La licenza GPL perde terreno

Uno studio condotto dalla Black Duck rivela come la licenza GPL sia in netto declino in favore della MS-PL

licenza_.jpgLa licenza GPL, colonna portante del mondo open, sembra essere pericolosamente in declino vista la caduta di popolarità che sta avendo tra gli sviluppatori di tutto il mondo, niente scenari apocalittici certo, però una situazione che non mancherà di far riflettere molti tra coloro che frequentano questo mondo.

Quello che preoccupa di più è l’aumento di progetti che adottano la licenza creata da Microsoft MS-PL, questa volta sarò prevenuto e pur non conoscendo la licenza in questione sento odor di bruciato.

Se state pensando che questo studio sia di parte ridimensionate le vostre idee, la Black Duck che si è occupata di rilevare i dati è un’azienda che fornisce prodotti e servizi per tutti i programmatori di tipo open niente dati “sporchi” da contratti e pagamenti di parte per questo studio…..almeno in apparenza.

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Stallman, Gnome 3.0 e Mono….rabbrividisco

Il consiglio del saggio Stallman sulla questione Mono mentre Gnome 3.0 aggiunge altri software C# e Debian pensa di integrare Mono di default

gnome_mono.jpgNel bene o nel male siamo tutti un po curiosi di vedere le mirabolanti innovazioni che la versione 3.0 di Gnome porterà con se soprattutto dopo l’avanzamento tecnologico e grafico fatto registrare da KDE con la sua release 4.x.

Non credo che gli utenti storici, lo zoccolo duro, di Gnome sentano impulsi particolari tali da ricercare innovazione a tutti i costi ma penso che sia anche giusto portare una ventata di freschezza nel mondo “incantato”, incantato nel senso di abbastanza statico e fermo, degli gnomi.

Personalmente ho sempre apprezzato il lavoro degli sviluppatori del progetto, il concetto di innovazione è giusto ma non deve essere applicato in modo indiscriminato in modo da servire due cause superiori, da un lato il bisogno degli utenti di un periodo di migrazione coerente con l’innovazione da inserire in modo da non sconvolgere lo stile di lavoro dello stesso ed il suo rapporto con il desktop e dall’altro la necessità di fare della corretta innovazione ovvero non sparare codice scritto in modo approssimativo da non funzionare correttamente o talmente acerbo da funzionare bene ma con inutili caratteristiche peculiari.

In questo i ragazzi di Gnome sono dei maestri, il nuovo codice e le nuove caratteristiche vengono introdotte con molta cautela senza cercare inutilmente di inserire a tutti i costi caratteristiche inutili, meglio migliorare quello che già si ha nelle mani prima di iniziare a pensare al passo successivo.

Gnome 3.0 porterà con se varie innovazioni e tra queste una che preferirei non vedere affatto, come segnalato da ITWire, in una intervista a Dave Neary, la nuova release del famoso DE avrà al suo interno molto più Mono rispetto alle versioni che conosciamo ora; di per se il fatto potrebbe destare disinteresse ma attenzione che siamo di fronte ad questione delicata che coinvolge licenze d’uso.

Come lo stesso Richard “mio signore onnipotente” Stallman ha suggerito ieri Mono potrebbe creare evidenti problemi alle distro GNU/Linux a partire dalla stessa Debian che, come sappiamo, è la base di moltissime altre famose distribuzioni.

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Mark “vengo dalle stelle” Shuttleworth parla di Win7 e non solo

L’ormai arcinoto Mark Shuttleworth ha recentemente rilasciato una intervista dove ha sbottonato le proprie impressioni sull’andamento dell’eterna lotta Win vs GNU/Linux.

Lo stesso Mark ha dichiarato di aver scaricato e provato la beta di quello che sarà il nuovo sistema operativo di casa Microsoft rimanendone piacevolmente impressionato, in un paio di ore d’uso ha apprezzato il lavoro svolto dall’azienda di Redmond giungendo alla considerazione che Windows seven sarà un buon, se non ottimo, prodotto.

Shuttleworth ha dichiarato inoltre di desiderare e sperare che questo nuovo sistema operativo targato Microsoft porti pace nella lunga lotta tra GNU/LInux e Windows nel mercato dei sistemi netbook.

In questo momento, secondo l’uomo d’affari, si assiste ad una svendita di licenze WinXp, ciò è possibile grazie all’enorme guadagno che il sempre inossidabile sistema operativo ha portato ripagando in modo considerevole gli investimenti fatti per il sio sviluppo.

Windows Vista non è mai statto un concorrente per GNU/Linux nel settore netbook (e tanto meno in quello informatico aggiungo io) quindi è necessario considerare che la politica aggressiva delle licenze a basso costo finirà al momento del rilascio di Windows 7 che invece è stato prodotto pensando ad un suo possibile utilizzo all’interno dalla nuova tipologia di macchine.

Sicuramente considerazioni giuste e valide che vedrebbero GNU/Linux dominare, per prestazioni e costi, nel settore dei netbook personalmente però, pur ritenendo questo un settore cruciale dello sviluppo informatico, non punterei soltanto alla diffusione del sistema operativo libero in questo particolare mercato attuando politiche ad ampio spettro dedite alla promozione del prodotto.

