Apri e dai fiato, la brutta abitudine del popolino italico

Quando un evento perfetto viene sminuito dal manager di turno

Capita dunque che delle volte ci siano delle grandi inziative volte a portare il valore del software libero all’interno del quel circuito chiuso, e perchè no vecchio ed obsoleto, delle aziende.

Capita anche che il sottoscritto venga chiamato a relazionare su di un argomento inerente a questa tematica e, pur a proprie spese, l’individuo in questione affronta volentieri tratti di strada relativamente lunghi spinto dalla voglia di portare a conoscenza del mondo una cosa meravigliosa come il software libero.

Non sono un santo ed inutile negare che vedo queste opportunità come un mezzo di sponsorizzazione personale che potrebbe trasformarsi in occasioni per conoscere persone e realtà con in quale instaurare reali collaborazioni lavorative anche importanti.

Sembra un quadro idilliaco ma dietro l’angolo si cela sempre l’interesse, il losco ma soprattutto l’ignorante di turno che, pur di proteggere i propri interessi, fa figure degne del peggiore conoscitore degli argomenti trattati.

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No al rootkit

Il Kernel Linux al riparo dai rootkit grazie ad alcuni ricercatori

Un software in grado di guadagnare da solo diritti di amministrazione totale del sistema senza alcuna autorizzazione da parte del proprietario della macchina, questo, in estrema sintesi, è il significato della parola rootkit.

Queste piccole porzioni di codice non risparmiano nessun sistema operativo GNU/Linux incluso e, come se non bastasse, passano il più delle volte indisturbate non rivelandosi all’occhio dell’amministratore del sistema.

In un immediato futuro la situazione potrebbe cambiare evolvendosi a favore dei GNU/Linux visto il lavoro di un team di ricercatori che hanno messo a punto una tecnica in grado di proteggere il Kernel Linux dagli attacchi di questi software.

Il team cinese ha battezzato il sistema Hooksafe ed esso si preoccupa di monitorare gli accessi agli hook del kernel dopo averli spostati in una precisa porzione di memoria bloccata e gestita dal sistema per quel che riguarda gli accessi, lo spostamento permette in questo modo di avere una migliore visione d’insieme del sistema.

I test eseguiti sono molto confortanti, dopo aver cercato di installare 9 rootkit scritti per il kernel 2.6.xx su di una Ubuntu appositamente equipaggiata si sono registrati 7 successi e 2 successi parziali.

Del gruppo di nove software i primi 7 non sono riusciti ad installarsi mentre gli altri 2 non sono riusciti a nascondersi agli occhi dell’amministratore.

Un risultato notevole che però ha un suo punto debole ovvero fino ad un 6% di prestazioni in meno rispetto ad un sistema senza alcuna protezione, per chi è più curioso ecco il link al paper che verrà presentato nei prossimi giorni.

Link

Ciao a tutti.

I nuovi file system per GNU/Linux: exofs (terza ed ultima parte)

Terzo ed ultimo post per quel che riguardo i futuri file system del pinguino, oggi tocca ad exofs

Il sistema exofs è il secondo candidato ad entrare in competizione con le attuali metodologie di archiviazione, come anticipato nel primo post di questa breve serie la particolarità di questo file system ricade nella capacità di costruire la propria architettura su di un concetto di oggetto e non di blocco.

Inizialmente sviluppato da IBM venne poi “cresciuto” dalla Panasas che ne cambiò anche il nome da file system OSD al nome attuale.

Spiegare il funzionamento di un file system ad oggetti è estremamente complicato e per questo non mi avventura nemmeno nell’impresa in cambio però fornisco una immagine che dovrebbe in qualche modo spiegare come il sistema gestisce il disco:

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I nuovi file system per GNU/Linux: NiLFS(2) (parte prima)

GNU/Linux ovvero il sistema operativo più innovativo per quel che riguarda file system

Da sempre il sistema operativo open per eccellenza è stato un laboratorio di sperimentazioni da parte di tutti i professionisti ed appassionati che lavorano con esso.

I file system sono una parte importante di un OS e spesso pesano in modo importante sulle prestazioni generali del sistema, GNU/Linux da parte sua non ha avuto mai grandi carenze da questo punto di vista ha anzi innovato molto il settore attraverso la famiglia di file systema ext ormai giunta alla versione 4.

