OpenDNS o GoogleDNS? I risultati dei test di velocità

Lo scontro è iniziato. i due servizi DNS si danno battaglia a suon di frazioni di secondo

I DNS sono quegli appositi server, sparsi un po in tutto il mondo, che hanno il compito di risolvere, ovvero tradurre, i nostri indirizzi nei corrispettivi indirizzi ip numerici che permettono alla rete di funzionare.

La visione che ho fornito sopra è molto semplicistica ma è quello che server per far capire come un server DNS lento, quindi non in grado di tradurre in modo immediato la vostro richiesta, pregiudichi in modo considerevole l’esperienza di navigazione di un utente.

Quasi tutti i fornitori di servizi adsl hanno il proprio server DNS e spesso esso è poco performante o più semplicemente limitato rispetto alle pagine che è possibile visitare ed è per questo che gli utenti più o meno smaliziati tendono a sostituire i dns di default con altri servizi più veloci o semplicemente più ricchi di opzioni e possibilità.

Solitamente quando si parlava di DNS alternativi il discorso ricadeva quasi sempre sul servizio OpenDNS che da qualche tempo allieta la navigazione di moltissimi utenti, in questi giorni però ha fatto capolino sul panorana DNS il colosso del web; stiamo parlando del servizio GoogleDNS che con i suoi due indirizzi 8.8.8.8 e 8.8.4.4 promette di fornire un servizio di prima qualità.

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Natale open….almeno per le luci

Esperimenti luminosi open in tema natalizio

Cosa fareste con:

  • 3,300 mini luci
  • 3 faretti
  • 1 corda di led
  • 4 LED
  • 1 renna magica

si, avete intuito bene, una grande opera luminosa per abbellire la vostra abitazione e prepararla per il Natale imminente.

Come però tutti sapete ci sono illuminazioni ed illuminazioni e il signore che possiede questa piccola centrale elettrica in lampadine ha deciso di dare un tocco open alla sua creazione grazie ad un po di sano hardware italiano ovvero Arduino.

Il risultato?

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Microsoft, la patch, il trojan e l’altro

L’ultimo caso Microsoft vuole una patch che inabilità la propria macchina

L’ultima patch Microsoft per la sicurezza sembra essere afflitta da uno strano errore, una volta installata rende alcune macchine completamente inutilizzabili, schermo nero ed impossibilità di fare altre operazioni, se non quella di spegnere la macchina, rende di fatto inutilizzabile il computer di alcuni utenti.

I sistemi operativi coinvolti non sono certamente pochi, la patch estende i propri “benefici” a WinXP, Vista ed al nuovissimo Seven.

Sembra che il problema sia causato du un cambiamento da parte della stessa Microsoft al sistema Access Control List, più brevemente ACL, che elenca le autorizzazione per l’utente connesso alla macchina, i cambiamenti in questione sembrano non essere graditi ad alcune applicazioni che creano gravi problemi come quello delle schermate nere già soprannominate BSOD in versione Black.

Purtroppo per gli utenti Windows allo stato attuale le applicazioni che sembrano risentire di più del problema sono quelle deputate alla sicurezza del sistema, la stessa Microsoft sta indagando sull’accaduto ma nel frattempo è già disponibile un rimedio allestito dalla società britannica Prevx azienda attiva nel settore della sicurezza informatica.

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Divulgazione & divulgazione

Tipi diversi di messaggi ma con un unico fine, portare l’open source a tutti

Una corsa è certa, nella nostra società la consapevolezza e la conoscenza rende liberi di scegliere e di non farsi intrappolare all’interno di quella corrente di pensiero che si definisce “la massa”, un flusso imperterrito di idee e pensieri uniformi a quello che vogliono i potenti del paese.

Come è possibile stimolare le coscienze e le menti della massa?

Per prima cosa è necessario un governo illuminato che faccia della pluralità di pensiero e della diversità un punto di forza del proprio operato, purtroppo nel nostro paese, come in moltissimi altri paesi europei del resto, si sta osservando un fenomeno sempre più evidente, un progressivo imbarbarimento dell’intelletto che spinge l’individuo, base essenziale della massa, ad essere sospettoso e diffidente circa tutto quello che è differente dal modo di vedere le cose rispetto alla mandria di popolazione che, come tanti capi ovini, segue rispettosamente il comandante di turno.

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Esodo da Wikipedia? Ma no il progetto è in buona forma.