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Ciao a tutti.

Una analisi economica dell’open source tra costi, vantaggi e sfide da cogliere

Vi siete mai chiesti in che modo GNU/Linux ed il software Open in generale rende il mondo dell’IT più conveniente ed interessante??

In questo post mi propongo di elencare ed analizzare alcuni dei punti a favore delle infrastrutture basate di software libero.

Andiamo con ordine, innanzi tutto è da considerare l’estrema convenienza di quasi tutto il software open, spesso esso offre caratteristiche identiche o superiori al software commerciale pur non pretendendo l’esborso di centinaia di euro per ogni licenza usata.

Oltre all’indubbio fattore economico è d’obbligo ricordare anche all’estrema versatilità che il codice sorgente aperto pone a chi lo utilizza; una ipotetica azienda che sviluppa il suo business su di una infrastruttura open non rimarrà legata alla ditta produttrice ,che è la sola a conoscere i segreti del suo software, ma può in ogni momento valutare una integrazione dei suoi servizi con altri strumenti oppure ad un radicale cambiamento di piattaforma.

Scendiamo più in dettaglio:

  1. Risparmio sui costi: ogni postazione è libera da vincoli commerciali per l’utilizzo di software libero, aggiornamenti sempre disponibili e spesso velocissimi permettono già da subito un enorme risparmio in fase di progettazione della infrastruttura
  2. Nessuna fidelizzazione: il software libero, proprio perchè tale, non lega il cliente all’azienda ma permette un controllo totale sui moduli da utilizzare o sui software da implementare
  3. Codice aperto: spesso il codice aperto fa rima con sicuro in quanto tecnici competenti sono in grado di scovare errori, vulnerabilità o problemi e mettere riparo subito agli stessi suggerendo magari successivamente il metodo adottato alla comunità che provvederà a diffonderlo verso tutti gli utenti
  4. Innovazione e sviluppo: questo è un punto di forza notevole dei progetti Open, il numero di persone coinvolte e così ampio che molto spesso essi sono il metodo di avanzamento scientifico ideale per portare alla ribalta idee ed intuizioni circa funzionalità da implementare in un software

Fino a qui tutto quello che il mondo Open può fare per noi ma è necessario anche guardare avanti e saper cogliere delle sfide per sopravvivere nel mondo informativo da sempre contraddistinto da un elevatissimo tasso di competitività e di “cannibalismo aziendale”.

Le sfide non mancano ma personalmente penso che si possano riassumere gli obbiettivi del nuovo anno in pochi ma ben definiti punti:

  1. Licenze: sempre più spesso è possibile leggere di cause milionarie inerenti brevetti e proprietà intellettuali di software; è necessario porre molta attenzione al tipo di licenza che si utilizza anche nel mondo Open, è possibile trovare una infinità di licenze diverse e più o meno permissive. Un esempio di licenza che gradisco molto è quella che accompagna il progetto Apache, completa libertà di modifica e ridistribuzione del codice sorgente.
  2. Sviluppatori poco corretti: anche se la fuori c’è un mondo di persone volenterose e piena di buoni propositi spesso è necessario fare i conti con quelli che possiamo chiamare “sviluppatori canaglia”; questa spregevole razza di individui che pur di produrre software non si fa scrupoli ad aggiungere qualche riga di codice aperto nei loro programmi chiusi, spesso questo fenomeno è dovuto a licenze non sempre chiare; purtroppo effettuare controlli e molto difficile ma porre delle regole più restrittive gioverebbe sicuramente a questo fenomeno.
  3. Limitare lo spreco di risorse: un solo progetto molte menti, molti rilasci tutti con caratteristiche apprezzabili ma nessuno di esso con caratteristiche complete. Perchè non centralizzare questi sforzi?? Nel mondo dell’IT la stabilità delle release e l’aggiunta di funzionalità deve coincidere ed è poco convincente avere 10 versioni dello stesso software in grado di gestire ognuna un aspetto fondamentale delle nostre esigenze, si finisce con il preferire una soluzione commerciale unica che in unico software accomuna tutte le caratteristiche delle 10 versioni libere…….occasione mancata. Questo tipo di sviluppo andrebbe evitato in favore di una versione principale seguita da sotto versioni sperimentali in grado di offrire una visione di quanto andrà ad alimentare il progetto principale, in questo modo è possibile anche raccogliere maggiori feedback senza però costringere un’azienda o ente ad una scelta difficile che spesso sacrifica sul campo molte delle caratteristiche richieste al software solo perchè disponibili in versioni differenti dello stesso tool.
  4. Qualità del servizio: creare un business sul software aperto non è semplice ne facile e tanto meno remunerativo nel breve o medio termine ma questo non deve scoraggiare anzi dovrebbe far si che i team di sviluppatori ponessero attenzione a quello che dovrebbe essere un punto centrale del loro lavoro: la certificazione. Rilasciare documentazione che attesti la capacità di un determinato strumento a svolgere il suo compito in una precisa piattaforma hardware porterebbe sicuramente maggiore visibilità al software in ambito commerciale. Questo punto non è sempre realizzabili visti i grandi investimenti necessari alla sua realizzazione in termini di risorse umane.
  5. Assistenza professionale: team di formazione, assistenza 24×7 e possibilità di interloquire con esperti; sono queste le certezze che rassicurano le aziende in cerca di software per le loro infrastrutture è ora che le piccole realtà pensino al da farsi per non essere tagliate fuori dal business……se non lo hanno capito questi sono punti che permettono di guadagnare nel mondo del codice aperto.