Velocità, ottimizzazione e sicurezza sono i criteri che hanno da sempre contraddistinto questa famiglia di file di sistema anche se nella versione 4 piccole incomprensioni hanno lasciato pensare al peggio.

Se ad andiamo ad analizzare questo settore troveremo che da circa un decennio non si registrano grandi rivoluzioni concettuali all’interno di questo importante settore informatico, tutte le migliorie che abbiamo registrato fino ad ora sono implementazioni migliorate di idee che ormai hanno la loro veneranda età considerando la rapida evoluzione del mercato.

La notizia di un nuovo file system per il pinguino porta subito una certa emozione, badate bene non sto parlando di una nuova versione o release di un sistema già esistente ma proprio di un nuovo prodotto nuovo di zecca che deve ancora vedere la luce.

Stiamo parlando di un log-structured file system, l’intuizione per questo sistema risale al 1988 ad opera di John Ousterhout e Fred Douglis successivamente la prima implementazione si è potuta osservare all’interno del sistema operativo Sprite nato nel 1992.

Un log-structured file system è in grado di vedere il file system come un log circolare dove i dati ed i metadati vengono scritti alla testa di un file di log e lo spazio necessario alla scrittura dei nuovi dati viene di volta in volta recuperato dalla coda stessa del file.

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Armatevi e programmate

Il software open pronto a sbarcare in forze nel settore difesa degli USA

tux_with_a_gun.jpgPer ora è solo uno studio, una nota che elenca i vantaggi dell’adozione del software a codice sorgente aperto nel campo militare se esso fosse adottato come valido sostituto di quello proprietario ma sembra che la volontà di portare questo tipo di software nella difesa degli USA sia reale e forte.

I primi esempi di questa piccola rivoluzione armata potrebbero essere nei famosi droni ovvero quel tipo di veicoli aerei in grado di manovrare senza pilota a bordo ma solo con l’ausilio di un controllo remoto gestito direttamente a terra da personale specializzato.

Già durante il 2008 una missiva incaricava il ministero della difesa USA di favorire l’introduzione di software aperto per la gestione di questi mezzi di spionaggio che all’occorrenza possono essere usati anche come aerei leggeri da attacco.

Il progetto open del ministero è ospitato all’interno del sito https://www.forge.mil/.

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Skype open in un futuro ormai vicinissimo

Il noto programma VoIP Skype si appresterebbe a divenire open

Una rivoluzione tanto attesa potrebbe coinvolgere Skype e gli utenti GNU/Linux i quali, entro pochissimo tempo, potrebbero trovarsi nella condizione di poter compilare il famoso software per la comunicazione su VoIP partendo da quelli che sono i sorgenti del software stesso.

Questa è la possibile verità che scaturisce da una risposta non ufficiale rilasciata all’interno delle liste di supporto del software.

Lo stesso tecnico che ha rivelato questa notizia ha poi lasciato intendere che i codici sorgente di Skype potrebbero essere rilasciati a breve, se avete pensato di preparare una bottiglia di pregiata birra monastica per festeggiare risparmiate il prezioso nettare, la discussione ha lasciato intendere come solo il client venga aperto ma non il protocollo di comunicazione il quale resterà blindato come sempre.

Parlando con un amico di questa situazione che si potrebbe venir a creare siamo giunti alla conclusione che lo sviluppo di un client migliore costerebbe degli investimenti che con molta probabilità Skype non è in grado di sostenere vista la brutta crisi finanziaria che la società sta passando, ecco quindi la “genialata” dei boss del gruppo ovvero liberare il codice sorgente per permettere alla comunità open di portare avanti il progetto migliorandolo ed arricchendolo di nuove funzionalità.

Nello stesso tempo Skype si comporterebbe come un semplice fornitore di servizi VoIP liberandosi dagli oneri di sviluppo del client che viene usato per usufruire del suo protocollo blindato.

Scusate ma non mi sento di gioire…..almeno non completamente.

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Ciao a tutti.

Usplash e Xsplash belli ma….non ho tempo da perdere

Confermato, le nuove implementazioni grafiche per il boot di Ubuntu 9.10 sono lente

Siete emozionati per l’uscita della nuova release di Ubuntu, ormai alla versione 9.10, prevista per domani??

Ottimo ma sappiate che non sono tutte rose e fiori, in questa nuova versione possiamo vedere implementate due novità grafiche, dalla dubbia utilità, che permettono di avere un po di amenità grafiche durante la fase di boot del sistema.

