E poi mi vengono a dire…..

Questioni di lavoro e poche novità degne di nota fanno passare la voglia…..

Ok ragazzi lo so a cosa pensate…..ma questo non scrive più, che gli è successo?

Non vi preoccupate, se mai aveste pensato di farlo, vi posso rassicurare che il bastardo egocentrico che si aggira da tempo dietro le pagine di questo blog è in buona salute ma ultimamente si è messo in testa di buttarsi in una avventura che forse lo porterà lontano o forse, più verosimilmente, lo porterà alla disfatta totale.

Staremo a vedere  ma nel frattempo cosa succede nel panorama gelido delle terre abitate dai pinguini?

Sarà che sono stato un po con la testa in altre cose ma i radar della mia base non sono stati in grado di captare informazioni succulente come quelle che qualche tempo fa passavano nei meandri della rete.

Una cosa però mi è saltata all’occhio, il verbo open sembra arrivare anche dove mai avremmo pensato prima.

Esempio numero 1

Torno a casa dal lavoro e mentre mi preparavo ad addentare in modo vorace un’ottimo spaghetto alla carbonara quasi mi viene un infarto sentendo parlare, in un telegiornare nazionale, di Arduino ovvero la nota piattaforma hardware completamente Open made in Italy.

Mai stupore fu più grande in me, si parlava di Open, si parlava di hardware e tutto in un tg che va in onda in una delle fasce di orario da sempre più seguite.

Esempio numero 2

Mi arriva una mail, una proposta per andare a tenere un talk inerente il mondo del software open all’interno di quello che possiamo definire un workshop/convegno promosso da una scuola superiore con la collaborazione, e sotto la forte spinta, di alcuni imprenditori della zona che vogliono saperne di più per valutare un loro eventuale passaggio a tali diavolerie aperte.

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Oracle amica del software open

Dopo l’acquisizione di Sun l’impegno di Oracle per migliorare MySQL

Riuscite ad immaginare un web senza database??

Sarebbe praticamente impossibile, essi sono il cuore pulsanti di moltissime delle soluzioni che hanno reso, nel bene e nel male, internet così come lo vediamo oggi.

Uno dei database più famosi ed utilizzati in ambito sia privato che aziendale è sicuramente MySQL, u n progetto sviluppato e portato avanti con molta dedizione dalla Sun azienda che nell’ultimo periodo si è vista fagocitare dal colosso Oracle.

Moltissime le preoccupazioni scaturite successivamente a questa grande oeprazioni finanziaria, le sorti di MySQL potevano essere a rischio vista la natura fortemente commerciale di tutte le soluzioni Oracle, moltissimi, come il sottoscritto, hanno subito pensato che un gigante come Oracle avesse poco interesse nel portare avanti una soluzione come MySQL senza ricavarne qualche introito di qualsiasi genere.

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Al Cern solo Open source

Il CERN di Ginevra si serve dal mondo open

Il CERN di Ginevra è forse attualemnte considerato come il più grande laboratorio di ricerca scientifica del mondo, migliaia di terminali, attrezzature e software che collaborano, sperimentano e producono dati da analizzare con altrettante infrastrutture.

Un enorme capitale di conoscenza, ma non solo, che sembra scaturire in buona parte dal mondo open.

In una recente intervista al prof. Giovanni Organtini, professore di Fisica Sperimentale all’Università di Roma “Sapienza”, pubblicata qui è scaturito uno spaccato molto significativo dell’adozione del software open all’interno del progetto CERN.

L’elogio dei sistemi aperti è in apertura d’articolo, flessibilità, adattabilità alle esigenze del caso e quindi estrema personalizzazione sono i punti di forza che fanno optare questi grandi centri di ricerca per l’uso di sosftware aperto.

Come dichiarato dallo stesso accademico lo sforzo necessario per garantire questi risultati da parte di una azienda software è pressochè impossibile da effettuare visti anche i costi proibitivi che si verrebbero a creare.

Il finale dell’articolo affronta uno dei temi da sempre caldi delle università italiane ovvero quello dei “Baroni”.

Uno scritto interessante con il punto di vista di un accademico di indiscusso prestigio.

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Ciao a tutti.

Natale open….almeno per le luci

Esperimenti luminosi open in tema natalizio

Cosa fareste con:

  • 3,300 mini luci
  • 3 faretti
  • 1 corda di led
  • 4 LED
  • 1 renna magica

si, avete intuito bene, una grande opera luminosa per abbellire la vostra abitazione e prepararla per il Natale imminente.