Più in generale possiamo dire che le sfide per affermare ancora di più l’Open source nel mondo aziendale non sono poi molte ma alcune di esse sono ardue d affrontare specialmente per piccole realtà da poco sulla piazza ma sono queste le condizione da rispettare per crescere e porsi come “standard aperto de facto” in un settore cruciale di tutte le economie moderne.

Ciao a tutti.

Google Open, Google Closed….STOP!! Google è Google

Dopo il putiferio che si è potuto leggere ieri su Punto informatico circa la presunta poca correttezza di Google rispetto al mondo open ho cercato di creare un mio proprio pensiero analizzando in modo oggettivo i fatti.

Iniziamo quindi a leggere l’articolo di accuse e quello invece di difesa.

La questione in realtà è molto semplice da capire, Google come azienda impegnata in un settore difficile come quello di internet ha sempre sfruttato mezzi potenti ed in grado di fornire ad essa quella possibilità in più rispetto ai concorrenti già all’epoca molto più avanti ed agguerriti dell’attuale colosso.

La via open quindi era quasi una via obbligatoria per una azienda che nata dal nulla desiderava conquistare nel più breve tempo possibile le vette del settore.

Avere codici aperti e disponibili ad ogni modifica permette di risparmiare molto lavoro e denaro così da essere subito pronti ad aggredire il mercato.

Da qui infatti quote di mercato sempre più ampie e servizi gratuiti che fino ad ora solo pochi avevano candidamente sognato, in men che non si dica i concorrenti si sono trovati a dover rincorrere la grande G che ormai si era lanciata verso il futuro permettendo a tutti di avere servizi di qualità da utilizzare gratuitamente ed API per gli stessi da integrare in pagine internet di singoli utenti.

Possiamo quindi riconoscere alla stessa Google un merito e cioè quello di avere portato una grande competizione all’interno della rete che ha stimolato molti alla creazione di progetti ambiziosi che altrimenti difficilmente sarebbero stati avviati.

Tutto questo è stato creato grazie al codice aperto e questo Google lo sa bene ma ovviamente non può (sarebbe da stupidi) rilasciare il codice scritto da loro per le varie funzionalità che comunque rimangono gratuite.

Si pensi ad esempio al solo algoritmo completo del loro motore di ricerca, cosa ne sarebbe di Google se tutti i motori di ricerca utilizzassero lo stesso algoritmo di Google reso totalmente aperto??

Sicuramente uno stallo dell’innovazione in quanto nessuno predominerebbe su gli altri il che porterebbe ad una totale indifferenza alla ricerca per migliorare il proprio prodotto al fine di conquistare quote di mercato.

Quando possibile, perchè non in contrasto con le politiche di concorrenza, la stessa BigG apre i sorgenti, è il caso di parte dell’algoritmo di indicizzazione delle pagine web, delle nuovissime e fiammanti screenlets o della prossima piattaforma mobile Android open al 100%.

Non voglio difendere nessuno ovviamente ma c’è da ricordare come il nome scelto dai fondatori sia Google Inc. e non Google no profit fondation questo significa che ci sono scopi di lucro ma come dimostrato quando si può fanno del loro meglio per renderci partecipi del loro codice.

Riflettendoci bene non mi preoccuperei del codice chiuso di Google ma piuttosto della condizione di monopolio che sta creando, se pensiamo bene l’uso di internet sta diventando "Googlecentrico"; parti dal motore di ricerca ed approdi alla casella mail passando per la mappa, il reader di feed, la pagine iGoogle per le notizie personalizzate, la visione di un filmato su youtube e mille altri servizi gratuiti che vengono messi a disposizione.

Questo mi preoccupa molto………

Ciao a tutti.

Anche Adobe libera flash

Sembra che la mania, molto positiva, di liberare codice da vincoli stia sempre di più contagiando i produttori di tecnologie importanti.

E’ la volta di Adobe che non ha proprio liberato la tecnologia flash ma ha reso disponibili le specifiche del plugin e tutti i dati rigurdanti i formati tipici SWF/FLV/F4V.

Anche le licenze saranno rimosse dai software che rispondono al nome di Adobe Flash ed AIR anche se il sorgente di questi ultimi rimarrà inesorabilmente chiuso.

Grande lavoro quindi ora per Gnash che potrà giovare di questo importante annuncio.

Un brava quindi alla direzione Adobe che, anche se timidamente, sta muovendo i primi passi verso una direzione certamente in grado di dare grandi soddisfazioni.

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Ciao a tutti.