Soluzioni di questo tipo sono ben accette, una ottima grafica presenta il sistema in modo ottimale e magari fanno anche la loro figura quando c’è da mostrare GNU/Linux, in una delle sue tante versioni, ad un utente desideroso ad avvicinarsi al mondo Linux.

Tutti, o quasi, belli felici di questa implementazione vediamo come il sistema funziona.

All’avvio un bel logo bianco di Ubuntu su sfondo nero fa la sua comparsa la centro del monitor, esperienza di grande effetto anche se ricorda da vicino la “meletta di certi pc Apple”; subito dopo ecco che arriva una seconda schermata di caricamento composta da una sottile barra sulla quale scorre avanti e indietro un cursore argenteo che potrebbe soddisfare le fantasie grafiche di molti utenti alle prime armi che installano Ubuntu per veder girare vorticosamente il proprio cubo.

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Android alla ribalta con la nuova release 2.0

Da Google la nuova release della piattaforma per dispositivi mobili

Il nuovo kit di sviluppa (SDK) per Android ha fatto la sua comparsa on-line, siamo alla release 2.0 e sono molte le novità che coinvolgono il rilascio del sistema operativo Linux based per dispositivi mobili.

Tra le novità più interessanti ci sono una gestione dei contatti migliorata, controlli multi-touch e zoom digitale per la fotocamera che i nuovi dispositivi avranno integrata nell’hardware.

Anche il comparto professionale si avvantaggerà di questa nuova release visto il supporto all’HTML 5 attraverso API ed il supporto a Microsoft Exchange il quale è molto usato in ambiente enterprise.

Un filmato che mostra le novità è stato rilasciato direttamente da Google:

Immagine anteprima YouTube

sembra che questo OS “mobile” sia migliorato in modo evidente con questo ultimo rilascio, notevole la gestione del bluetooth che permette uno scambio di dati realtime ideale per implementare sistemi di gioco condivisi tra due o più partecipanti alla sessione di multiplay.

Apple, con il suo iPhone, dovrebbe a questo punto iniziare a pensare in modo serio alle implicazioni che questo rilascio ha sul mercato, molte aziende stanno basando il proprio business su questa piattaforma che cresce molto velocemente.

Sarebbe auspicabile un supporto completo al protocollo di comunicazione per il dispositivo Apple che altrimenti si ritroverebbe inevitabilmente a dover rincorrere il rivale Open.

Ciao a tutti.

LinuxDay ‘09, Windows 7 e Torvalds

Giorni intensi per Microsoft e GNU/Linux

Mentre io sono impegnato con il LinuxDay ‘09 in quel di Cosenza, ospite del Clan, mentre Linus Torvalds è impegnato in quel di Tokyo a scattare foto in un negozietto simpaticissimo:

linuxwindows7.jpg

e mentre esce, coma da foto, il nuovo prodotto Microsoft denominato Windows “Vista stable release” Seven ecco che anche Canonical annuncia la riapertura del servizio ShipIt per ricevere in forma totalmente gratuita la propria copia della ormai imminente nuova release di Ubuntu 9.10.

Questo il link al servizio https://shipit.ubuntu.com/, a voi usufruirne in modo intelligente.

Ciao a tutti.

P.S.: un ringraziamento particolare per U-Black e Vanilla…..che potete trovare qui. :-)

A fine anno forse una sorpresa da Google

Android sboccato su di un terminale marchiato Google, potrebbe essere una svolta

Anche se ottimo il progetto Android è vincolato alla disponibilità di operatori del settore e aziende produttrici, se nessuno dei due attori citati prima si proponesse di portare in un paese un terminale Android nessuno potrebbe acquistarne all’interno dei confini della nazione stessa.

Da parte sua Google si è limitata per ora a dare il via a questa enorme collaborazione per la creazione di questo nuovo OS libero e personalizzabili da tutti, ogni produttore ha da sempre presentato le proprie proposte più o meno allettanti ma comunque tutti i dispositivi vengono venduti attraverso la rete delle varie telco che operano sul territorio nazionale.

Se da un lato questo sistema di vendita garantisce ottimi margini per i produttori e le compagnie telefoni possiamo anche registrare un malcontento notevole da parte degli utenti che in questo modo si ritrovano a fare i conti con costi esorbitanti dei terminali, tariffe telefoniche che non accennano a diminuire ed un’altra infinita serie di problemi che questo tipo di mercato si porta con se.

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