Come però tutti sapete ci sono illuminazioni ed illuminazioni e il signore che possiede questa piccola centrale elettrica in lampadine ha deciso di dare un tocco open alla sua creazione grazie ad un po di sano hardware italiano ovvero Arduino.

Il risultato?

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Divulgazione & divulgazione

Tipi diversi di messaggi ma con un unico fine, portare l’open source a tutti

Una corsa è certa, nella nostra società la consapevolezza e la conoscenza rende liberi di scegliere e di non farsi intrappolare all’interno di quella corrente di pensiero che si definisce “la massa”, un flusso imperterrito di idee e pensieri uniformi a quello che vogliono i potenti del paese.

Come è possibile stimolare le coscienze e le menti della massa?

Per prima cosa è necessario un governo illuminato che faccia della pluralità di pensiero e della diversità un punto di forza del proprio operato, purtroppo nel nostro paese, come in moltissimi altri paesi europei del resto, si sta osservando un fenomeno sempre più evidente, un progressivo imbarbarimento dell’intelletto che spinge l’individuo, base essenziale della massa, ad essere sospettoso e diffidente circa tutto quello che è differente dal modo di vedere le cose rispetto alla mandria di popolazione che, come tanti capi ovini, segue rispettosamente il comandante di turno.

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Esodo da Wikipedia? Ma no il progetto è in buona forma.

Pareri discordanti sul numero di utenti della più grande biblioteca del sapere online

wikipedia_logo.pngWikipedia è uno di quei progetti talmente complessi, geniali e dannatamente utili per l’umanità che andrebbe dichiarata patrimonio fondamentale della stessa e per questo finanziata a dovere dai governi, dalle aziende e, più in generale, da chiunque possa fornire un contributo economico anche di modeste dimensioni.

La cosa che più sorprende è la socialità del mezzo, utenti sconosciuti, ma esperti in un determinato campo, si mettono in gioco spendendo tempo e risorse personali al fine di rendere il loro sapere disponibile a tutti coloro che sono in grado di navigare tra le pagine della libera enciclopedia on-line.

In questi giorni sembrava che questo idillio fosse destinato al decadimento, una ricerca pubblicata dal Wall Street Journal aveva annunciato un esodo di massa di coloro che con tanta pazienza e dedizione riversano contributi all’interno del progetto.

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Microsoft ammette: abbiamo violato la GPL

Il colosso di Redmond fa pubblica ammenda ed ammette le sue responsabilità

Non ricordo quando e non ho voglia neanche di aprire una seconda tab per cercare il post nel quale ho scritto della notizia secondo la quale la Microsoft di fatto utilizzato del codice sotto licenza GPLv2 per la creazione di un tool distribuito dalla stessa azienda.

Questa volta sembra che la stessa Microsoft abbia riconosciuto il proprio errore per voce di alcuni tecnici che hanno pubblicamente ammesso la violazione dei termini di licenza GPLv2, il comunicato stampa ha del ridicolo:

“After looking at the code (within the USB tool) in question, we are now able to confirm this (inclusion of improperly licensed GPL v2 code) was indeed the case, although it was not intentional on our part. While we had contracted with a third party to create the tool, we share responsibility as we did not catch it as part of our code review process. We have furthermore conducted a review of other code provided through the  Microsoft Store and this was the only incident of this sort we could find.”

la parte nella quale si accenna alla non intenzionalità della questione è di una ilarità che sfiora il ridicolo, come se un loro programmatore di nascosto si sia fatto un giretto sul web alla ricerca di un pezzettino di codice al lui congeniale.

Ecco però che viene svelato l’arcano alla riga subito inferiore ovvero la scusa del contratto con una terzo per la creazione di un software di questo tipo, c’è da scandalizzarsi perchè non solo una gigante di tali proporzioni si rivolge ad una ditta esterna per la creazione di un “tool da 500 0 600 righe di codice” ma in più vi sono delle notevoli lacune sul controllo qualità dei prodotti in entrata visto che casualmente è sfuggita una porzione di codice open.

Il software in questione non verrà eliminato ma piuttosto ripubblicato con tanto di sorgenti aperti sotto licenza GPLv2 ma, scusate la mia cattiva fede, cosa mi ferma dal pensare che per un piccolo programma contenente codice libero scovato da un blogger non ne esitano un’altra infinità nascosta nei meandri dei prodotti Microsoft??

La risposta è che nulla mi vieta di pensarlo ma che piuttosto mi sento autorizzato a farlo.

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Ciao a tutti.

Armatevi e programmate

Il software open pronto a sbarcare in forze nel settore difesa degli USA

tux_with_a_gun.jpgPer ora è solo uno studio, una nota che elenca i vantaggi dell’adozione del software a codice sorgente aperto nel campo militare se esso fosse adottato come valido sostituto di quello proprietario ma sembra che la volontà di portare questo tipo di software nella difesa degli USA sia reale e forte.

