Nautilus + zeitgeist in un nuovo video

Zeitgeist fa sfoggio di se in un nuovo video

Un nuovo video ha fatto la sua comparsa in rete qualche giorno fa e ci mostra le evoluzioni del progetto Zeitgeist.

Per chi non lo ricordasse Zeitgeist è il nome in codice di un fantastico progetto che mira a rendere più fruibile il proprio desktop, maggiori info e riferimenti qui.

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Ciao a tutti.

Googlofono Nexus One, tra luci ed ombre

Android in salsa Google ma sembra che ci siano problemi

Dopo mesi di attesa, se non anni, ecco che si palese ai nostri occhi il primo esemplare di telefonino progettato e commercializzato da Google con la collaborazione per la parte produttiva di HTC.

A detta di chi ha già avuto modo di provare con mano il dispositivo lo stesso è costruito in maniera eccellente, HTC ci abituati ad avere telefoni dai materiali solidi e dall’assemblaggio preciso.

Il sistema operativo è la massima espressione attualmente reperibile sul mercato di Android in noto OS per dispositivi mobili lanciato da Google ormai qualche tempo fa e portato avanti da un consorzio di produttori che sembrano essere poco contenti della mossa commerciale del colosso del web.

Certo è che i produttori di altre soluzioni hardware equipaggiate con Android non hanno tutti i torti, l’appeal e la forza del marchio della grande G unite alla capacità di fornire tutti quei servizi web ormai indispensabili per la vita del moderno geek possono effettivamente far decidere, per chi considerasse l’acquisto di un telefono con questo OS, di scegliere il modello proposto dal colosso delle ricerche.

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Come Google manipola il kernle Linux, alcuni numeri

Una delle aziende più potenti del web basa la propria forza su GNU/Linux, ecco alcuni dettagli sul suo utilizzo

Si può tranquillamente affermare con relativa certezza che al mondo non esiste azienda con il maggior numero di installazione GNU/Linux attive rispetto a Google.

Rispetto al suo enorme utilizzo all’interno dell’azienda poco o nulla si sa sui sistemi che Google implementa nelle sue macchine per adattare il nostro OS preferito alle sue esigenze, Mike Waychison, dipendente dell’azienda, cerca di far luce sui problemi e le soluzioni che a Mountain View incontrano sul loro cammino.

Al di la di quello che si possa pensare all’interno di Google il codice kernel viene gestito con un tool che ha ben poco di open ovvero Perforce, magari potrebbero rivolgersi a soluzioni aperte sicuramente più performanti.

Non esistono diversi rami del kernel Linux al quale i tecnici lavorano ma tutte le forse vengono impegnate nell’uni filone principale di codice; 30 sono gli ingegneri che ogni giorno lavorano a tempo pieno al kernel Linux.

Hanno iniziato con il kernel 2.4.18 al quale sono state applicate patch per un ammontare enorme, circa 2000 modifiche; successivamente, dopo aver aggiunto ben 492.000 linee di codice, la scelta di passare al 2.6.11 per via della necessità di avere del supporto SATA.

Alla versione 2.6.11 è seguita la 2.6.18 ed attualmente si sta lavorando sulla preparazione di un kernel base 2.6.26.

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I nuovi file system per GNU/Linux: NiLFS(2) (parte seconda)

Primi esperimenti con NiLFS(2)

Finito il tempo delle descrizioni e delle parole è giunto quello di passare all’azione, mettere le mani pasta nelle novità open è il passatempo preferito di ogni smanetto che si rispetti ed anche in questo caso non poteva mancare questa interessante parte.

Per testare queste innovazioni dovete fornirvi di un apposito kernel:

1) 2.6.27 con moduli ricompilati

2) 2.6.30-rc1 che già integra il tutto al suo interno

in entrambe i casi vi consiglio di gettare un rapido e veloce sguardo alla pagina ufficiale del progetto dove, nella sezione FAQ (http://www.nilfs.org/en/faq.html), potete trovare informazioni tecniche in grado di facilitarvi i compiti.

Poniamo la condizione per cui il vostro sistema è pronto a recepire i comandi adatti all’attivazione e funzionamento del file system, per prima cosa è necessario caricare il modulo adatto quindi da un console di sistema date il seguente comando:

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sudo modprobe nilfs2

ora capite bene come sia impossibile avere un file system nativo dato che il vostro sistema è attivo quindi adotteremo un piccolo trucco innocente, creeremo un file dove andremmo a creare un file system montandolo nel sistema.

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Linux e cloud computing, un rapporto indissolubile

Perchè ed in che modo GNU/Linux riesce a dominare il mercato delle nuvole informatiche.

Quando si parla di web e di social network spesso si sentono le solite considerazioni più o meno valide sulla qualità dei servizi offerti o sul target che l’ideatore dell’applicazione web intende raggiungere attraverso le pagine della sua creazione.

Personalmente sono un frequentatore moderato di social network, tanto che ad esempio non ho un account Facebook, ed a dire il vero sono costante solo su quella meraviglia chiamata Twitter ma mi interessano molto questi moderni servizi di quella evoluzione che una volta era chiamato web ed ora, con il passare del tempo, si è trasformato nel web 2.0.

L’interesse personale per queste piattaforme risiede nel loro sistema di funzionamento ovvero nel conoscere, e quindi capire, come questi servizi possano erogare il loro codice in modo fluido e così dinamico anche con milioni di utenti connessi contemporaneamente.

Si entra nel mondo del cloud computing ovvero in una dimensione di servizi professionali che permettono di scalare ed offrire capacità di calcolo e spazio in modo dinamico e veloce.

