: una lts buona e stabile che ha introdotto per la prima volta WUBI ovvero la possibilità di installare Ubuntu direttamente da Windows, cosa che personalmente ritengo orrida, ma che sicuramente ha portato qualche intrepido a provare il prodotto e magari tentare il cambio radicale.
  10. Android: il tanto atteso sistema open per dispositivi mobili targato Google ha fatto sfoggio delle sue qualità sicuramente ancora molto acerbe, il margine di miglioramento è quasi illimitato, vediamo se il 2009 riuscirà ad alimentare i sogni di molti che sperano in un telefonino ricco, funzionale ed open.

Non penso manchino prodotti a largo consumo nella lista ma magari io avrei messo mano alle posizioni modificandole un pochettino, detto questo chiudiamo un 2008 ricco di soddisfazioni nel mondo Open ed iniziamo un 2009 che speriamo porti soddisfazioni al comparto.

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Ciao a tutti.

P.S.: le stabili trasmissioni riprenderanno il giorno 7 Gennaio 2009.

Su Red Hat e SCO

Inverto l’ordine del titolo per fornire due notizie più o meno significative sul mondo di GNU/Linux.

Il caso SCO termina il suo percorso giuridico

E’ proprio il caso di dire che SCO ha racimolato una gran bella sconfitta al tribunale che quasi sicuramente porterà l’azienda alla chiusura visto che già navigava in cattive acque.

Se non ricordate SCO, dichiarando di essere stata vittima di furto di codice, aveva trascinato Novell in tribunale ormai parecchio tempo fa.

Processi e cause legali si sono susseguite per lungo tempo senza esclusione di colpi bassi da parte dei due contendenti fino alla promulgazione del verdeto finale che vuole una Novell vittoriosa con tanto di cifra astronomica di risarcimento.

SCO Group deve elargire verso le casse di Novell qualcosa come 3,5 milioni di dollari (conto approssimativo) frutto di multa, interessi e condanna pecuniaria.

Ovviamente soddisfatti i boss di Novell all’azienda è stata anche assegnata la paternità del codice SVRX conteso, un po meno soddisfatti i vertici SCO che si trovano con un risarcimento importante ed un conto aziendale da 600 mila $ senza ovviamente considerare le parcelle degli avvocati……e non faccio commenti.

Red Hat si pronuncia, Fedora è la più popolare

Altro che Ubuntu, Debian o OpenSuse gli utenti del kernel Linux amano Fedora e non si discute.

Questo in sintesi il commento di Paul Frields che dichiara che quasi un milione di utenti in più usa Fedora rispetto alla seconda classificata Ubuntu.

Personalmente non mi importa molto su chi, cosa o come…….l’importante è usare il pinguino.

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Ciao a tutti.

Chi ha reso famoso GNU/Linux alla grande utenza??

Pochi giorni fa ero alle prese con una sessione di chat che vedeva all’altro capo del modem un mio carissimo amico, gli argomenti erano quelli soliti: politica, pc, internet, open sources e molto altro.

La mia attenzione fu stimolata quando, durante il colloquio, uscirono le parole Google Trends.

Avevo sentito parlare del servizio di Google ma sinceramente non avevo mai saggiato le sue potenzialità quindi perchè on puntare il browser verso l’indirizzo http://www.google.com/trends??

Il servizio fa ancora parte della scuderia di funzionalità offerte dal comparto sperimentale del noto motore di ricerca chiamato Google labs ma presenta fin da subito un grande potenziale.

Questa volta Google ha pensato bene di sfruttare i termini utilizzati per le ricerche on-line degli utenti al fine di costruire dei grafici dove sia possibile confrontare la notorietà di alcuni termini con altri.

Il metodo migliore per rappresentare questi risultati sono ovviamente dei grafici che presentano tanti tracciati quanti sono i termini di ricerca inseriti sulla barra apposita separati ogni volta da una virgola.

Dopo le prime sperimentazioni ludiche ho pensato, sotto suggerimento del mio interlocutore, di confrontare le maggiori distribuzioni GNU/Linux presenti sul campo.

Il risultato è stato subito palesato ai miei occhi con questo grafico:

Trends.jpg

Come è possibile notare dall’immagine, mentre tutte le altre distribuzioni hanno avuto una sorte simile fatta di costanza nel tempo o magari di leggere perdite di popolarità, Ubuntu è riuscita a crescere in modo sorprendente in tutto il suo arco di vita fino ad ora passato iniziando nell’ormai lontano 2004.