Pareri discordanti sul numero di utenti della più grande biblioteca del sapere online

wikipedia_logo.pngWikipedia è uno di quei progetti talmente complessi, geniali e dannatamente utili per l’umanità che andrebbe dichiarata patrimonio fondamentale della stessa e per questo finanziata a dovere dai governi, dalle aziende e, più in generale, da chiunque possa fornire un contributo economico anche di modeste dimensioni.

La cosa che più sorprende è la socialità del mezzo, utenti sconosciuti, ma esperti in un determinato campo, si mettono in gioco spendendo tempo e risorse personali al fine di rendere il loro sapere disponibile a tutti coloro che sono in grado di navigare tra le pagine della libera enciclopedia on-line.

In questi giorni sembrava che questo idillio fosse destinato al decadimento, una ricerca pubblicata dal Wall Street Journal aveva annunciato un esodo di massa di coloro che con tanta pazienza e dedizione riversano contributi all’interno del progetto.

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Installare il web server Apache2 nella nuova Ubuntu 9.10

Il server che sorregge il web come lo conosciamo oggi installato in locale sul vostro pc

Per chi, tra di voi, sviluppa per il web non è certamente necessaria questa guida composta da poche righe di codice ma indubbiamente ci sono moltissimi utenti che avvicinandosi a GNU/Linux vorrebbero rendere il loro computer una macchina dove provare le varie piattaforme CMS le quali annoverano due tra le più importanti espressioni del blogging ovvero Joomla e Wordpress.

Senza un server Apache pronto a sostenere le piattaforme non è possibile procedere allo sviluppo di portali web o di più semplici blog personali.

Ecco quindi il motivo della guida ovvero fornire un ambiente di facile installazione e gestione configurabile in pochi passi ma perfettamente in grado di rispondere alle esigenze di chi vuole tentare la via dello sviluppo per il web.

Per prima cosa iniziamo con l’acquisizione dei diritti di amministrazione, per far ciò apriamo il classico terminale e digitiamo:

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sudo -s

premiamo invio ed inseriamo la password quando richiesta.

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WiFi libera? Giù il decreto Pisanu

Il decreto che ha sigillato le wifi del bel paese sta per scadere, ed ora?

Il decreto legge Pisanu impone a tutti coloro che accedono ad internet da qualsiasi luogo pubblico di lasciare le proprie generalità, molti locali, bar o pub sono quindi costretti ad offrire servizi internet solo previa registrazione del cliente il che porta quasi sempre ad una rinuncia da parte del gestore alla fornitura di un servizio utile.

Occhio alle wifi di casa che devono essere adeguatamente protette e custodite per non dar modo di far infiltrare nessuno.

Chiaramente le beghe non sono solo per il cliente che deve fare sfoggio delle sue credenziali nel caso si voglia collegare da un esercizio pubblico, lo stesso esercente che fornisce un servizio deve essere regolarmente registrato presso la questura.

Scoraggiare chiunque è il compito di questa legge stupida scritta da chi, rispettosamente parlando, capisce poco o quasi nulla sul funzionamento di una rete.

Forse però una speranza arriva dalla scadenza del decreto che in questo caso, per proseguire la propria attività, dovrebbe ricevere una proroga da parte del governo.

Credo che sia importante esprimere il nostro dissenso verso questa regola imposta da politici che con il mondo di internet hanno evidentemente poco a che spartire.

Facebook ed altri importanti social network hanno gruppi dedicati all’abolizione della norma, le possibilità di protesta sono praticamente infinite l’importante è farsi sentire.

Forse riusciremo nell’intento liberando nel contempo la possibilità di realizzare reti a basso costo in comuni non raggiunti da ADSL tradizionale.

Per saperne di più NEXA

P.S.: solitamente nelle facoltà italiane, centri di cultura per eccellenza, le reti wifi sono chiuse ma le prese al moro sono più accessibile delle stesse reti wireless……quando si dice stupidità di alcune norme.

Ciao a tutti.

FLOSS@EcoAndEquo ad Ancona il 27 Novembre

Per chi è nei paraggi una occasione per parlare di software open source

Saltando i preamboli di rito vi porto a conoscenza di una iniziativa, a mio avviso importante, che si terrà all’interno della fiera “Eco&Equo” e che ha come obbiettivo quello di divulgare le ragioni del software Open Source.