Per capire meglio di cosa sto parlando è indispensabile avere le idee più o meno chiare riguardo all’anatomia di una piattaforma di questo tipo:

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Fat Linux

Il kernel ha messo su chili ed anche il suo creatore se ne preoccupa

Qualche decennio fa,  forse anche meno, per indicare una situazione di benessere o di guadagni estremi si diceva “ma questo è grasso che cola” vista l’importanza che il grasso ha da sempre ricoperto per identificare una persona ben nutrita e quindi in salute.

Passano gli anni ed il grasso non è più visto di buon occhio, malattie cardiovascolari ed altri problemi legati all’obesità fanno demonizzare quello che per secoli è stato il riferimento più semplice ed immediato per indicare lo stato di saluto di qualcuno o qualcosa.

Possiamo comodamente trasportare questa allegoria anche in campo informatico; pensate a GNU/Linux come ad un piccolo adolescente mal nutrito a causa delle pochissime persone disposte a pagare per porre sulla tavola del cibo, un bel giorno questo bimbo dimostra delle doti intellettuali sorprendenti che lo mettono in mostra e lo fanno diventare una star pronta ad essere finanziata da moltissime realtà economiche.

Gli investitori si moltiplicano, il cibo cresce ed ecco che il nostro kernel, una volta snello, si ritrova a divorare circa 5000 righe di codice al giorno fino a lievitare di 2,7 milioni di righe negli ultimi 10 anni.

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Nuovo capitolo per “Microsoft amica del kernel Linux”

Novità per l’interessante saga che vede protagonista la grande azienda di Redmond

Tutto è iniziato con il rilascio sotto licenza GPLv2 di alcuni driver per il kernel Linux da parte dello storico nemico Microsoft, si proseguì con sospetti prima, e certezze poi, della non buona fede del colosso dei sistema operativi che sarebbe stata costretta al rilascio sotto GPLv2 a causa di una parte del codice, presente progetto in questione, già fornito sotto licenza open.

Ora la direzione Microsoft dirama un comunicato dove dichiara che non c’è stato nessun obbligo nel rilasciare il codice sotto licenza GLPv2 ma solo una volontà da parte dell’azienda di fare una scelta di collaborazione al fine di favorire lo scambio e la soddisfazione dei clienti.

Anche le stesse fonti che per prime avevano dato notizia di un sorta di imbroglio da parte della Microsoft hanno smentito le loro stesse righe scritte.

Che si sia trattato di una bufala?

A stento riesco a credere nella bontà d’animo firmata Microsoft, penso che questa bontà d’animo sia una versione tarocca di quella vera, tendo ad essere scettico conoscendo le mosse commerciali che hanno adottato a Redmond più e più volte.

Resta certo il fatto che ormai questo codice è libero ed a disposizione della comunità e che, con molta probabilità, non sapremo mai la verità su questo che io considero un fatto isolato, un picco anomalo che in una seri analisi statistica andrebbe eliminato senza pensarci due volte.

Forse tra uno e due anni qualcuno se ne uscirà con alcune mail interne dove si scoprirà l’ennesima magagna per mettere in difficoltà il mondo open.

Link

Ciao a tutti.

Ancora sulla vulnerabilità del kernel Linux

Un filmato semplice che dimostra come la vulnerabilità sia reale e sfruttabile

Dopo la scoperta della vulnerabilità dei kernle Linux 2.6.30 e 2.6.18 ecco comparire i primi filmati che dimostra come l’hack sia effettivamente reale e soprattutto sfruttabile:

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Ho avuto visioni della fine del mondo

Un viaggio esoterico verso i fatti informatici che porteranno alla fine del mondo

Ieri sera leggevo un articolo di un noto giornale del settore IT americano quando un titolo mi ha catapultato nel futuro, chiamatela visione, presagio o semplice viaggio profetico ma ho realmente provato sensazioni e visto cose che mal si adattano a quella percezione del mondo che abbiamo oggi.

Ci sono poche certezze in questa nostra “epoca moderna” circa la fine del mondo, spesso e volentieri queste certezze vengono ricordate all’umanità, che vive un po come chi ha una spada di Damocle sul capo, da individui come Giacobbo e Ruggeri che non mancano di spaventare tutti coloro che sono molto influenzabili con domande dalle oscure risposte.

Nel mio viaggio ho visto i Maya stilare la loro profezia di morte mentre i due presentatori di prima erano li ad assistere e fornire supporto logistico, rapidamente il mio corpo astrale è stata catapultato all’inizio degli eventi che ha portato l’uomo alla scomparsa.

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Linux e la spinta di Google ovvero il “G(rande) OS”

Due o tre considerazioni sul futuro sistema operativo Google

Era solo questione di tempo visto che le condizioni per lo sviluppo di un proprio sistema operativo da parte di Google erano presenti ormai da parecchio tempo.

Per prima cosa una buona dose di forza lavoro, e certamente a Google non mancano cervelli da porre al lavoro, in seconda battuta denaro, molto denaro visto che la creazione di un sistema operativo richiede tempo e lavoro che vanno foraggiate con fiumi di dollaroni sonanti.

Nella specifica questione un bravo al direttivo dell’azienda che, pur affrontando un periodo di crisi finanziaria come tutte le aziende del mondo, ha pensato bene di investire in innovazione sotto la curiosa forma di un sistema operativo, quindi di un nuovo prodotto, invece di chiudersi in un bozzolo conservatore ed è in queste occasioni che possiamo vedere qual’è il vero spirito imprenditoriale.

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