Oltre a questo stupendo grafico il nuovo servizio made in Google offre di più, sarà sufficiente infatti scorrere la pagina per scende più in basso e trovare gli stessi dati, utilizzati per la costruzione del grafico, divisi per regione di provenienza.

trends2.jpg

Notate come l’Italia sia al primo posto in tutte le tre classifiche facendoci capire come Ubuntu nel nostro paese sia molto di più che una distribuzione tra le tante ma piuttosto la distro per eccellenza.

Successivamente mi sono fatto prendere dalla mano ed ho deciso di provare l’accoppiata Ubuntu, Linux questo è il risultato:

trends3.jpg

La discesa pericolosa nel termine di ricerca Linux è accompagnata dalla salita del termine Ubuntu registrata anche nell’altro grafico ma il fatto più significativo è la possibilità di convergenza delle due curve.

Personalmente ho estrapolato delle mie convinzioni circa questi dati:

  1. Ubuntu è una, se non la prima, ra le distro più usate
  2. Il successo di Ubuntu ha dato una spinta al comparto open
  3. Gran parte dei successi di GNU/Linux fatti registrare in ambiente domestico da GNU/Linux è da attribuire all’influenza di Ubuntu
  4. La comunità, e più in generale l’interessa dell’Italia, verso questa distro è notevole
  5. La comunità italiana conduce un ottimo lavoro
  6. Ovviamente non tutto il merito è da attribuire alla Canonical…….

Adesso che ho felicemente esposto il mio punto di vista potete pure partire con i numerosi flames che sono sicuro questo post scatenerà.

Ciao a tutti.

Nuovo spin in casa Fedora

In casa Fedora è tempo di spin, la nota distro infatti presenta una nuova distro equipaggiata con le tecnologie di Sugar.

Sugar_Jar.jpg

Se non lo ricordate Sugar è l’ambiente che il progetto di Negroponte, con il suo laptop XO a besso costo per i paesi emergenti, usa sopra ad un core direttamente derivato da Fedora.

Ora il progetto Sugar è gestito da una apposita società creata ad hoc dal nome quasi ovvio di Sugarlabs la quale porta avanti il lavoro intrapreso senza scopi commerciali o fini di lucro.

Ora la situazione si aggiorna e vece Fedora rilasciare, con uno spin, un live cd che presenta Sugar come ambiente di default del sistema, la stessa live integra il sistema di video scrittura sugar-write basato su Abiword più altri software caratteristici dell’ambiente in questione.

Quasi quasi la provo giusto per farmi un’idea di questa nuova interfaccia.

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Ciao a tutti.

Intel abbandona Ubuntu per Fedora

Il progetto Moblin di Intel, volto a creare una suite di strumenti open per i dispositivi di tipo mobile e MID, ha recentemente cambiato le sue preferenze in fatto di distro sul quale basarsi.

Se infatti fino ad oggi le preferenze erano per Ubuntu è da segnalare un radicale cambio di distro ed ecco che il progetto si sposta verso Fedora.

Promo di moblin

Le voci ufficiali danno motivazioni poco chiare ed alquanto discutibili circa i motivi dell’abbandono, primo tra tutti la gestione delle licenze dei pacchetti Deb non sufficientemente soddisfacente per il progetto che nei pacchetti RPM ha trovato ciò che cercava in secondo luogo la possibilità di creare delle soluzioni proprietarie all’interno degli RPM (suona come “possiamo chiudere qualcosina…..”).

Certo che è da valutare come il passaggio sia stato repentino e senza preavviso e mi domando se i dirigenti della Intel abbiano fatto i conti con le forme di assistenza che le due distro sono in grado di offrire.

Ubuntu può contare su di una comunità forte e su di un team di professionisti stipendiati che lavorano su di essa 8 ore al giorno mentre Fedora, anche se finanziata da Red Hat, attualmente può contare ufficialmente solo sulla sua efficiente comunità.

Speriamo comunque che le speranze riposte in questo progetto non siano vane dato che urante il prossimo Intel Developer Forum previsto a San Francisco dal 19 al 21 agosto verrà mostrata una prima pre-release al grande pubblico.

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Ciao a tutti.