Si parlerà di pubblica amministrazione e di economia locale con rappresentanti delle istituzioni ed esperti di open source; a seguire la locandina dell’evento con tutte le info circa orari ed indicazioni sul luogo dell’evento.
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Canonical lavora con Google per il Chrome OS

Nel nuovo OS di Google lo zampino della Canonical

Personalmente non ritengo Chrome OS in grado di minacciare il mondo dei sistemi operativi come lo conosciamo oggi almeno per ora, troppi vincoli ed un prodotto Google centrico fanno dell’OS una scelta poco appetibili soprattutto in parti del mondo, come l’Italia, dove ci sono evidenti problemi circa la rete internet; sicuramente è difficile non ammettere che finalmente con questo OS il concetto di cloud computing prende una piega molto diversa accostandosi sempre di più al mondo dell’utente finale.

Se Chrome non avrà il successo sperato sarà sicuramente in grado di gettare luci su quello che molto probabilmente sarà computer 2.0 con tutti i suoi limiti ed i suoi problemi, a tal proposito un mio pensiero più approfondito è disponibile al seguente link:

http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/google-chrome-os-l%CA%BCos-si-trasferisce-in-nuvola.html

Significativo invece l’accordo tra Google e Canonical, secondo i termini di contratto gli sviluppatori della famosa Ubuntu saranno impegnati nella nuova distro del gigante del web.

Le conoscenze di alcuni e il brand di altri potrebbero portare enormi benefici per le due aziende non tanto in vendite o assistenza quando in visibilità guadagnando nel contempo un ruolo da innovatori del mercato.

Link

Ciao a tutti.

Novell si interessa a Google Wave

Novell alle prese con un prodotto per la collaborazione aziendale

Novell, azienda da sempre impegnata nel mondo Open, è stata spesso criticata ed attaccata da buona parte della comunità per le sue scelte in campo commerciale quando, piuttosto che scendere in tribunale, preferì pagare una sorta di riscatto nei confronti Microsoft per delle violazioni di brevetto che ad oggi sono ancora tutte da dimostrare.

Si trattava di una vicenda controversa che scosse tutto il mondo delle distro GNU/Linux e dove in pochissimo tempo si vennero a creare due fazioni, chi tollerava l’atteggiamento di sottomissione delle aziende e chi lanciava accuse contro Microsoft e la cordata di mondo open compiacente.

Inutile però negare come Novell sia una delle grande del settore che molto ha dato, e speriamo continuerà a dare, all’open souce.

In questo periodo si fa un gran parlare di Google wave e dalle parti degli uffici di Waltham, sede dell’azienda open, sembrano voler cavalcare il successo di questo tipo di piattaforme collaborative con un proprio prodotto che prende il nome di Pulse.

Differentemente da Wave il prodotto Pulse è una piattaforma collaborativa aziendale che combina in un unico mondo  e-mail, strumenti di document authoring e social messaging in uno strumento dalla sicurezza certa e dalla possibilità enormi di gestione del lavoro.

La potenzialità di Pulse però non si ferma qui infatti, attraverso il Google Wave Federation Protocol, Novell è riuscita a far penetrare la piattaforma di collaborazione edita da Google all’interno del suo prodotto, ecco quindi che gli utenti di Prism possono comunicare con ogni utente Wave direttamente dall’interno della piattaforma utilizzata nel proprio ufficio.

Pulse sarà disponibile nel corso del 2010 e permetterà, nella sua versione finale, di creare filtri più o meno complessi per la gestione del carico di lavoro in modo da liberare l’utilizzatore dai messaggi di un singolo utente.

Dell’ecosistema Pulse faranno parte:

Security – L’accesso ed autorizzazioni fanno leva su sistemi aziendali di identity e access management, directory server e strumenti di audit per l’integrazione con processi stabiliti, il mantenimento dei dati in sicurezza e il supportode i requisiti di compliance

Collaborazione in tempo reale – L’editing collaborativo e la condivisione di documenti permettono agli utenti di lavorare in gruppo in tempo reale.

Inbox unificate – Una sola interfaccia permette agli utenti di vedere, classificare e filtrare tutto i propri contenuti personali e professionali da vari servizi di social messaging, email, Wave, ecc., in un unico punto.

Social messaging di livello enterprise – Le funzionalità di Social blog permettono gli utenti di condividere, seguire e fare commenti su diversi temi e idee.

Chat e collaborazione in tempo reale - La possibilità di collaborare in tempo reale permette agli utenti di sapere esattamente quando i colleghi sono disponibili attraverso il monitoraggio delle persone, dei gruppi e dei messaggi.

Se volete una dimostrazione video, a dire il vero molto convincente, del prodotto in questione puntate il vostro browser all’indirizzo http://www.novell.com/media/media.php?media=novell-pulse.

Link

Ciao a tutti.