I primi esempi di questa piccola rivoluzione armata potrebbero essere nei famosi droni ovvero quel tipo di veicoli aerei in grado di manovrare senza pilota a bordo ma solo con l’ausilio di un controllo remoto gestito direttamente a terra da personale specializzato.

Già durante il 2008 una missiva incaricava il ministero della difesa USA di favorire l’introduzione di software aperto per la gestione di questi mezzi di spionaggio che all’occorrenza possono essere usati anche come aerei leggeri da attacco.

Il progetto open del ministero è ospitato all’interno del sito https://www.forge.mil/.

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Promozione del software open, ci pensano i grandi del settore

Nasce una lobby del software open con l’intento di fare promozione

opensourceforamerica_logo.jpgSettanta aziende ovvero il numero dei protagonisti di quella che potremmo definire come una lobby commerciale che però si pone come obbiettivo la liberazione della pubblica amministrazione, ma non solo, dal software chiuso che stringe i conti degli enti pubblici in dolorose morse economiche ingiustificate.

L’iniziativa, dal chiaro nome “Open Source for America”, racchiude in se nomi eccellenti del panorama informatico del paese, Google, Amd, Canonical, Novell, Oracle, Red Hat sono, solo per citarne alcuni, tra i maggiori sostenitori dell’iniziativa.

L’interno è chiaro, portare avanti una politica di sensibilizzazione dello stato verso il software open il quale può far risparmiare i cittadini fornendo lo stesso grado di qualità nei servizi, nell’ottica di modernizzazione del paese che il presidente Obama sta portando avanti questa iniziativa sembra destinata a fare grande scalpore e successo.

Non ci si deve fermare solo a questioni più pratiche ed evidenti come i rifiuti o l’energia pulita, il risparmio passa anche nel mondo informatico il quale, anche se nascosto ad i più che lo utilizzano senza essere consapevoli dei suoi costi, andrebbe curato come uno dei comparti vivi e pulsanti dell’economia di una paese sviluppato.

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Ciao a tutti.

Drupal alla Casa Bianca, le mie considerazioni

Il CMS open direttamente alla corte del palazzo del potere americano

La Casa Bianca è il palazzo del potere americano, anche se il Pentagono avrebbe qualcosa di dire in merito, ed è titolare di uno dei siti più visitati del mondo reperibile all’indirizzo http://www.whitehouse.gov/.

La mole di traffico da sopportare è impressionante ed oltre a delle macchine in grado di reggere questo lavoro i tecnici americano hanno la necessità di una struttura informatica stabile e sicura come piattaforma attraverso la quale pubblicare informazioni.

Recentemente il dito è passato ad una soluzione di natura open ovvero Drupal.

Le motivazioni sono molte ma tra le più importanti possiamo citare la necessità di un risparmio per la gestione del portale ed una affidabilità maggiore grazie ai bug fix che gli stessi utenti Drupal sparsi in tutto il mondo si prodigano a fornire in modo gratuito a tutti gli utilizzatori del CMS il quale così è corretto ed aggiornato in tempi brevissimi.

Ancora una volta sembra che oltre oceano ci sia una forte volontà di cambiare cosa che qui in Italia si manifesta solo attraverso le solite chiacchiere di palazzo.

Mentre negli USA si liberano i sorgenti di siti istituzionali e si passa tutta la macchina amministrativa o quasi a google docs nel nostro paese di predica bene ma si razzola male.

Portali del turismo faraonici dal costo esorbitante che riportano informazioni sbagliate e non sono neanche graficamente decenti, concorsi falsi per forniture software dove le regole escludono a priori soluzioni aperte in favore dell’unica azienda che riesce sempre, molto strano, ad accaparrarsi milioni di euro in contratti…..leggi Microsoft.

Questa è la rivoluzione Brunetta per quel che riguarda il risparmio della PA???

Non ci siamo, sta a noi dimostrare che il nostro lavoro di comunità aperta è degno di essere valutato, utilizzato e supportato adeguatamente dalle amministrazioni comunali fino a quelle più ampio dello stato le quali potrebbero risparmio milioni e milioni di euro e nel contempo erogare al cittadino un servizio più flessibile grazie al pieno supporto degli standard internazionali per quel che riguarda i documenti.

Penso che tutte le rivoluzioni più grandi debbano partire dal basso sta a noi quindi spingere per l’adozione di queste valide soluzioni siano esse OS o CMS o suite da ufficio per l’elaborazione di testi ed altro.

Ciao a tutti.