Diciamoci la verità, Firefox non è più quello di una volta.
Probabilmente il progetto sta attraversando un periodo di crisi che influisce negativamente sulla qualità del codice prodotto all’interno di Mozilla; estrema pesantezza, bug e vulnerabilità critiche non fanno certo splendere la pelliccia della volpe.
Onore al merito ovviamente visto che questo fantastico browser open ha contribuito notevolmente a portare piccoli pezzi di software open fuori da quelli che fino a quel tempo erano considerati i confini naturali delle applicazioni a sorgente aperto.
Firefox non è solo un programma per smanettoni ma, considerando le quote di mercato, sempre in ascesa, un buon browser multi piattaforma in grado di soddisfare le esigenze di tutti coloro che utilizzano il web tutti i giorni.
Complice la spietata concorrenza, in quella che ancora adesso possiamo definire come una delle più dure ed aspre lotte all’interno del comparto software, il browser che equipaggia quasi tutte le distro GNU/Linux sembra soffrire anche nelle prestazioni.
Credo che non si tratta di calo dell’efficienza da parte di casa Mozilla ma piuttosto di un ritrovato regime di concorrenza che vede Microsoft ed Apple, rispettivamente con Explorer 8 e Safari 4, sempre più minacciose ed agguerrite.
I test non lasciano scampo a dubbi, le velocità della concorrenza sono di tutto rispetto e molto spesso sono in grado di offuscare tutto lo splendore Firefox.
L’utente GNU/Linux è per definizione una persona che desidera avere il massimo dal proprio hardware e non si fermerà certamente di fronte ad un browser poco performante cercando per natura alternative a destra ed a manca.
Escludendo a priori tutti quei browser Firefox based ho cercato di rivolgere l’attenzione verso qualcosa di completamente nuovo optando in primis per la scelta di un motore di rendering che non sia il solito Gecko.
Da questa ricerca è uscito Arora, un browser minimale che utilizza le QT in versione 4.4 e si avvale del motore Webkit già famoso per le doti “velocistiche” dimostrate su Safari.
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